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Napoli supera il Salisburgo per 3 a 2 e Mertens supera Maradona

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Napoli supera il Salisburgo per 3 a 2 e Mertens supera Maradona  Il Napoli supera il Salisburgo per 3-2, si conferma in testa al Gruppo E e dimostra, al netto della forza dell’avversario, che in casa non perdeva da tre anni, grande carattere. Due volte in vantaggio, due volte ripreso e poi in grado, con la qualità dei talenti, dei singoli, come Insigne, di portarsi nuovamente davanti. Fino alla fine del match. Un match combattuto, ricco di emozioni, capovolgimenti di fronte, errori, capolavori e bomber. L’uno, Mertens, capace di fare doppietta, agganciare e poi sorpassare Maradona per gol segnati con la casacca partenopea, l’altro, Haaland, abile a confermare, lui pure con una duplice firma sotto porta, lo straordinario avvio personale di stagione e tutto il bene che si dice sul suo conto. Sullo sfondo di una gara accesa, giocata a ritmi altissimi e che potrebbe rappresentare, specie per gli azzurri, la gara spartiacque per il pass per la fase ad eliminazione diretta.

Primo Tempo
Mertens rompe gli indugi al 17’ e aggancia Maradona

 

Anche se l’avvio del match sembra rispettare le premesse, il prologo del match che voleva Napoli e Salisburgo in possesso delle stesse chance di vittoria nella ostica Red Bull Arena, gli azzurri provano da subito a imporre il loro ritmo, il loro gioco. Con Mertens, scatenato, in cerca del gol che gli permetterebbe di agguantare Maradona per numero di gol all-time con la casacca del Napoli. In appena 292 presenze. E al 2’, con un tiro al volo su deviazione volante del portiere avversario Stankovic, il folletto belga lascia intendere le sue intenzioni: bellicose. Ma il Salisburgo al 7’, dopo un’azione che si sviluppa centralmente per poi morire all’interno dell’area avversaria, per via di alcuni rimpalli, passa in vantaggio. Con Haaland, l’altro atteso bomber della contesa, che insacca alle spalle di Meret. Il var però, si accorge della posizione irregolare del norvegese al momento del tiro di Mwepu, che innesca la carambola, e annulla. La partita ristagna per un momento assestandosi su un equilibrio dal sapore della fase di studio. Ma al 17’ Ciro viene servito di testa, in profondità, da Callejon, si spinge alle porte della 16 metri nemica e poi scaglia a ridosso dell’area piccola un imprendibile interno destro sul primo palo dell’estremo austriaco: è gol. Il punto del vantaggio, la firma, per il belga, della storia. Agganciando Maradona.

Si sveglia Haaland e il Salisburgo trova il pari
Ti aspetti un contraccolpo psicologico da parte del giovanissimo Salisburgo e invece, trascinati dal più fresco, e forse talentuoso dei ragazzi di Marsch, Haaland, i rossi scatenano una reazione difficilmente arginabile. Provano a respingere la marea Koulibaly, tentando di chiudere sui tanti gioiellini offensivi dei padroni di casa, e Meret, smanacciando e deviando i diversi tentativi che pure arrivano dalle sue parti. Ma la marea monta e si chiama Erling Braut Haaland. Che, fra il 24’ e il 25’, penetra in due occasioni fra le maglie difensive del Napoli impattando però su di uno straordinario Meret. Con l’ex Udinese che, dopo aver detto di no al #30 classe 2000, si ripete cinque giri d’orologio più tardi con un volo sul suo lato destro su bordata di prima intenzione dell’esterno d’attacco Daka. Nel mezzo, al 30’, ancora Mertens con una conclusione d’alleggerimento, di poco alta, da centrocampo, che prova a sorprendere Stankovic. Che poi, per problemi muscolari al bicipite femorale destro, esce in favore del secondo Miguel. Ma al 38’, arriva l’episodio che porta sul pari il Salisburgo. Hwang supera Malcuit sulla sinistra col francese che poi lo stende nel tentativo di bloccare la sortita dell’ex Amburgo: Turpin è inflessibile e assegna il penalty. Sul dischetto, come da copione, si presenta Haaland che, stavolta, nel duello personale, spiazza senza appello Meret.

Hwang e Daka stringono al centro, e creano pericoli dalle parti di Kk e Luperto
La ripresa vede un Salisburgo più intenso, voglioso e in fiducia. I padroni di casa alzano il baricentro, pressano alti e provano a rompere il fraseggio avversario già nella metà campo azzurra. E poi, gli esterni di centrocampo, quasi due attaccanti aggiunti, stringono e si allargano, quasi a fisarmonica, proponendosi alle spalle dei terzini Di Lorenzo e Malcuit. E Daka in avvio di ripresa, si rende pericoloso in due occasioni. Dapprima, al 48’, calciando a lato col mancino dopo un taglio in diagonale ben letto dal centrale-regista Wober, e poi, al 53’, con zuccata a lato.

Dopo l’ora di gioco, il Salisburgo mostra segni di cedimento. Lo sforzo fisico sostenuto dagli uomini di Marsch pesa e consente al Napoli di guadagnare campo e il comando delle operazioni. Ci sono più varchi per sviluppare la manovra e arrivare con maggiore frequenza dalle parti di Miguel. E così, al 64’, l’inarrestabile Mertens bissa, superando così Maradona in tema di gol segnati ogni epoca, ricevendo un preciso assist dal fondo di Malcuit. Che, in proiezione offensiva, punto di forza del #2 campano, si riscatta dalla pesante sbavatura del primo tempo. Traversone basso e tiro secco di Mertens che finisce nel sacco. È il 2-1 ospite. Che però, come nel primo tempo, risveglia il Salisburgo. Capace di trovare nuovamente il pari, sempre con Haaland, ma stavolta di testa su cross di Junuzovic, per il 2-2 che giunge dopo appena 480 secondi dal nuovo svantaggio.

Ma anche in questo caso, la calma, apparente, dura pochissimo. Al 73’, Insigne neo-entrato al posto di un volenteroso ma poco incisivo Lozano, firma il punto del 3-2. Stavolta sì definitivo. Koulibaly taglia il campo in verticale in direzione di Mertens, il belga la mette al centro per Insigne che stoppa a seguire e poi prova un lob, pure deviato da Ramalho, che si infila alle spalle dell’estremo avversario. Il settore ospiti esplode di gioia e Insigne, siglando ufficialmente la pace con mister Ancelotti, corre dal suo tecnico che lo abbraccia

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