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Lettere da Piano di Sorrento – Si salverà?

LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
SI SALVERA’ ?

Mi ero ripromesso di non scrivere più nulla sulla pineta “Le Tore”, ultimo polmone di verde fra Sorrento e S.Agata. Ho già scritto tanto. Il mio pensiero si può riassumere in poche parole: si tratta dell’ “ultima spiaggia” scampata alla dissennata corsa alla cementificazione operata in questi anni in Penisola Sorrentina. Un bene ambientale di notevole valore da conservare e proteggere dai famelici speculatori edili e da ogni altra aggressione di privati. Poiché mi sono giunte voci inquietanti su questo angolo di Paradiso, torno brevemente sull’argomento. La storia della pineta è molto triste. Gli incendi, caduta di alberi, promesse di messa in sicurezza mai mantenute, abbandono, degrado. Alla fine vi è un’Ordinanza del Comune di Sorrento che vieta l’accesso per caduta di alberi. Ora non sto a ripetere e contestare la negligenza e la mancata manutenzione da parte di chi vi era tenuto, ma farò una riflessione. Di fronte alle bellezze naturali, ai beni ambientali di pregio e di valore, noi consentiamo che tutto vada in rovina. Siamo gli incoscienti custodi di beni naturali, di monumenti, di opere di estremo valore storico e culturale e ne permettiamo a volte lo scempio a volte il degrado. Anche la Penisola Sorrentina quindi non si sottrae a questo “italico costume”. Un altro esempio potrebbe essere il famoso “Vallone dei Mulini”.
Si salverà la Pineta? Io non credo alla “riqualificazione”, ghiotta parola nel dizionario della politica, né ho troppa fiducia negli stanziamenti di danaro, finalizzati ai recuperi e che poi fanno una fine diversa. Di dislocazione di fondi e di sprechi ne abbiamo avuti troppi.
La pineta “Le Tore” nel linguaggio politichese non può essere un “bene contemplativo”, deve produrre economia, amicizie e consensi politici. L’idea di una semplice pulizia, di un intervento arboreo messo in opera da competenti, una “messa in sicurezza”, come suol dirsi, per poi destinarla ai cittadini per una sana passeggiata nel verde e ai turisti per gite ecologiche concordate con organismi turistici ad hoc, non può realizzarsi.
La pineta andrebbe conservata come oasi naturale, tutelata con affido ad associazioni ambientalistiche qualificate, come un tempo è avvenuto; mai a privati potenziali speculatori, amici degli amici.
E qui una critica va anche mossa a tutte le associazioni ambientali che non accantonando stupidi campanilismi non operano in modo unitario. Anni fa, è storia, i famosi “campi da golf” da realizzare nella Pineta furono debellati dall’intervento di tutte le forze ambientalistiche e fu vittoria! Si salverà la Pineta? Non basta criticare occorre intervenire, occorre uscire dall’abulia civica per le cose di interesse comune e per la nostra salute, agire “a furor di popolo”.

avv. Augusto Maresca

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