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Fisciano il mercato di fitti in nero per gli studenti all’Università di Salerno

Salerno . A Fisciano richiesti anche duecento euro a persona per una sola stanza Il mercato illegale favorito dall’aumento di iscrizioni all’ateneo di Salerno

La piaga dei fitti in nero continua ad incombere sulla popolazione studentesca dell’Università di Salerno. Il fenomeno negli anni passati aveva già preso piede, specie nelle aree immediatamente a confine con quella che, nel corso degli anni, stava assumendo le proporzioni di una vera e propria “cittadella”, incluse le residenze.

Il problema è legato, specie con il passare del tempo, all’aumento dei prezzi, che spinge i ragazzi, soprattutto provenienti da fuori (e dunque con necessità di trovare una sistemazione a buon mercato), ad accontentarsi di soluzioni alla portata, almeno dal punto di vista economico.

Molti sono gli affittuari che, trovandosi ad avere a che fare con degli studenti fuorisede, fiutano l’affare e mettono a disposizione un alloggio senza proporre la sottoscrizione di un contratto, concedendo magari in cambio un prezzo più accessibile.

Il comprensorio che include il campus universitario salernitano, con la sede principale di Fisciano e quella “satellite” di Baronissi in cui sono dislocate le attività di Medicina e Chirurgia, offre un’ampia gamma di possibilità a chi, venendo da lontano, ha necessità di rimediare in tempi brevi un tetto sopra la testa. Come dimostrano anno per anno le iscrizioni ai test di accesso, inclusi quelli a numero programmato, è crescente la richiesta di immatricolazione all’Unisa anche da fuori Regione, al punto che il campus è diventato un polo di attrazione per giovani da tutto il Sud Italia, relativamente a determinate discipline e corsi di studio.

Studenti pronti a prendere un appartamento in affitto a Fisciano e nei Comuni limitrofi, incluso il capoluogo Salerno, ed è qui che subentrano le insidie legate al “nero”.

Bisogna ovviamente prendere in considerazione tutte le variabili che influenzano la scelta: spesso di natura economica, ma su cui incidono pure la vivibilità, la vicinanza con luoghi d’incontro e divertimento (esempio classico, la movida salernitana) e altri servizi. Il dato di fatto è che, man mano che ci si allontana dall’ateneo verso la zona periferica, i prezzi degli alloggi subiscono variazioni sempre più significative.

Se nel centro di Fisciano il fitto medio di una stanza può superare i 200 euro, arrivando anche a 250, la situazione cambia puntando su Penta oppure Lancusi, dove il canone mensile può aggirarsi anche intorno ai 170-180 euro. Stesso discorso nel momento in cui si sale verso Calvanico, con l’opportunità di abbattere i costi.

Ma insieme al numero di offerte convenienti, aumenta anche la possibilità di un fitto senza contratto, fenomeno che si verifica tanto nelle vicine Mercato San Severino e Baronissi (qui il mercato risente della presenza del campus di Medicina), quanto nella stessa Salerno.

Una tendenza difficile da invertire senza interventi radicali. Attualmente l’Adisurc (Azienda per il diritto allo studio universitario della Regione Campania) mette a disposizione 750 alloggi, 152 in più rispetto al passato, rispondendo all’esigenza abitativa di circa un migliaio di ragazzi. La precedenza va agli assegnatari di borsa di studio, cui seguono gli studenti che hanno fatto richiesta per una casa a pagamento, con un canone di 260 euro mensili. A spiegare i vantaggi è il direttore Mimmo Apicella: «Tra gli aspetti positivi c’è il fatto di poter vivere il campus dalle 8 di mattina alle 21.30, grazie anche alla mensa serale. Alcuni dei nostri alloggi si trovano all’interno dell’Università, altri a poche centinaia di metri. Al costo di 260 euro offriamo wi-fi, climatizzazione estiva e invernale, possibilità di fare colazione nell’apposita sala polifunzionale. Una vivibilità piena, insomma, a prezzi contenuti, tra i più bassi in Italia».

Francesco Ienco, La Città

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