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IL FOTOGRAFO CON LA CASCETTA GIANNI DE GREGORIO

Riproponiamo un notevole articolo di Mario Laporta apparso recentemente e dedicato ad un nostro concittadino, precisamente Giovanni de Gregorio di Massa Lubrense, ultimo rampollo di una dinastia di maestri casari. Il prof Laporta descrive con grande eleganza e riferimenti storici ,una insolita bizzarria che nasce prima dalla passione e poi dalla ricerca di de Gregorio. Un pezzo di storia antropologica della fotografia ambulante, un paradosso necessario in un mondo odierno fatto di telefonini a tre fotocamere.

La magia fotografica, come a Kabul e Islamabad, rivive nella cascetta di Giovanni de Gregorio fotografo di strada.  Mario Laporta 

Cercatelo per le vie di Napoli, via Toledo, piazza del Gesù, i decumani, oppure cercatelo su via Partenope, non c’è bisogno che andiate a Kabul o Islamabad, dove operano sui colleghi che prediligono la sua stessa attrezzatura, la quale è rigorosamente autoprodotta pezzo per pezzo ad esclusione ovviamente dell’ottica che permette di imprimere la carta, prima in negativo e poi in positivo. Cercatelo anche sulla costiera sorrentina nella stagione estiva, lui è pronto a fotografarvi come il mitico Enzo Turco “Pasquale” avrebbe voluto fare prima che un grande Totò “Felice” non gli  facesse fracassare la cascetta fotografica per la stizza di aver perso un cliente. Lui è Giovanni de Gregorio, l’ultimo cascettaro fotografico napoletano.  Giovanni riprende una grande tradizione dell’inizio secolo scorso che ha resistito fino alla metà degli anni ’60, quella dei fotografi che stazionavano sotto al  San Carlo e in Piazza Municipio con le loro cascette, le quali con una lavorazione fotografica chiamata “a tipo e controtipo”,  riuscivano a fornire, ai loro occasionali clienti,  fotografie per documenti, foto ricordo della visita a Napoli o addirittura foto ricordo di sposi novelli in viaggio di nozze, come nel famoso sketch del film Miseria e Nobiltà di Mario Mattioli. Tutto rigorosamente autocostruita, l’attrezzatura di Giovanni consiste nella scatola magica con il foro per l’obiettivo e nella stessa scatola le bacinelle con sviluppo e fissaggio per la carta fotografica usata per i ritratti.

Figura intera o primo piano, da soli o in coppia, Giovanni, sempre disponibile e attento alla luce, consegna in appena 5 o 6 minuti una foto stampata, non un file come se ne vedono a miliardi, ma una foto in rigoroso bianco nero, consegnata, sviluppata, fissata, con lavatura e asciugatura, per rimanere sempre in ambito di battute cinematografiche.

Rimane poi una foto stampata in tasca, un bene prezioso e oramai per molti desueto, ma che oltre alla perizia del fotografo/cascettaro ci deve far riflettere sulla immediatezza della memoria.  E’ più immediato avere contezza di un ricordo quando lo si deve andare a ricercare tra le infinità di files che ogni giorno accumuliamo, oppure quando improvvisamente ci ritroviamo tra le mani o in una cornice sul mobile, una fotografia stampata, anche se vecchia e oramai scolorita? La bellezza di avere tra le mani una stampa è sicuramente impagabile rispetto alla visione, pur bella ed emozionante di tante immagini su di un display retroilluminato.

Abbiamo seguito le fasi di lavorazione di Giovanni de Gregorio e anche se non in camera oscura, anche se tra la folla di via Toledo, la magia della fotografia si è di nuovo mostrata nella sua affascinante attrattiva.

La foto, la posa, la luce, lo scatto, che deve essere di almeno mezzo secondo, poi il primo sviluppo, dal quale esce il negativo, poi il posizionamento del negativo davanti all’obiettivo per la seconda ripresa dal quale esce il definitivo positivo che sviluppato, fissato, lavato e asciugato è poi consegnato al cliente che porterà con se non solo un ricordo fotografico con la sua immagine, ma anche un ricordo visivo della pratica fotografica. Giovanni sempre sorridente, mette a proprio agio i soggetti che, per strada, di fronte ad  una macchina fotografica, che non è  tra le più discrete, e sotto gli occhi degli altri passanti, non è che siano poi distesi e rilassati, ma il fotografo, con la sua perizia, riesce a far estraniare il soggetto dal contesto, creando il giusto rapporto esclusivo e strappando un caldo sorriso di curiosità ed interesse a tutti coloro che meravigliati assistono alla sortilegio fotografico.

 

MARIO LA PORTA_Fotogiornalista collaboratore della A.F.P. e Senior Photographer della Agenzia Controluce. Attualmente è docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove insegna Tecniche di ripresa fotogiornalistica e coordinatore del team di fotografi per l’Agence France Presse.
Nel 1990 fonda l’agenzia fotogiornalistica CONTROLUCE Con Valeria Tondi, che è tuttora uno dei maggiori punti di riferimento, a Napoli e nel Meridione d’Italia, per molte testate giornalistiche nazionali ed internazionali . Dal 1992 al 2003 collabora con l’agenzia stampa internazionale REUTERS, per la quale ha documentato avvenimenti nazionali ed internazionali. Nel giugno del 2003 lascia l’agenzia Reuters per entrare nella Agenzia Internazionale AGENCE FRANCE PRESS

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