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Ravello. Villa Rufolo, Felicori intenzionato a licenziare Secondo Amalfitano. La Fondazione un campo di guerra

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Ravello, Costiera amalfitana. Mauro Felicori, commissario della Fondazione Ravello, nominato dalla Regione Campania,  vorrebbe il licenziamento di Secondo Amalfitano da direttore di Villa Rufolo. Insomma la modifica dello Statuto, che doveva essere fatta in sei mesi, non c’è stata, ma si starebbe provvedendo  a licenziare chi ha costruito la Fondazione Ravello, che ha ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali. Non entriamo nel merito della questione tecnico-legale, gli avvocati di Amalfitano hanno contestato punto su punto le note fatte, contestazioni che sono state esaminate a fondo? E’ quello che ci si chiede vista la velocità del provvedimento se fosse confermato. E se il provvedimento non è fondato si potrebbe anche pensare a un atto punitivo rispetto alla resistenza di Amalfitano alle richieste di far cassa con i soldi di Villa Rufolo , scelte sulle quali vi sono stati dubbi di legittimità. In questi giorni si saprà di più Intanto si stanno spendendo decine di migliaia di euro per un commissario che non ha portato ancora il risultato per il quale era stato incaricato da De Luca. Ma è normale tutto questo? Ed è normale anche la gestione amministrativa e contabile della Fondazione stessa?  Semplici interrogativi che nelle prossime ore e giorni dovranno trovare risposte. Intanto il tutto avrà strascichi giudiziari dal Tar Campania di Salerno, a Napoli, con il risultato di trasformare la migliore struttura di cultura e manifestazioni della Costa d’ Amalfi e del Sud Italia in un campo di guerra. Quando Felicori se ne andrà della Fondazione di una volta rimarrà solo il ricordo, come dei Ravello Festival storici di cui sono rimasti solo i manifesti stracciati dalla galleria..

Viene mortificata la Storia di un luogo, viene mortificato il territorio, vengono mortificate le risorse . E questo è un discorso generale che non riguarda solo ed esclusivamente Secondo Amalfitano. Non riguarda solo il futuro della Città della Musica , ma di tutta la costa d’ Amalfi,  troppo spesso terra di conquista della politica, distante dal territorio, di cui ignora storia e cultura, lascia poi il deserto dietro le sue spalle.

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