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Ravello. Felicori licenzia Secondo Amalfitano, e ora che futuro per Villa Rufolo ? Intanto subentra Guerra

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Ravello, Costiera amalfitana . Come anticipato da Positanonews ieri è arrivato il licenziamento di Secondo Amalfitano come direttore di Villa Rufolo. Mauro Felicori, commissario della Fondazione Ravello nominato dalla Regione Campania, ha proseguito per la sua strada. Dopo le contestazioni è arrivato senza nessuna dilazione, allo scadere dei venti giorni, il licenziamento. Le frizioni fra i due c’erano da settimane, il casus belli è stato un appalto da 100 mila euro per la riqualificazione della Torre di Villa Rufolo, non sul merito della bontà dello stesso, ma per non aver comunicato o concordato lo stesso, un aspetto per il quale gli avvocati di Amalfitano hanno presentato le loro controdeduzioni e ora presenteranno i loro ricorsi in Tribunale a Salerno. Il licenziamento di Amalfitano ha lasciato tutti stupefatti, anche perchè la contestazione fatta non ha nulla di afferente alla sfera di reati, non vi sono stati vantaggi personali, non vi sono state assenze sul posto di lavoro, anzi la presenza di Amalfitano era straordinaria ed encombiabile. Un “ambasciatore” della Città della Musica. Sulla base di questi parametri si dovrebbero licenziare la metà dei funzionari pubblici in Italia secondo noi. Non sappiamo come definire questo atto, se non vi sia stato un tentativo di chiarimento fra uomini, se è normale fare così a chi comunque a breve sarebbe andato in pensione. E cosa ha fatto di così grave.

La cosa più grave che ha fatto Amalfitano è quella di aver considerato Villa Rufolo una sua creatura, ma cosa ha fatto in realtà così? In realtà Amalfitano ha trasformato Villa Rufolo, la ha valorizzata, la ha tenuta come un gioiello, e guai a chi calpestava una pianta o buttava una cicca di sigaretta. Gli spettacoli di luce, le iniziativa con gli uomini dell’Arma che hanno recuperato opere d’arte, insomma sono innumerevoli le sue azioni volte a valorizzare e tutelare un bene pubblico. Le attestazioni di stima sono state innumerevoli. La procedura attuata nei suoi confronti, anche se acerrimi nemici non lo vorranno mai ammettere, è stata violenta e moralmente immotivata, per la sua storia, per la sua attività, per la personalità, per il fatto che è un ravellese che vive e ama la sua città e, in fin dei conti, chi ha operato non conosce, non vive, non vivrà. A gennaio scade il mandato di Felicori, se ne andrà felice e contento, lasciando alle sue spalle solo rovine. Ora non entriamo volutamente nel merito giuridico della vicenda, che riteniamo vada alla lunga, e purtroppo i tempi della giustizia sono quelli che sono, a favore di Amalfitano. Ma l’operato a cosa ha portato? La Fondazione Ravello non ha ancora il suo statuto, gli enti locali sono espropriati dei propri poteri decisionali, la programmazione e la raccolta fondi del Ravello Festival langue, ricordiamo che a novembre già si dovrebbero contattare le grandi società per avere finanziamenti che, con questi chiari di luna, difficilmente daranno. L’auditorium Oscar Niemeyer doveva far parte di un progetto di sinergia con Palazzo Episcopio e Villa Rufolo, dove sta questo progetto? Poi sarà facile prendersela col Comune, ma quale Comune in Italia può farcela da solo a gestire questi beni ? E Villa Rufolo? Ne vogliamo parlare ? Villa Rufolo lo sa Felicori che è data in prestito alla Fondazione? Ora chi da garanzie di continuità per un successo che, dai media nazionali, non dai giornaletti locali ( parliamo di noi, ci autodefiniamo così, onde evitare equivoci , ndr ) , è stato dimostrato e acclarato? E’ facile distruggere, ma chi costruirà un futuro per Ravello che non faccia rimpiangere il passato?

Intanto subentra Guerra, il segretario della Fondazione, che già ha il suo daffare, insomma un commissario che nomina un altro commissario…

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Commenti

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  1. Scritto da SV

    Perdonami, Michele. Ho dimenticato la firma. Stefano Valanzuolo. Grazie

    1. Scritto da Redazione_MC

      Grazie a te, bell’intervento.. Scusami se non lo ho pubblicato subito.. Lo ho visto solo in tarda mattinata . Grazie e buon lavoro

  2. Scritto da SV

    Gentile Direttore, non frequentando i canali social, ricorro volentieri al suo giornale non tanto per commentare la notizia, ché molto ci sarebbe da dire sulle cose fatte (da Secondo Amalfitano, negli anni) e non fatte (da altri: la lista è lunga). Qui mi preme, semmai, esprimere (anche) pubblicamente tutta la stima affettuosa nei riguardi dell’amico Secondo e del professionista Amalfitano. D’altra parte, mi rendo anche conto che chi si trovi a gestire i luoghi straordinari della Costiera come una meteora non resista alla tentazione di lasciarvi una traccia, indipendentemente dal segno della stessa. Sarebbe stato più bello e sano farlo attraverso la realizzazione di un progetto culturale, visto che il Festival, in questo senso offre da sempre una chance irripetibile; ma sulla stagione 2019 meglio stendere un fitto velo pietoso doppia altezza. Più semplice agire sull’organigramma, una volta tanto per esclusione. Resta però la sensazione, del tutto personale, che certe “prove di forza” nascondano un’enorme debolezza di contenuti, di motivazioni, di memoria, di fantasia, di acume, di consapevolezza del territorio.