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Napoli -Sampdoria ore 18 Llorente scalpita-Insigne recuperato foto

Napoli-Sampdoria  ore 18

Sarà l’arbitro La Penna di Roma a dirigere Napoli-Sampdoria.

Assistenti: Paganessi-Prenna. IV Uomo: Marini. VAR: Banti-Costanzo.

La Penna ha tre precedenti con gli azzurri in Serie A:

Napoli-Spal 1-0 del 22 dicembre 2018

Chievo-Napoli 1-3 del 14 aprile 2019

Frosinone-Napoli 0-2 del 28 aprile 2019

LLORENTE SI GIOCA UNA MAGLIA, RIGONI SCALPITA

Ancelotti recupera Insigne, che giocherá uno spezzone finale. Possibile Lozano dall’inizio, anche se Llorente scalpita. Rui favorito su Ghoulam. Davanti Llorente dovrebbe partire dalla panchina, anche se Ancelotti in conferenza stampa ha spiegato che lo spagnolo potrebbe anche giocare dall’inizio. Nella Sampdoria Jankto mezz’ala, Caprari e Rigoni (in ballottaggio con Ramirez) come esterni del tridente.

Napoli-Sampdoria: probabili formazioni e statistiche

Il Napoli ha vinto sei delle ultime sette gare di campionato contro la Sampdoria, trovando la sconfitta proprio nella gara d’andata della scorsa stagione (3-0 al Ferraris ed era proprio la terza giornata).

Probabili formazioni
Napoli (4-2-3-1): Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Allan, Zielinski; Callejon, Fabian Ruiz, Lozano; Mertens. All. Ancelotti

Squalificati: nessuno

Indisponibili: Milik, Elmas

Sampdoria (4-3-3): Audero; Depaoli, Colley, Murillo, Murru; Linetty, Ekdal, Jankto; Rigoni E., Quagliarella, Caprari. All. Di Francesco

Squalificati: Vieira (1)

Indisponibili: Maroni

Il Napoli ha vinto sei delle ultime sette gare di campionato contro la Sampdoria, trovando la sconfitta proprio nella gara d’andata della scorsa stagione (3-0 al Ferraris ed era proprio la terza giornata).

Il Napoli è imbattuto da 11 incontri interni di Serie A contro la Sampdoria (9V, 2N) – l’ultimo successo blucerchiato risale al 1998 (2-0). In generale quella blucerchiata è la formazione contro cui gli azzurri hanno trovato piú volte il successo dal loro ritorno in Serie A (2007/08, 15 vittorie).

Nelle ultime 16 gare di Serie A giocate dal Napoli, si sono registrate sempre almeno due reti: 64 in totale, quattro di media a match.

Il Napoli è la prima squadra nella storia della Serie A a segnare e subire almeno tre reti in ciascuna della prime due giornate di un singolo campionato di Serie A: è da aprile 2012 che gli azzurri non collezionano tre gare di fila nello stesso torneo con almeno tre reti subite.

Solo quattro volte nella sua storia la Sampdoria ha perso tutte le prime tre partite di Serie A: nel 1950/51, 1970/71, 1972/73 e nel 2004/05 (in tutti i casi ha comunque mantenuto la categoria).

Sfida tra le due peggiori difese delle prime due giornate di questa Serie A: sette reti subite per entrambe; solo la SPAL (22) ha inoltre subito più tiri nello specchio rispetto ai blucerchiati (18) finora.

La Sampdoria ha segnato una sola rete fin qui in questo campionato, ma ha effettuato ben 12 tiri nello specchio: solo sei squadre hanno fatto meglio, tra cui il Napoli (14).

Il capitano della Sampdoria Fabio Quagliarella ha trovato il gol in quattro delle ultime sei presenze di Serie A contro il Napoli, mancando però il bersaglio in due delle quattro partite giocate al San Paolo in questo parziale.

Il nuovo attaccante del Napoli Fernando Llorente ha disputato il suo primo match in Serie A proprio contro la Sampdoria nell’agosto 2013: contro i blucerchiati una rete in quattro presenze, proprio nella prima gara casalinga (Juventus-Sampdoria nel gennaio 2014).

La Sampdoria è la squadra contro cui l’attaccante del Napoli Lorenzo Insigne ha disputato più minuti in Serie A (1027) e una delle tre formazioni contro cui ha segnato più gol (sei, al pari di Milan e Fiorentina).

Niente pettini e bambole, questa volta, ma il concetto fondamentale del discorso di Carlo Ancelotti alla vigilia della partita con la Samp è il medesimo di un anno fa. «La Juve resta la favorita per lo scudetto e l’Inter, dopo il mercato e l’arrivo di Conte, è una pretendente: anche noi, però, abbiamo voglia di vincere. Non lottiamo mica per arrivare secondi».

Servirà più equilibrio in fase difensiva, alla luce dei 7 gol subiti in due giornate.
«Tutti sottolineano questo dato, senza però dire che abbiamo anche realizzato sette reti: s’è ribaltato il trend dell’anno scorso, quando ci riconoscevano solidità, ma scarsa concretezza. E sebbene sia contento dell’efficacia offensiva, dà fastidio anche a me incassare sette gol. E’ ovvio che ci sono lacune da colmare, ma qualitativamente la squadra è molto forte: la mia ambizione è che pratichi un bel calcio».

L’ambizione è anche vincere, dicevamo.
«Il Napoli non è tagliato fuori dallo scudetto: ha lottato e il nostro obiettivo è lottare ancora di più. Anche i calciatori lo dicono e mi fa piacere, è un aspetto positivo: hanno tutti voglia di provare a vincere».

Come l’Inter, ovviamente.
«La campagna acquisti ha generato entusiasmo così come il ritorno di Conte, un tecnico bravo, determinato e motivato. Anche io la considero una pretendente: la Juve è favorita, sì, ma avere più candidate renderà il campionato maggiormente equilibrato e competitivo fino alla fine».

A proposito: si può scrivere la parole “fine” in calce al caso degli spogliatoi del San Paolo?
«La mia è stata un’esternazione fatta con il cuore, temevamo che i lavori non fossero conclusi in tempo: la consegna era datata 31 agosto e non ci si può ridurre all’ultimo giorno. Questo ritardo ha scatenato la mia amarezza: la città di Napoli merita uno stadio all’altezza, dove tutto funziona alla perfezione, fermo restando il bel lavoro fatto in termini di restyling».

Oggi, nel frattempo, arriva la Samp e poi martedì tocca al Liverpool: turnover a gogò?
«Innanzitutto concentriamoci sulla Sampdoria: sarà una sfida complessa. Alla Champions non abbiamo assolutamente pensato. E paradossalmente conosciamo il Liverpool alla perfezione».

Al San Paolo sono previsti 36mila spettatori. Con 12mila abbonati.
«Non mi pare che i numeri del passato in fatto di abbonamenti siano mai stati grandi. Se giocheremo un bel calcio, che appassionerà, allora la gente verrà allo stadio».

Come stanno Insigne e Milik?
«La condizione generale della squadra è buona e anche Lorenzo e Arek hanno superato i problemi: ora spetta a me valutare se renderli subito disponibili. Lo stesso Lozano, sebbene appena rientrato, non ha particolari problemi».
Sta pensando a Llorente titolare?
«Fernando s’è presentato in ottime condizioni, è un grande professionista. Non meravigliatevi se giocasse dall’inizio».

Koulibaly è pronto a tornare Koulibaly?
«Sta bene. La sua condizione è migliorata durante la sosta».
Che Napoli sarà, tatticamente?
«Ecco, chiariamoci: non abbiamo mai giocato con il 4-2-3-1 e non attacchiamo mai con due punte. Il modulo si definisce in fase di non possesso e nel 99.9 percento dei casi è sempre 4-4-2».

Finale amaro. Dedicato al razzismo: vedi Lukaku a Cagliari.

«I soliti problemi: non si può parlare di rivalità sportiva, non prendiamoci in giro».

Idee chiare anche sui rinnovi di Mertens e Callejon?
«Vorremmo proseguire con loro: sia io, sia la società».

Non bisogna sorprendersi se oggi Llorente giocherà dal primo minuto con la Samp, lo ha detto anche Carletto, ma di certo la curiosità non passerebbe inosservata: perché se Fernando debutterà, allora la sua seconda vita italiana comincerà esattamente come la prima. A quasi sei anni di distanza: l’esordio con la Juve, datato 24 agosto 2013, andò in scena proprio con la Sampdoria. Ancora di sabato, però a Marassi e per tre minuti appena: all’epoca entrò al 90’, al posto di Tevez, mentre questa volta, al San Paolo, dovrebbe fare coppia con Mertens dall’inizio. E va detto, sì: sarebbe davvero un ritorno in grande stile.
NANDO&DRIES. E allora, vamos Nando: l’idolo delle donne con il numero 9 dei grandi centravanti che farà di tutto per conquistare il cuore di Napoli. Della città e della gente: un po’ com’è già accaduto con Ancelotti e i colleghi, tutti estremamente soddisfatti dell’impatto di Llorente. Lui, del resto, ha un’esperienza e una personalità tali da poter scrivere un’enciclopedia; ha due finali di Champions alle spalle, ahilui entrambe sfumate, e soprattutto una voglia che personalmente ha definito: da ragazzino. Un ragazzino di 34 anni che oggi, ad appena undici giorni dal primo allenamento con la squadra, potrebbe addirittura guidare l’attacco azzurro insieme con Dries. Il navarro e il fiammingo. Il gigante e il genietto.

RADIOGRAFIA ATTACCO. La storia è semplice: Insigne è reduce da un risentimento ai flessori della coscia destra; Milik da un problema al retto addominale; Lozano ha svolto ieri il suo primo e unico allenamento della settimana dopo le amichevoli giocate con il Messico negli States e due trasvolate oceaniche; e Llorente ha invece lavorato e migliorato la condizione nel corso della sosta. Partecipando poi molto attivamente alle prove tattiche andate in scena giovedì: al fianco di Mertens, dicevamo, e da vertice del 4-4-2 che in fase offensiva diventa 4-2-4 con Callejon e Younes pronti a scivolare.

CHE STORIA. Nando, insomma, è pronto a ritrovare il campionato italiano dopo 1.483 giorni: la sua passerella finale in Serie A risale al 23 agosto 2015; una decina di minuti appena alla prima stagionale con l’Udinese e adios, la Juve lo cede al Siviglia. L’ultimo gol, invece, è del 30 maggio 2015 con il Verona, in coda al campionato: 1.568 giorni fa (oggi). E per concludere, dando giusto una rapida lettura ai precedenti con la Samp, viene fuori un dato: nei quattro, precedenti incroci con i blucerchiati è riuscito a segnare una volta, il 18 gennaio 2014 (colpo di testa, la specialità della casa, per il momentaneo 2-0 bianconero). Numeri, soltanto numeri. Mentre quella che Nando è pronto a scrivere oggi è una bella storia di calcio. Lui e Ancelotti, per la verità, sperano addirittura che sia bellissima: perché no. Suerte.

fonte:corrieredellosport-eurosport

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