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Salernitana-Benevento:Il sapore speciale del derby e l’incrocio tra bomber: il passato Coda sfida il presente Giannetti

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Una settimana al fischio d’inizio di Salernitana-Benevento. Per quella che resta una partita sentita e attesa da entrambi gli ambienti. Dai dissapori degli anni ’80 alla profonda stima cresciuta nel recente periodo. Dalla rimonta targata Gustavo alla clamorosa impresa dal ritmo brasiliano firmata Gabionetta-Calil. Non dimenticando il passivo importante dello scorso anno in terra sannita: un poker giallorosso scottante nel giorno di San Matteo. Si rinnova il duello tra le due formazioni. I granata, nel frattempo, hanno riacquisito la giusta fiducia. Merito dello straordinario lavoro di Gian Piero Ventura e di un gruppo compatto. E nella roccaforte dell’Arechi, per gli uomini di Filippo Inzaghi non sarà semplice imporsi.

Oltre all’affascinante sfida tra la tradizionale gestione del trainer ligure e l’innovazione dell’ex Milan, l’incrocio più interessante riguarda il reparto avanzato. Il passato Massimo Coda affronta il presente Niccolò Giannetti. L’attuale numero 9 della Strega resta uno dei ricordi più piacevoli del quinquennio in cadetteria. Giunto a Salerno tra lo scetticismo generale e con l’etichetta di rivale per l’origine cavese, il bomber campano si è impadronito del cuore della maggior parte dei tifosi. L’attaccante proveniente dal Parma, dopo una prima parte di stagione complicata a causa di una condizione precaria, ha indossato le vesti del trascinatore. Trentatré reti collezionate in ottantacinque gettoni. Per un calciatore che supportava da solo il peso della manovra offensiva. Quindi, l’addio. Sofferto e accompagnato da una leggera malinconia. Ma la chiamata della massima serie è stata decisiva.

In maglia granata sono approdati diversi profili disposti a rialzare l’umore della piazza e far sparire il fantasma di Coda dall’Arechi. L’eredità pesante ha sopraffatto la volontà dei nuovi arrivati. Poi, quella che potrebbe rivelarsi la luce in fondo al tunnel. Niccolò Giannetti. Un giocatore moderno, intelligente e duttile tatticamente. Una lunga gavetta e lo spettro degli infortuni hanno caratterizzato la carriera del nativo di Siena. Dall’amaranto di Livorno, il ventottenne è passato alla corte di Ventura. Si presenta all’esordio, in un match ufficiale, con una doppietta contro il Catanzaro. Due sigilli che sottolineano l’incredibile repertorio del centravanti. Uno di rapina, da classico rapace in area di rigore. L’altro in grande stile, con una sforbiciata perfetta. Poi il primo gol in campionato nell’impegno d’apertura col Pescara con un sinistro dal limite dell’area indirizzato nell’angolo alto.

Due figure di spicco. Due interpreti di livello per la categoria. Il derby li metterà a confronto. E la Salernitana, così come il pubblico, spera di aver finalmente trovato l’elemento adatto per la fase offensiva.

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