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Furore, la consigliera Marchese: “retorica che sarei stata sindaco marionetta ha stancato”

Sono trascorsi circa otto mesi dal voto per le comunali a Furore, ma sembrano essere rimaste ancora aperte alcune questioni. La consigliera di minoranza Antonella Marchese, ha infatti affidato alcune riflessioni alla propria bacheca Facebook, in cui ribadisce attraverso attestati di stima verso Raffaele Ferraioli, la propria scelta politica, ritinendo l’ex sindaco una guida indispensabile per l’esperienza e il peso politico nel paese del Fiordo.

“I miei esclusivi consiglieri sono le splendide persone con le quali ho condiviso l’emozionante avventura della candidatura a sindaco e, ovviamente, i cittadini, quelli che mi hanno votato e quelli che non ho convinto a sufficienza.
Raffaele Ferraioli è un consigliere più autorevole e saggio per me come dovrebbe esserlo per tutti.
E sarebbe stato per me, come dovrebbe esserlo per tutti, solo un valore aggiunto alla insidiosa azione amministrativa che mi attendeva.
Raffaele Ferraioli può essere solo una bussola per fare cose “buone e belle”, come sono quelle che prevalentemente ha fatto nella sua vita politica quasi leggendaria.
E’ da balordi pensare che possa essere utile sbarazzarsi di lui, anche e soprattutto perchè, come per ogni cosa, per rimediare agli errori (eventualmente) commessi occorre conoscere le circostanze in cui sarebbero stati commessi. Diversamente “la storia” si abolirebbe dalle scuole.
Raffaele Ferraioli è una persona eccezionale ed è stato un sindaco ancora più eccezionale. È un puro dato di fatto.
Quando fui eletta consigliere comunale avevo 20 anni e ricordo di avere una fame insaziabile di sapere cosa era stato fatto prima. Il mio metodo su ogni questione è stato sempre questo.
La domanda costante che precedeva il mio agire era “da dove si parte?”. E così assillavo i funzionari e il sindaco con richieste di carte, delibere,atti etc. La mia spasmodica ricerca è stata meglio di qualunque scuola e non ha mai assunto finalità inquisitorie. Come dico sempre, “ha aumentato il grado di consapevolezza del mio ruolo” e mi è servita a ridurre il rischio di inciampare nel mentre intraprendevo cose nuove nell’interesse della gente. Certo,non sono mancati momenti turbolenti. Senza dubbio anche questi sono serviti tanto al mio processo di maturazione politico e di “conoscenza del paese” .
La retorica che sarei stata il sindaco marionetta ha stancato e non si confà minimamente alla mia persona così come è inappropriato pensarlo riguardo ad altri.
Fare il sindaco, oggi più che mai, è fonte di infinite responsabilità e il potere e l’autonomia decisionale che la legge attribuisce al primo cittadino sono, giustamente, direttamente proporzionali al tenore di queste responsabilità, nonché ai compiti di guida politica e amministrativa connessi alla carica.
Le marionette non possono fare i sindaci e i sindaci non possono essere o diventare le marionette di nessuno.”

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