23 ottobre 2019 “LAREPUBBLICA”

SALISBURGO – L’ultima volta fu l’Admira Wacker. Era dal novembre di un anno fa che il Toro Rosso non perdeva una corrida. Abituati bene i concittadini di Mozart, avevano più volte assistito alle repliche del “Così fan tutte”. Ma don Alfonso, nell’opera del genio, era un impertinente napoletano. E così, un anno solare dopo, il Napoli rompe l’incantesimo austriaco, con buona pace dell’assatanato Marsch che, a dispetto del cognome, è americano. Il successo degli uomini di Ancelotti ha il volto di uno straordinario “Ciro” Mertens e il tocco prodigioso (e dispettoso) di Lorenzo Insigne. Entra e gela l’Arena locale un attimo dopo il “Kaiserschmarren” servito da Haland.

Un successo splendido, proietta il Ciuccio, seguito da duemila tifosi, sempre più su, nel girone E. Ma quel che più conta, regala una convinzione – forse – fin qui vista di rado, quest’anno. E regala l’abbraccio tra Ancelotti e Insigne. Un segnale importante. Il Napoli ci mette la tecnica, il Salisburgo la fisicità. Immaginatevi un toro rosso che arriva addosso per tutta la durata del primo tempo. Per capire si deve prendere il manuale del calcio e leggere la differenza che c’è tra pressing e pressione. Ecco, quello del Salzburg, è pressing puro, cioè una tattica collettiva organizzata e si sviluppa tra la parte centrale e quella avanzata del campo di gioco. Cosa vuol dire? Vuol dire che è un rischio calcolato, e che quando il Napoli riesce a uscire dalla “zona rossa”, là dove sembra di essere dentro a una lavatrice in fase di centrifuga, ecco che le occasioni fioccano. 57 secondi per scoprirlo in anteprima, quando Mertens può gettarsi su un pallone alzato a campanile di testa da un difensore e scagliare un tiro al volo su cui Stankovic respinge d’istinto col corpo. E’ il segnale di quello che sta per capitare.

Impressionante. Ritmo, fisicità, affiatamento, giovinezza… il Salisburgo impressiona per l’intensità dell’aggressione (lecita) a tutto campo. Si innesca un duello a distanza tra Meret e Haland, il talentone norvegese di cui parla mezza Europa. Lo vince il portiere, un po’ con fortuna, di testa intercetta in angolo un tiro ravvicinato del gigantone, molto con il suo senso della porta. Dalla parte opposta, Fabian Ruiz tra le linee è un prodigio di tecnica e precisione da mostrare ai piccoli calciatori, Mertens è ispirato, sono Lozano e Zielinski a soffrire maggiormente. Chi raccoglie il guanto di sfida è soprattutto “Ciro” il belga, sfrontato e propositivo. Quando al 17′ riceve palla all’ala, dopo essere stato toccato duro un paio di volte, sceglie la potenza diretta davanti a Stankovic che non fa in tempo ad alzare le braccia e viene superato. Napoli in vantaggio, ma Red Bull che insiste nella sua partita. Un gol annullato ad Haland per evidente off side, un paio di ingenuità, Meret che si oppone a uno splendido diagonale di Mwepu, Mertens che impaurisce Stankovic dalla lunga distanza, a tal punto che il giovane portiere di casa si fa male da solo e lascia i pali allo sconosciuto Coronel, barba alla Allison, ma al debutto assoluto a queste latitudini.  Si mette bene, ma poi Malcuit  ne fa una bella, s’inserisce e mette in area su uscita del portiere un pallone che non trova destinatari;  e soprattutto una cattiva, stendendo il vivacissimo Hwang Hee in area. Rigore: e Haland pareggia.

Il norvegese ha del vichingo anche l’eccesso quando sotto la panchina di Ancelotti travolge un efficace Luperto e viene ammonito, persino Ancelotti perde l’aplomb.
Ripresa. In avvio il copione non cambia, il Salisburgo ha nove vite, continua a spingere forsennatamente sull’acceleratore. Ma è il Napoli che è cambiato, Ancelotti ha detto ai suoi di non farsi schiacciare, di andarli a prendere un po’ più alti. Ha da passà a nuttata… La fisicità dei padroni di casa continua a essere un fattore, Turpin però dirige bene. La “centrifuga” continua, c’è un diagonale fuori di Daka che poi si ripete con un colpo di testa ad altissima difficoltà, fuori.
Se l’intensità non cambia, salta però agli occhi che Meret non deve più fare gli straordinari. Un diagonale di Fabian esce di poco, è il preludio del raddoppio. Malcuit duetta a destra e crossa basso, c’è un tocco difensivo, sul lato opposto in agguato c’è ancora un superlativo Mertens, secco destro in corsa e nuovo vantaggio partenopeo. 116m o gol di Ciro, con la dovuta prudenza (confronto improponibile) nella classifica dei goleador azzurri ha superato un certo Maradona…

Ancelotti chiama in causa Insigne per un Lozano volenteroso ma ancora lontano dal giocatore visto in Olanda. Il salisburgo, per la prima volta, accusa il colpo. Marsch ha osato, ha bisogno di equilibrio in mezzo dove il Napoli ora è padrone. Ecco Ashimeru per Daka. Ma non è più assedio. Al 72′ però, un traversone sul secondo palo, con Koulibaly fuori posizione, trova Haland pronto all’incornata del 2 a 2. Esulta la Red Bull Arena. E’ un attimo, perché il Napoli mette la ciliegina sul… babà. Mertens, ancora lui, vede con gli occhi dietro la nuca Insigne, palla per Lorenzo e magnifico tocco sotto a scavalcare il portiere per centrare l’angolino opposto. Un ricamo.
Alla fine di una gran bella partita, nulla viene lasciato di intentato dalle contendenti, il Napoli colpisce per la grande condizione atletica e perché esce da questo match con una nuova consapevolezza di sé.

Salisburgo (4-4-2): Stankovic (32′ pt Coronel), Kristensen, Ramalho, Wober, Ulmer, Daka (23′ st Ashimeru), Mwepu (43′ st Koita), Junozovic, Minamino, Haaland, Hwang (5 Vallci, 6 Onguenè, 14 Szoboszlai, 37 Okugawa). All.: Marsch.
Napoli (4-4-2): Meret, Malcuit, Koulibaly, Luperto, Di Lorenzo, Callejon (35′ st Elmas), Allan, Ruiz, Zielinski, Lozano (18′ st Insigne), Mertens (30′ st Llorente). (25 Ospina, 12 Elmas, 70 Gaetano, 34 Younes, 99 Milik). All: Ancelotti.
Arbitro: Turpin (Francia).
Reti: nel pt 16′ Mertens, 40′ Haaland (rig); nel st 18′ Mertens, 26′ Haaland, 28′ Insigne.
Note: Angoli: 8-1 per il Salisburgo. Recupero: 5′ e 3′. Ammoniti: Lozano, Malcuit, Haaland e Llorente per gioco scorretto; Marsch (all) per proteste. Spettatori: 30 mila.