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Meta. Stupro in albergo, chiesti nove anni per la violenza di gruppo sulla turista inglese

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Meta,  Sorrento . «La violenza sessuale di gruppo sulla turista inglese avvenne grazie all’uso della droga dello stupro». Per l’accusa non ci sono dubbi: i cinque ex dipendenti dell’hotel Alimuri di Meta di Sorrento vanno condannati a nove anni di carcere. Il pm Antonio Barba ha chiesto una condanna esemplare per Antonino Miniero, Raffaele Regio, Gennaro Davide Gargiulo, Francesco Ciro D’Antonio e Fabio De Virgilio, barman e camerieri del noto albergo che sarebbe stato teatro di una inaudita violenza sessuale di gruppo ai danni di Mary, una turista 50enne residente nel Kent, in Inghilterra.
I fatti risalgono alla notte tra il 6 e il 7 ottobre del 2016, quando la classica «last night» l’ultima notte di soggiorno della donna e della figlia in albergo si trasformò in un vero e proprio incubo. La ricostruzione del pubblico ministero non lascia spazio ad interpretazioni. «La vittima è credibile, il suo racconto è stato coerente e lineare» ha spiegato ai giudici (presidente di collegio Francesco Todisco, a latere Riccardo Sena ed Emanuela Cozzitorto) chiamati a decidere sulla vicenda, ripercorrendo le varie fasi delle indagini, partite il giorno dopo grazie alla denuncia presentata dalla donna direttamente in Inghilterra, dove era stata sottoposta a visite mediche ed analisi, anche se erano ormai trascorse 38 ore dall’accaduto. Una serie di riscontri biologici che hanno rappresentato l’argomento di scontro tra accusa e difesa ed hanno spinto il tribunale ad effettuare una nuova perizia su alcuni campioni dalla quale sarebbe emerso che non esiste la certezza scientifica che a Mary siano state somministrate anche droghe, insieme ai drink alcolici consumati consapevolmente. Ma il suo racconto «mi sentivo come in un film, fuori dal mio corpo» in una sorta di effetto adinamico per l’accusa prova che la donna fosse anche sotto l’effetto di stupefacenti.
I dettagli sulle violenze, poi, sono stati precisi. Mary ha raccontato di essere stata abbordata dai due barman che l’hanno costretta a due rapporti sessuali nella spa. Successivamente è intervenuto un terzo dipendente che l’ha accompagnata negli alloggi per il personale. E lì sarebbe stata accerchiata e violentata a turno da più persone. Sicuramente i cinque imputati, sostiene Mary, parte civile con l’avvocato Lucilla Longone; almeno altri tre (a piede libero ci sono Catello Graziuso, Vincenzo Di Napoli e Francesco Guida) è la tesi della Procura. E poi c’è la chat di WhatsApp chiamata «cattive abitudini», nella quale i dipendenti dell’hotel si erano stati scambiati commenti e immagini di quella serata. Tra due settimane spazio alle difese e sentenza. Dario Sautto , Il Mattino

Dopo l’articolo ripreso da Positanonews abbiamo sentito anche una versione differente

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Commenti

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  1. Scritto da Max

    Siamo in Itaglia, finirà a tarallucci e vino, presi per il c… da tutto il mondo.