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Ravello. La pala di San Nicola resta a Villa Rufolo: il 6 dicembre ingressi gratuiti per tutti i Nicola e analoghi

Oltre alla lettera aperta del sindaco di Ravello Salvatore Di Martino, indirizzata al commissario e segretario della fondazione Ravello, anche la Diocesi della Soprintendenza Abap ha spinto fortemente per trattenere a Villa Rufolo la pala d’altare dedicata a San Nicola di Bari,  finora esposta nell’ambito della mostra “Tutela + valorizzazione = 3” appena chiusa che ha messo in mostra 8 opere trafugate e recuperate dal comando carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale

La grande pala del XV sec, di autore anonimo, proveniente dalla chiesa di Santa Maria in Cosmedin di Napoli, sarà in esposizione presso la Sala Parrilli del complesso monumentale fino al 19 gennaio 2020.

Venerdì la Fondazione Ravello, in occasione della ricorrenza di San Nicola, aprirà le porte di Villa Rufolo gratuitamente a tutti i Nicola (Nicoletta, Nicolò, varianti e analoghi stranieri).

Nell’anno 2018 un privato cittadino avanzava richiesta al Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, tendente ad accertare l’eventuale provenienza illecita del dipinto olio su tela di autore anonimo del XV secolo, raffigurante “San Nicola di Bari”, acquistato per l’importo di 200.000 euro da un noto antiquario romano. A seguito del controllo, effettuato mediante l’ausilio della Banca Dati dei Beni Illecitamente sottratti gestita dal Comando Tutela Patrimonio Culturale, veniva accertato che il dipinto era parziale provento di furto perpetrato da ignoti il 2 marzo 1992 in danno della chiesa “Santa Maria in Cosmedin” di Napoli. Approfondite indagini permettevano di deferire alla Procura della Repubblica di Roma due persone resisi responsabili della ricettazione dell’opera d’arte, riconosciuta autentica ed appartenente alla citata chiesa a seguito di approfondito esame tecnico esperito da funzionari della Soprintendenza A.B.A.P per il Comune di Napoli.
L’opera di importantissimo valore storico, artistico, culturale era anche pubblicata sul bollettino delle ricerche “Arte in ostaggio” n. 17 alla pagina n. 42.

 

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