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Chiesa di S. Maria a Mare di Maiori, esempio unico e originale di stile liberty che celebra la leggerezza nel sacro. foto

Oggi mi fa piacere segnalare agli amanti dell’arte sacra l’articolo di Giampasquale Greco”Quando la leggerezza liberty si fa sacra” apparso sul mensile “L’Espresso Napoletano”, novembre 2019, Rogiosi Editore”. Un articolo che rende omaggio a una Chiesa, quella di S. Maria a Mare di Maiori, che vi invito a visitare quando capitate in costiera amalfitana. Il tempio mariano maiorese ha una lunga storia che risale ai primi del 1200, i fedeli ne sono giustamente orgogliosi, e ne hanno ben donde, ma con la lettura dello scritto del giornalista Giampasquale Greco oggi abbiamo avuto modo di “scoprire” e apprezzare un’altra delle originalità artistiche e architettoniche di questo bene della comunità amalfitana. Nella cappella del SS Sacramento, affrescata nel 1910 dal pittore maiorese Raffaele D’Amato infatti è presente uno dei rari esempi di stile liberty nel sacro. Per intenderci a Napoli l’icona di tale stile è considerato il mitico Gambrinus, le sue sale sono un inno alla leggerezza e alla bellezza. Volti sorridenti e ammalianti, tinte pastello, ampio ricorso ai fiori e alle curve morbide e sinuose. Come nelle sale del Gambrinus, lo stile liberty prende vita nella cappella dove la scodella della cupola, contornata da quattro tondi, con quattro Santi su fondo d’oro, vede al centro una gloria di angeli sotto l’ostensorio che irradia luce dall’ostia. Le curve sinuose dei volti, le tinte pastello, il movimento plastico degli angeli ricordano quello di certe figure tipiche del cafè chantant degli inizi del secolo. La cappella del SS Sacramento dona allo spettatore il senso di leggerezza, quella raccontata da Italo Calvino in “Lezioni Americane (1985), e ancor di più quella concettualizzata dal compianto teologo Christian Albini: “I predicatori, nel senso deleterio del termine, sono pesanti, vogliono convincere a tutti i costi, gettano sull’altro la loro verità, senza lasciargli spazio e respiro. La pesantezza presta un brutto servizio a Dio. Ne dà un’immagine opprimente. Il Dio della Bibbia, invece, si muove con leggerezza: la sua voce è il mormorio di un vento leggero (cfr. 1 Re 19,12); custodisce i suoi figli come un’aquila che volteggia sui suoi piccoli e li solleva in volo (Cfr. Dt 32,11); rende i loro piedi come quelli delle cerve sulle alture (Ab 3,19). Sono tutte immagini di leggerezza. Mentre la pesantezza ferma e inchioda, i credenti biblici sono persone che si mettono in viaggio, in ricerca; si sentono spinti ad andare avanti”. Dunque mettiamoci in viaggio scopriamo il senso di essere pellegrini e cristiani bastano una tunica, un paio di sandali e un bastone: teniamoci leggeri come scrive San Marco evangelista.
a cura di Luigi De Rosa
(le foto nell’articolo sono tratte dal web)

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