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Traffico in tangenziale a Napoli è caos per venti giorni di lavori

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Traffico in tangenziale a Napoli è caos per venti giorni di lavori
La paralisi sulla Tangenziale rischia di essere devastante: non esistono previsioni sulla conclusione dei lavori in corso ma l’ipotesi più vicina alla realtà è che si raggiungeranno le tre settimane. Più di venti giorni con due sole corsie per senso di marcia nel punto più caotico: Napoli non ha la capacità di resistere così a lungo con l’autostrada cittadina a mezzo servizio.
I LAVORI
Il problema è tutto concentrato sul viadotto Capodichino, un chilometro e 360 metri d’asfalto sospeso tra i Ponti Rossi e piazza Ottocalli a un’altezza che nel punto massimo raggiunge i 60 metri. Lassù si svolgono verifiche trimestrali sulla tenuta di ogni singola porzione di asfalto e di sostegno: nel corso delle ultime verifiche (lo spiega il presidente di Tangenziale Spa, Paolo Pomicino, nell’intervista della pagina seguente) sono stati trovati piccoli dissesti che la burocrazia degli addetti alle strade chiama ammaloramenti, in seguito ai quali è stato necessario prevedere interventi immediati.
L’EMERGENZA
Tutti i tecnici coinvolti nella vicenda spiegano con vigore che non esistono problemi legati alla sicurezza e che il passaggio su quel viadotto può essere effettuato senza nessun timore, anche se per affrontarlo bisogna armarsi di pazienza perché la coda è perenne, ad ogni ora, e lentissima.
In una fase iniziale dalla sede di Tangenziale di Napoli Spa s’era detto che gli interventi sarebbero stati modesti e limitati, dovuti a semplici controlli di routine da parte del Ministero dei trasporti. Solo ieri c’è stato un briciolo di chiarezza in più su quel che sta succedendo in Tangenziale.
Il restringimento delle due corsie è stato predisposto nella tarda serata di venerdì scorso. Inizialmente si ipotizzava di poter completare i piccoli interventi nell’ambito del week end, senza impattare pesantemente sul traffico cittadino. Però nel corso dei primi lavori, dopo aver approfondito le aree degli ammaloramenti, s’è scoperto che sarebbe stato necessario l’intervento di ditte specializzate, così il cronoprogramma (il tempo necessario) per quei lavori che dovevano durare 48 ore s’è allungato a dismisura e, ancora ieri pomeriggio, non era ancora stato stabilito. La possibilità che si arrivi a tre settimane di restringimento di corsie è stata annunciata solo dal presidente Paolo Pomicino.
I LAVORI
Attualmente è ancora in corso la ricerca di un’azienda disponibile a intervenire celermente sulla struttura napoletana, poi sarà necessario predisporre un piano d’esecuzione dei lavori e solo al termine di queste procedure si potranno ipotizzare i tempi di esecuzione.
Nel frattempo la Tangenziale, dopo aver inizialmente chiesto pazienza ai napoletani spiegando che tutto quel che accade nasce solo dalla necessità di garantire il massimo della sicurezza, ha diffuso un prospetto con percorsi alternativi per evitare il traffico dei prossimi giorni.
Per le auto provenienti dall’area ovest (da Pozzuoli) il suggerimento di Tangenziale per raggiungere la confluenza con l’autostrada è quello di uscire a Fuorigrotta, percorrere il primo tunnel verso Mergellina, raggiungere l’area vietata al traffico di via Partenope, svoltare verso il tunnel della Vittoria e poi percorrere via Acton e via Marina fino alla confluenza con corso Garibaldi per attraversare l’area della Ferrovia e finalmente ricongiungersi alla tangenziale all’altezza di Corso Malta: oltre alla follìa di un percorso cittadino lunghissimo e generalmente bloccato dal traffico, c’è pure il suggerimento finale di andare a innestarsi all’ingresso di Corso Malta che, proprio a causa dei lavori, in questi giorni è sempre, costantemente, paralizzato.
Per chi viaggia in senso inverso il suggerimento è quello di uscire a Corso Malta, raggiungere via Arenaccia e poi risalire i Ponti Rossi fino a raggiungere lo svincolo Capodimonte dal quale imboccare nuovamente la Tangenziale.
GLI APPELLI
I vertici di Tangenziale, dopo aver appurato che i tempi dei lavori s’erano allungati a dismisura, hanno deciso di allertare la città. Un primo contatto con la Prefettura nella giornata di ieri non sarebbe andato a buon fine. Il contatto con Palazzo San Giacomo, invece, c’è stato anche se non ha prodotto i risultati che si attendevano.
La Tangenziale ha spiegato al Comune che c’era bisogno di cercare alternative ed è arrivato il suggerimento: per questo periodo cancellate la pedonalizzazione del lungomare. La risposta è stata un laconico «vedremo». Paolo Barbuto ( Il Mattino )

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