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Sorrento. Anche i preti fra le “Sardine”. De Angelis “Giornata nera”

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Sorrento. Anche i preti fra le “Sardine”.  La foto col post di don Fabio Savarese con Tonino De Angelis “Sorrento ha vissuto una giornata nera non per la presenza di un leader politico; nera non per il traffico impazzito, nera non per la pioggia; nera, invece, per l’immagine della Città sporcata davanti agli occhi del mondo.
Un’offesa ai cittadini e alla sua storia. Un danno per la sua economia e per il suo futuro.
Siamo nella zona d’Italia più pacifica e civile. Abbiamo da secoli accolto i nostri ospiti col sorriso e la cortesia regalando ospitalità, amicizia ed emozioni; un indole che ci ha reso famosi da almeno due secoli. Tutto questo oggi è stato cancellato, la nostra immagine è stata strappata, annientata agli occhi del mondo. Un paese che vive di turismo di colpo si è ritrovato blindato con centinaia di poliziotti in assetto antisommossa, camionette, idranti e sfollagente; gente ripresa e sorvegliata, limitata nei suoi movimenti quotidiani. Una mobilitazione di polizia mai vista a Sorrento, neppure quando alla fine degli anni Settanta fu arrestato in pieno centro un terrorista del NAR. L’ignaro sorrentino o il compiaciuto turista uscendo da casa o dall’albergo si sarà chiesto il perché di tanta “presenza dello Stato”; nessuno avrebbe potuto immaginare che tale spiegamento guerresco era li per contenere poche centinaia di inoffensivi cittadini , giovani e anziani, preti e adolescenti allegri e sorridenti sotto la pioggia che, “armati” di libri e di un “pesce d’aprile” incollato sul petto, intendevano “contestare” con ironia (da lontano per loro volontà) il proprio sindaco mentre questi si apprestava a ricevere il battesimo dal santone della sua nuova religione politica.
E dire che questo sindaco, così come tutti i suoi predecessori, si è sempre preoccupato per “il buon nome di Sorrento”, ha sempre badato a difendere la sua Città tenendo lontano, tutti quegli episodi e/o occasioni che avrebbero potuto ingenerare effetti negativi sull’industria del turismo. Ci sarebbe da chiedersi, e molti se lo chiedono, se Peppino Cuomo, vista la cronaca della giornata non avverta un senso di colpa e non si interroghi sul perché la sua scelta abbia generato tanto timore da parte del Ministero dell’interno e tanto stupore presso i suoi concittadini. Egli dovrà riflettere, e di certo non se ne potrà vantare, sul fatto di essere stato il primo sindaco che ha portato a Sorrento squadre di poliziotti antisommossa armati fino ai denti così come avviene per il contrasto al terrorismo e nelle aree ad alta densità criminale. Si dirà: “Ma erano qui per proteggere il leader politico”; e allora qualcuno ancora si domanda: “Ma perché questo leader necessita di una così muscolosa protezione”?
Certo è che il battesimo di Cuomo alla nuova fede politica è avvenuto sotto il segno della forza e questo dovrebbe preoccupare tutti.”

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Commenti

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  1. Scritto da Beta

    Dovremmo preoccuparci che i cambiamenti nella politica in Italia, siano vissuti sempre sul piano dello scontro, piuttosto che sul piano della sana competizione.
    Data l’atmosfera però, le misure di sicurezza sono sempre utili, perché anche solo giocando sullo scontro, non si può escludere del tutto che, fravaglie e gattini si trasformino velocemente in squali e leoni…e poi son dolori!