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Incontri di archeologia: da giovedì 25 ottobre, riparte il ciclo di conferenze al MANN video

Dagli inviati di Positanonews redazione cultura di Napoli: video, foto e interviste.

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Un filo rosso che lega i momenti di approfondimento scientifico alle grandi mostre in programma al MANN; un’incursione costante nel contemporaneo per raccontare quanto sia perennemente viva la civiltà antica.

Si colora di presente e dinamismo la rassegna “Incontri d’archeologia” che, per la programmazione 2018/2019, giunge alla ventiquattresima edizione: come da tradizione, ogni giovedì, alle 16, gli studiosi di arte classica (e non solo) potranno trovare nell’Archeologico un felice spazio di confronto, partecipando all’ “operatività culturale” del Museo negli ambiti di tutela e valorizzazione del patrimonio.

Oltre venti appuntamenti, dunque, programmati a cura del Servizio Educativo del Museo (responsabile: Lucia Emilio), saranno calendarizzati dal 25 ottobre 2018 al 29 maggio  2019 in Sala Conferenzesi partirà giovedì prossimo, dopo il saluto introduttivo del Direttore Paolo Giulierini, con l’intervento di Adele Campanelli dedicato al “Silenzio dei resti archeologici”.

Proseguirà l’8 novembre Alessandra Pagliano con un focus di approfondimento su “Le ore del sole”, esposizione prevista al Museo sino al 31 gennaio, mentre Dario Del Bufalo, la settimana successiva (15 novembre), analizzerà una delle meraviglie delle nostre collezioni, la Tazza Farnese, con particolare riferimento alle antiche tecniche di incisione delle agate; ancora, in significativo rapporto con le recenti scoperte scientifiche di matrice pompeiana, Gianni Ricciardi, giovedì 29 novembre, esporrà nuove considerazioni vulcanologiche e interpretative inerenti all’eruzione del 79 d.C.

Tre gli incontri di dicembre: giovedì 6 alle 16, Mario Grimaldi tratterà de “Il mondo degli eroi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli”, legandosi all’esperienza della mostra “MANNHERO”, che, nella sezione archeologica, ha permesso di esporre, per la prima volta, decine di reperti appartenenti ai depositi museali; a seguire, nello stesso pomeriggio alle 17.30, atmosfere natalizie nella conferenza “Presepe continuum”, per ritrovare somiglianze tra le figure delle nostre opere ed i personaggi del presepe classico napoletano. Fra teatro ed arte, ancora, si dipanerà l’analisi di Giovanni Greco che, il 20 dicembre, tratterà del dramma satiresco di Sofocle.

Si riprenderà il 17 gennaio con lo sguardo attento di Rosaria Ciardiello sulla Villa di Cicerone nelle collezioni del MANN; la settimana successiva, Gaetano Di Pasquale, docente presso il Dipartimento di Agraria dell’Università “Federico II” di Napoli, inaugurerà il percorso “Archeobotanica”, vera e propria “rassegna nella rassegna”, sviluppata in diverse date (24 gennaio, 21 febbraio e 21 marzo) per raccontare quanto il mondo della natura abbia influenzato non soltanto la creazione artistica degli antichi, ma anche la ricerca dei moderni archeologi.

Passioni ed emozioni saranno protagoniste degli incontri di febbraio: giovedì 7, Stella Pisapia si soffermerà sui pavimenti di Pompei che “raccontano storie di uomini”; il pomeriggio di San Valentino, Maria Lucia Giacco, naturalmente, seguirà un “Percorso sull’amore”.

Ancora analisi delle collezioni del MANN, con particolare riferimento ai tessuti, nell’incontro a cura di Luisa Melillo, in programma il 7 marzo; archeologia subacquea e ville tra Campania e Lazio, invece, saranno protagoniste dell’analisi di Michele Stefanile (14 marzo).

Aprile sarà il mese “consacrato” alle grandi mostre in programma al MANN: se Giuseppe Pavanello, giovedì 4, si soffermerà sul rapporto tra Canova ed il mondo classico, Simonetta Graziani anticiperà, l’11 aprile, i temi del progetto espositivo dedicato agli “Assiri all’ombra del Vesuvio”.

Sarà targato Université de Nantes, ancora, l’incontro con Ludi Chazalon del 18 aprile, dedicato a “Visualizzare la violenza dei miti nella ceramica attica”.

Archeologia e territorio negli incontri di maggio: Pierfrancesco Talamo si occuperà de “La piana campana durante la preistoria” (8 maggio), Valentina Cosentino racconterà la necropoli di Capua antica (15 maggio), Giovanna Greco estenderà lo sguardo allo spazio globale, al “tema delle migrazioni e alle storie avventurose dei Greci in Occidente” (29 maggio).

“Un appuntamento tradizionale del MANN diviene un’occasione per parlare in modo innovativo della ricerca archeologica, legata strettamente all’attività museale. Il coinvolgimento di diversi istituti e studiosi nell’allestimento del programma conferma la qualità della strada culturale intrapresa”, commenta il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini.

La partecipazione agli “Incontri di Archeologia” è gratuita, previa prenotazione presso il Servizio Educativo del MANN (dal lunedì al venerdì/ore 9-15/ tel: 0814422328 e 0814422329).

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C’ERA UNA VOLTA IL MANN di Giuseppe Di Leva
Il “Confessionale” di Giulierini.
Pomeriggio al Mann col Direttore Paolo Giulierini. Potrebbe essere questo il sottotitolo de “Il museo del futuro”: la conferenza che ha aperto la venticinquesima edizione degli Incontri di Archeologia, storica rassegna a cura del Servizio Educativo diretto da Lucia Emilio. Ed effettivamente è stato così. Un’ora e mezza in cui Giulierini, in gran forma, ha strutturato la sua relazione completamente “a braccio”, dividendola in due parti: una prima incentrata sull’evoluzione , la trasformazione del concetto di museo, e una seconda sul Mann del futuro. Ne è uscita fuori una piacevole ed effervescente chiacchierata, condita da una sequenza di concetti ideali accompagnati da una fattualità che nei prossimi quattro anni dovrà concretarsi con la realizzazione di progetti fortemente ambiziosi. Qual è allora il museo di Giulierini? Certamente non è quello che abbiamo in mente noi, abituati a considerare la “settorialità” come valore assoluto e pregio di qualità scientifica. Forse rimaniamo ancorati a concetti romantici e facciamo resistenza a scoprire che non è il museo che “cambia”, ma è il pubblico a farlo cambiare. Un pubblico sempre meno preparato, da educare, a cui offrire un museo che sia esperienza soprattutto didattica ma anche, e forse soprattutto, di formazione politica e sociale. Giulierini si è soffermato sulla grande sfida della Cina ai musei occidentali, e la necessità di essere pronti a raccoglierla offrendo in contrapposizione la qualità delle opere possedute. Inoltre, l’esigenza di sostenersi con risorse proprie impone oggi, con l’autonomia, politiche di investimento che si legano agli imprescindibili prestiti, un tempo scarsamente incidenti sulla crescita economica, ma oggi quasi necessari anche per completare processi cognitivi e diagnostici su opere che, trasmigrate per le tante mostre che si svolgono oltre confine, producono benefici finanziari ma anche di conoscenze. Il museo del futuro, per Giulierini, deve essere un museo sempre più identitario dello spirito di una nazione, intesa come “somma di identità” stratificantisi in una koinè culturale. I musei, soprattutto, devono essere luogo di formazione “politica”, intesa nel senso letterale della parola. Devono raccontare una storia globale, non parziale, che si costruisce con incontri e scontri, dove anche le voci dei vinti devono trovare dignità: un processo espiativo come un confessionale, dove fare un lavacro purificatorio di epoche in cui le grandi istituzioni museali celebravano solo gli imperi vincitori ed il “bello” delle civiltà, il cui splendore era nato dal sangue e dalla sofferenza di milioni di perdenti della storia. E il Museo Archeologico del futuro? Dovrà avere questa missione, questa impronta, agganciata ad una realtà fatta non di rilanci ma di “costruzioni” ex novo. Un museo che non sarà mai più lo stesso. Ed eccoli allora gli appuntamenti da segnare in agenda per i prossimi anni; le cifre, non solo economiche, ma anche quelle relative ai metri quadrati degli spazi espositivi, che raggiungeranno quota 20.000 a lavori conclusi. Il 2020 sarà un vero spartiacque: apertura della sezione tecnologica; apertura dell’ala occidentale del museo con l’allestimento della collezione della statuaria campana; raddoppio delle collezioni pompeiane; apertura delle collezioni Neapolis e Cuma. Fino al 2023, poi, il completamento del “braccio nuovo”, con tutta una serie di servizi che renderanno una giornata al Mann una vera e propria “oasi culturale e spirituale”. Tante opere, tanti progetti, alcuni, forse, da libro dei sogni. Tuttavia, sognare ci piace. Peccato che Giulierini-Morfeo abbia già in mente di andare via proprio sul più bello, quando, nel 2023, alla scadenza del suo secondo mandato, consegnerà un museo tutto nuovo al suo successore. Son sicuro che, in quel giorno, molti si caveranno di tasca il fazzoletto …

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