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Lettere da Piano di Sorrento – Conviene parlare della pineta Le Tore in vista delle elezioni?

LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
“CONVIENE PARLARE DELLA PINETA LE TORE IN VISTA DELLE ELEZIONI?”

Abbiamo appreso, in questi giorni, dalla stampa che il Sindaco di Sorrento, con alcuni suoi assessori, con gli studenti dell’Istituto T. Tasso di Sorrento ed un rappresentante della Società “Terna” ha dato inizio all’intervento di piantumazione di ben 565 alberi nell’ottica della attività di bonifica per il recupero del sito, iniziata nell’ottobre scorso.
Certamente a noi fa piacere che la pineta “Le Tore”, per la quale ci battiamo da anni per la sua salvaguardia naturale, torni all’attenzione di quanti, pur essendovi tenuti, ne hanno consentito l’abbandono e il degrado; e ci fa anche piacere che si piantino alberi (riserva di ossigeno per tutti noi) ma non ci fa piacere un’eventuale strumentalizzazione.
In passato, da qualche politico locale, il bosco venne utilizzato per divagazioni culturali da inserire in quell’incantevole sito dal punto di vista paesaggistico e bio-vivibile; ma poi ci si è dimenticati di questo bene naturale, lasciandolo al degrado, privo di manutenzione e ricettacolo di rifiuti prodotto da quei cittadini incivili dei picnic selvaggi che ne hanno favorito anche gli incendi.
Le istanze degli amatori della penisola, dei cittadini rispettosi della Natura che hanno sollecitato chi di dovere ad intervenire a che la pineta fosse risanata e restituita alla sua destinazione naturale sono rimaste inevase.
Sono apparsi invece improvvisati “amici delle Tore”, forse allettati da possibili finanziamenti e/o contributi sotto la copertura di una bonifica; c’è stato chi voleva realizzare il “tree climbing” sugli alberi, alberi pericolanti ed in pessimo stato manuntivo, trasformando i bambini in piccoli Tarzan; questi amici sono presto scomparsi, è continuato, invece, a comparire il degrado e l’abbandono, degrado e abbandono che hanno favorito gli eventi atmosferici con caduta e falcidia delle piante, tanto da imporre recentemente all’Autorità la chiusura del bosco e il dichiarato stato di pericolo.
Noi facciamo parte di quei 400 firmatari che 5 anni fa depositarono un’istanza al Comune di Sorrento, chiedendo il risanamento della pineta senza inserimenti cementizi e la sua restituzione ad oasi naturale. Allora oggi dobbiamo plaudire perché forse sono state prese in considerazione le nostre istanze? È soltanto una coincidenza che questa piantumazione di 565 alberi con il coinvolgimento dei giovanissimi dell’Istituto Tasso sia reclamizzata in occasione della prossima tornata elettorale?
Realisticamente, quel che qui interessa, non è l’elevato numero delle piante ma la modalità della loro piantumazione, la scelta della tipologia che meglio attecchisce al terreno, la distanza tra gli alberi per la loro necessaria vitalizzazione. Se è vero, come qualcuno ha riferito, che le piante sono piantumate troppo vicine l’una all’altra, e allora non va, perché in questo modo si ripete l’errore fatto nel passato che ha consentito la debolezza della pianta e la sua caduta, favorita dall’evento atmosferico. Ci auguriamo che il Comune abbia interpellato competenti agronomi per la scelta e distribuzione delle piante.
Certo fa colpo vedere tutti questi ragazzini, equipaggiati con casco e strumenti da lavoro, sorridenti ed allineati come militari; fa sempre colpo la presenza dei minori!
Anni addietro i Verdi si resero promotori di una legge, molto nobile, “piantare un albero per ogni neonato”. Di questa legge non si è saputo più niente.
Abbiamo l’impressione che ogni qualvolta si tenti di portare una ventata di primavera in questo ferruginoso, obsoleto, disunito mondo della politica, fatto di burocrazia e polemiche, non si raggiunge mai un obiettivo.
Ci hanno provato i Verdi, poi i 5 Stelle, infine si affacciano alla ribalta le “Sardine”, purché non finiscano in scatola.
Vi è una sola verità, nel nostro Paese manca l’unità, il senso del sociale, l’univoco sentimento di amore per la propria terra. Dobbiamo convenire con Pappagone che “non siamo vincoli ma sparpagliati”.

Avv. Augusto Maresca

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