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L’ultima di Zuckeberg, Facebook dating. Una app di incontri come Tinder, ecco di che si tratta

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L’ultima di Zuckeberg, Facebook dating. Una app di incontri come Tinder, ecco di che si tratta Incontrarsi su Facebook, per un’amicizia dal vivo o magari per trovare l’amore. Il social network ha lanciato negli Stati Uniti il servizio Facebook Dating e così salgono a 20 i Paesi in cui è già attivo. In Italia non c’è e curiosamente l’azienda di Zuckerberg ha puntato prima di tutto su Paesi asiatici e sudamericani (e in Canada). Lo si trova infatti in Argentina, Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Ecuador, Guyana, Laos, Malesia, Messico, Paraguay, Perù, Filippine, Singapore, Suriname, Thailandia, Uruguay e Vietnam. La nuova funzionalità infatti arriverà in Europa solo a inizio 2020. Dovremo quindi abituarci a vedere Facebook come una sorta di Tinder, un’app di incontri che coinvolge una delle community più grandi del mondo. La versione social infatti resta separata da quella di chi va in cerca di un partner.

Solo per maggiorenni (e senza Swipe)
Per attivare Facebook Dating bisogna scaricare la versione più aggiornata dell’app e avere compiuto 18 anni. Le preferenze, gli interessi, le attività di cui Facebook è a conoscenza su di noi saranno gli elementi utilizzati per metterci in contatto con possibili anime gemelle. Nel suo annuncio ufficiale, inoltre, la piattaforma creata da Zuckerberg sembra lanciare una frecciata a Tinder: non sono infatti previsti swipe a sinistra o destra in attesa di essere ricambiati. Il servizio intende dare più libertà agli utenti, per questo motivo quando l’app proporrà una persona, ritenuta di nostro gradimento, si potrà farglielo sapere subito con un commento o con un like. Di default, questo strumento cercherà di metterci in contatto con ragazzi o ragazze al di fuori della cerchia di amici Facebook ha pensato anche a chi vorrebbe dichiararsi all’amico o all’amica di sempre. Sarà presente la funzione Secret Crush: darà possibilità di inserire fino a 9 amici Facebook o follower su Instagram, e se l’altra persona ricambiasse inserendo a sua volta il nome, allora scatterebbe il cosiddetto «Match». Se nulla di ciò accadesse, non sarebbe un problema perché il tutto resterebbe anonimo: la propria cotta resterebbe un segreto.

Attenzione alla privacy
Facebook vuole che i suoi utenti sfruttino questa nuova funzione in tutta sicurezza. Per questo motivo ha spiegato che prenderà molto seriamente le questioni relative alla privacy, dando alle persone la possibilità di bloccare e segnalare utenti, impedire loro di inviare foto. Non solo, ci tiene a far sapere che le attività svolte su Dating non saranno mostrate sul profilo principale e non saranno condivise con nessuno. Le preoccupazioni, tuttavia, rimangono. Il Guardian, ad esempio, ha riportato il parere di Jason Kelley, digital strategist di Electronic Frontier Foundation: «Se le persone si tengono lontane da servizi di appuntamenti per problemi di privacy, eviteranno quello di Facebook. L’azienda ha una storia terribile per quanto riguarda la protezione dei suoi utenti». I sostenitori della privacy, inoltre, sono convinti che questo spazio dedicato agli appuntamenti possa in qualche modo aiutare a targettizzare i suoi utilizzatori, costringendoli a visualizzare numerosi post sponsorizzati, basati sugli interessi e sulle persone con cui entrano in contatto. Nonostante Facebook abbia già chiarito quali siano i termini di utilizzo di Dating, c’è chi resta convinto che quelle siano solo parole, come Mark Weinstein, fondatore del social network MeWe: «Dopo anni di violazioni e di scuse, davvero vogliamo credere a Facebook? Utilizzerà il nuovo servizio per entrare ancora di più nelle nostre vite». A preoccupare, però, sono anche le possibili frodi a sfondo romantico. Nel 2018, oltre 21 mila truffe sono state riportate alla Federal Trade Commission, negli Stati Uniti: la perdita collettiva è stata di 143 milioni di dollari. Considerando che negli Usa gli utenti su Facebook sono oltre 200 milioni, il rischio che questo dato peggiori è reale, come ammette Jason Kelley: «Se esiste un servizio, le persone troveranno un modo per sfruttarlo e truffare».

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