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Congresso e Workshop Abbac a Sant’Agnello, la solita minestra riscaldata?

Alquanto inconcludente, secondo alcuni imprenditori partecipanti, l’ennesimo convegno, che si è svolto presso il Centro MSC di Sant’Agnello. Una carrellata di criticità, ormai risapute, messe inutilmente in evidenza e che di sicuro non  contribuiranno a risolvere le numerose problematiche di cui è afflitto il settore.

Sant’Agnello –  Non è risultato affatto soddisfacente per gli operatori del settore, quanto è emerso alla fine del convegno tenuto giovedì scorso (14 Novembre)  presso il Centro sportivo MSC , promosso dall’Abbac della Penisola Sorrentina dedicato al settore extralberghiero. Oltre alla assenza di esponenti delle amministrazioni peninsulari e la ritrovata pace tra tra i presidenti di Abbac e Federalberghi che suggella così  l’archiviazione dei vecchi contrasti tra albergatori ed il comparto extralberghiero, si è assistito ad alcune ore di interventi da parte di professionalità senz’altro altamente competenti che però, secondo alcuni operatori partecipanti in platea, non hanno proposto concrete soluzioni alle tante problematiche di cui il settore è afflitto ormai da anni. Ancora una volta l’attenzione da parte degli oratori è stata posta sulle tante bellezze che un territorio dal patrimonio inestimabile come quello sorrentino continua ad esprimere e verso la cui tutela bisognerebbe impegnarsi in modo concreto.Sotto accusa il Piano Urbanistico Territoriale dell’87 ritenuto ormai obsoleto per una realtà proiettata verso un turismo di avanguardia.

Innumerevoli tuttavia ulteriori criticità evidenziate. In primis i trasporti e collegamenti e pertanto l’eterno gravoso problema della Circumvesuviana. In un tale contesto il settore extralberghiero, partito anni fa in sordina, ora occupa un posto di rilievo con tutte le sue contraddizioni. Sebbene venga praticato da varie strutture a livello  professionale, non mancano coloro che in modo illegittimo e senza averne le minime competenze, aggirando e molto spesso ignorando  norme e regolamenti ,si improvvisano rappresentanti del turismo sorrentino. Con la recente esplosione di richieste,ai vari comuni per le autorizzazioni, la stagione appena conclusa  ha registrato una certa flessione del settore. Se si esclude l’interessante workshop  che ha presentato le innovazioni di My Pos, Union Gas, Merisia, Expedia, GeoBio Ricerche, Booking.com, Eviivo, Pronto Check In, Endesia, innovazioni e strumenti  ormai indispensabili per porsi a livello internazionale per praticare del buon turismo non vi sono state ricette per sollevare una situazione che se fin a qualche anno fa appariva più che rosea.  L’unica proposta avanzata dovrebbe essere sperare nei controlli della Guardia di Finanza e fare in modo da  prediligere la qualità alla quantità. Tuttavia secondo gli operatori del settore intervenuti si sono messe in evidenza le solite situazione ormai note ed arcinote, mentre nulla è stato proposto in modo concreto per ovviare alle tante criticità. Oltre alla mancanza di esponenti della politica locale che avrebbero potuto far comprendere e dare pertanto una speranza di come le nostre amministrazioni si stanno muovendo per adeguare un territorio che dovrebbe essere proiettato verso un turismo sempre più esigente e competitivo è venuta a mancare un confronto diretto con gli operatori seduti in platea. Ovvero di coloro che  praticano e continuano ad investire nell’extra alberghiero. A tale proposito abbiamo raccolto la testimonianza di un noto imprenditore sorrentino,  leader di una nuova compagine che raggruppa molti altri operatori del settore,denominata “Club dei 500″: “Ho ascoltato le solite chiacchiere populiste che si sprecano in queste occasioni; ma la cosa che maggiormente mi ha “infastidito”, è stato il fatto che alla platea non è stato data la possibilità di commentare. Ci siamo sorbiti due ore circa di interventi che hanno posto in evidenza di quanto è bello il territorio, che tocca a noi salvaguardarlo, che la Vesuviana non funziona, che le vie del mare non sono sfruttate e che si raccomandava ai gestori extra alberghieri di mantenere una condotta legale ( giusto ) e cercare di mettersi d’accordo su una politica dei prezzi al di sotto dei quali non bisognerebbe andare.
Roba da far rabbrividire, come se il pubblico intervenuto non conoscesse queste amare realtà da decenni; possibile ?
Ai saluti finali ho chiesto la parola che in maniera forzata mi è stata data, ma non ho potuto parlare più di 100 secondi, perché il parterre aveva… da fare.
Veramente ero andato per ascoltare qualcosa di nuovo e vista la partecipazione di tanti giovani mi aspettavo che fossero presentati programmi, strategie e politiche di marketing per affrontare il futuro.
Conclusione ? La solita minestra che sento ripetuta da 40 anni !
Dico a questi Signori : “ Non vi lamentate poi, quando ciò che organizzate viene disertato dagli operatori “!
Se non fosse stato per i volenterosi giovani seduti ai tavoli dei workshop, che poi più di rileggere la pubblicità distribuita non potevano fare, veramente il tempo speso è stato inutile. Peccato … abbiamo perso un’altra occasione… per stare insieme !

Un commento che trova condivisione  e senz’altro mette in discussione la validità di determinati eventi. Oltre alle tante criticità del territorio bisogna che il confronto sia continuo non solo con chi si deputa a rappresentare determinati settori della nostra economia ma soprattutto con coloro che con competenza e con sacrificio, nel rispettare norme e regolamenti, quotidianamente  sono a capo di consolidate imprese,ritenute a livello internazionale vere e proprie realtà del nostro ancora rinomato turismo. -16 novembre 2019 – salvatorecaccaviello.

Fonte: Facebook

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