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Battipaglia. Bomba day con 36 mila evacuati, ecco come è andata foto

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Battipaglia. Bomba day con 36 mila evacuati, ecco come è andata – Il bomba day è terminato ieri alle 18 dopo ben 13 ore dall’evacuazione di 36mila e 177 battipagliesi, molti disagi per organizzare l’evacuazione, chi è andato fuori porta , ma nei dintorni della provincia di Salerno, chi non si è voluto allontanare per paura dei ladri, ma tutti hanno portato i soldi appresso, alla fine i battipagliesi hanno avuto un comportamento esemplare eseguendo le disposizioni. Il caos vero sulla strada del ritorno dal Cilento, chi aveva finito le sue vacanze si è trovato di fronte un incubo di traffico.

Gli artificieri hanno terminato le operazioni di sminamento della pericolosa bomba area ritrovata a Spineta sei mesi fa dopo sette ore di intenso lavoro. Per spazzare via la tensione un applauso e un urlo di liberatorio dei militari dell’Esercito Italiano in servizio al 21° Reggimento di Caserta. Il colonnello Giuseppe Schiariti , scrive Paolo Panaro su Il Mattino, è raggiante e soddisfatto e mentre abbraccia i suoi uomini in particolare il sergente maggiore capo, Pasquale Giusti che ha disinnescato l’ordigno bellico con la collaborazione degli altri militari telefona al Prefetto di Salerno, Francesco Russo e comunica l’avvenuto disinnesco della bomba e il cessato pericolo.
IL SOLLIEVO
Tutti tirano un sospiro di sollievo e anche al Centro di coordinamento soccorsi nella sede della Protezione civile di Battipaglia, scatta l’applauso scrosciante per la buona riuscita delle operazioni di disinnesco della bomba. In pochi minuti si diffonde la notizia in tutta la città. Quarantadue ambulanze diventano subito operative e trasportano gli allettati, per la maggior parte anziani, che erano ospitati nella scuola Sandro Penna a casa. Poi, l’annuncio per le strade della Protezione civile che con i megafoni avverte che il pericolo bomba è cessato e si può ritornare a casa. In pochi istanti la città fantasma si ripopola. Battipaglia ritorna a pulsare. A rattristare la domenica del bomba day il decesso di un’anziana, Anna Costanza, 86enne residente a via Olevano, che ieri mattina era giunta in precarie condizioni di salute alla scuola Sandro Penna. La donna è deceduta verso le 14 per broncopatia e cardiopatia. Aveva grossi problemi di respirazione ed era sottoposta all’ossigenoterapia. Alle 14, quando è deceduta nella palestra della scuola Penna è calato il silenzio. I medici e i rianimatori hanno tentato di tutto per salvarla ma senza riuscirci. Sul posto per gli accertamenti di rito gli agenti del commissariato di pubblica sicurezza, diretti dal vice questore Lorena Cicciotti che hanno subito informato dell’accaduto il magistrato di turno che in serata ha liberato la salma poi riconsegnata ai familiari. Nel pomeriggio poi un altro anziano anche lui di 86 anni, ha avuto un malore. Un infarto ma in questo caso l’uomo si è salvato. Il personale medico presente nella scuola Penna è intervenuto tempestivamente e l’anziano è stato trasferito all’ospedale di Eboli dove è ricoverato e fortunatamente non è in pericolo di vita.
Il bomba day è iniziato alle 5 di ieri. Nel campo di calcio dell’opera Bertoni, in via Gonzaga all’alba si sono radunati 500 volontari della Protezione civile provenienti da tutta la Campania che con i megafoni hanno annunciato l’inizio delle evacuazione riguardante 19.995 famiglie residenti nella «zona rossa». I varchi controllati da poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili urbani inflessibili che hanno sbarrato, dopo l’evacuazione terminata verso le 10 e 45, il transito a tutti. «Sembra di essere in guerra dice Francesco Ferro, 70enne battipagliese doc – che con lo zaino tra le mani si incammina per strada per raggiungere la figlia a Taverna nella zona che non è interdetta. Poca le gente per le strade che lascia la città fantasma. Scorrono i minuti, sono circa le 5,45 e dinanzi alla stazione ferroviaria di Battipaglia scoppia il caos. Una trentina di persone attendono un bus di Rfi per raggiungere Salerno e poi altre mete. Il bus ritarda e non giungerà mai. È stato soppresso ma è ancora annunciato sul tabellone lampeggiante e sulla vetrata della stazione c’è un comunicato riguardante la sospensione del bus che nessun viaggiatore ha letto. La gente che attende il bus è imbufalita e viene allertata telefonicamente la polizia. In piazza Ferrovia giungono due poliziotti, due «falchi» in sella ad una moto. I poliziotti tranquillizzano i viaggiatori che chiedono con insistenza di essere accompagnati con un autobus a Salerno. Sul posto anche il vice questore Lorena Cicciotti che convince i viaggiatori a recarsi nei centri di accoglienza. Nel frattempo, alle 11 in punto iniziano le operazioni di sminamento della bomba. Ore di apprensione per il prefetto di Salerno, Francesco Russo e il sindaco di Battipaglia, Cecilia Francese che seguiranno minuto per minuto l’evolversi delle operazioni di sminamento della bomba incontrando quasi ogni ora i giornalisti per comunicare le novità. Poi, bisogna fronteggiare le file chilometriche di auto in autostrada e aiutare le tante famiglie in difficoltà. L’autostrada tra Pontecagnano ed Eboli viene riaperta nel pomeriggio e gradualmente le lunghe code di veicoli si dissolvono. Alle 18 poi l’attesa notizia. La bomba è stata disinnescata ed è cessato ogni pericolo.
IL PLAUSO
«Sono terminate le operazioni di sminamento dell’ordigno». Ad annunciarlo verso le 19 è il prefetto di Salerno Francesco Russo, nella sala stampa gremita di giornalisti e cameramen. «Tutto è andato bene dice commosso il prefetto ringrazio in primis gli artificieri e tutti coloro che hanno lavorato per fronteggiare l’emergenza bomba. I cittadini di Battipaglia hanno collaborato con le istituzioni e l’emergenza è terminata anche prima del previsto grazie al buon lavoro degli artificieri».
La soddisfazione è evidente anche sul viso stanco del sindaco, Cecilia Francese. «Sono grata ai miei concittadini ha affermato Cecilia Francese che hanno lasciato le case nei tempi previsti senza far slittare le operazioni di sminamento». Nella sala stampa giunge anche l’uomo eroe, il sergente maggiore capo Pasquale Giusti che ha sminato la bomba con la collaborazione degli altri artificieri e che sulle spalle ha già tante pericolose operazioni di disinnesco di ordigni bellici.

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