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Meta. Il sopralluogo del Movimento Cinque Stelle al depuratore di Punta Gradelle, ecco come è andata fotogallery

Meta. Questa mattina come stabilito si è svolto, insieme al consigliere regionale Luigi Cirillo del M5S, il sopralluogo al depuratore di “Punta Gradelle” per provare a capire per quale motivo in questo periodo l’odore sgradevole di scarico fognario, che generalmente si avverte in zona passeggiata Naviganti Metesi – Conca è più forte. Erano presenti sul posto i tecnici e gli ingegneri responsabili dell’impianto con i quali si è visionato l’interno dell’impianto, fino alle vasche di sedimentazione e aerazione. Gli ingegneri di Veolia presenti hanno spiegato che durante l’estate con l’afflusso dei turisti aumenta il carico e di conseguenza dovrebbe aumentare la quantità di rifiuto solido prodotto che viene portato via in discarica. Nel 2018 l’incremento e, quindi, lo smaltimento è stato regolare, da 332.000 chilogrammi di luglio si è passati a 377.000 ad agosto. Quest’anno invece da 336.000 di luglio hanno portato via solo 252.000 ad agosto, il mese che nella nostra penisola rappresenta il periodo più critico. La discarica di Taranto che dovrebbe raccogliere questo prodotto non ha soddisfatto le richieste del periodo estivo come negli anni passati. Il motivo? Non è ben chiaro nemmeno a loro. Il prezzo del materiale di risulta degli impianti aumenta, dovrebbe essere intorno ai 280 euro alla tonnellata rispetto a un prezzo base stimato di 139. In Campania non esistono discariche per accogliere questi rifiuti prodotti da impianti di depurazione delle acque. Nei giorni scorsi, quindi, la quantità di rifiuto solido che non veniva portato via veniva stoccato in cassoni di metallo della dimensione di un camion (sarebbero stati circa una decina fermi all’interno) oppure veniva lasciato nelle vasche. La quantità di rifiuto accumulato ha probabilmente provocato questo disagio ai cittadini che per come è stato spiegato e da come si è potuto osservare direttamente sembra in via di soluzione. Solo un cassone era al momento presente.
Il problema della depurazione ha molteplici aspetti, oltre quello che abbiamo descritto finora. Molti dei punti di tutta la condotta che porta i liquami a Punta Gradelle (di gestione Gori) sono mal ridotti al punto che sono ben visibili perdite e fuoriuscite in mare di “tal quale”, prima ancora che possa raggiungere l’impianto. Questo aspetto è ancor più grave. Il depuratore garantisce un trattamento delle acque che alla fine del processo sono rilasciate in mare ma che hanno una carica batterica molto bassa. Consideriamo che queste stesse acque vengono riutilizzate all’interno dell’impianto quando non smaltite in mare pure potrebbero essere usate per il porto o altri fini. Le acque che si disperdono dalle condotte e che spesso si possono vedere già affacciandosi da piazzetta Scarpati o altri punti panoramici, sono purtroppo evidenti.
Un terzo problema che potremmo elencare in questa scala delle pericolosità è il sistema fognario che non prevedendo la separazione delle acque nere e bianche, porta in caso di forti piogge grosse quantità di liquami al depuratore e spesso (gli ingegneri ci assicurano per due o tre volte l’anno, ma non siamo certi di questa frequenza) gli addetti sono costretti ad aprire la condotta fognaria e lasciare che per il momento della criticità il “tal quale” delle nostre fognature viene rilasciato in mare. Sono molti gli aspetti che non ci convincono in questa vicenda e per le normative che si fanno via via più stringenti in fatto di smaltimento dei rifiuti solidi prodotti dalle discariche ciò che un tempo poteva essere considerato anche al pari di compost e quindi usato in agricoltura, oggi non è più ammesso. Per cui gli oneri e i costi per tali impianti aumentano e nessuna giunta, dal più piccolo comune fino alla Regione Campania sembra preoccuparsi e interessarsi al problema.

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