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Torre del Greco un anno dalla tragedia del Ponte Morandi “Noi vittime dimenticate dallo Stato”

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Torre del Greco, un anno esatto dalla tragedia del crollo del ponte Morandi a Genova, in cui morirono 43 persone, 4 delle quali della città del corallo : Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione. Oggi Torre si fermerà alle 11.36 con un minuto di silenzio, ma i familiari delle vittime non andranno alla commemorazione a Genova, si sentono “abbandonati dallo stato”. Sono toccanti le parole di Roberto Battiloro, padre di Giovanni, il giovane videomaker morto nel crollo : Non andiamo a Genova perché a un anno dalla scomparsa di Antonio, Giovanni, Gerardo e Matteo preferiamo restare a Torre del Greco, tra le persone che li hanno amati. E poi in un anno lo Stato si è completamente dimenticato di noi. Neanche una telefonata, un contatto. Niente

Alle 11,36 a Torre del Greco scatterà un minuto di silenzio, in Comune, in strade e negozi. Così la città ricorderà Giovanni, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione. I familiari non andranno a Genova per la commemorazione ufficiale. Si sono sentiti dimenticati, come se i loro cari fossero solo dei numeri. Ai quattro giovani che erano partiti per una vacanza e che non sono più tornati a casa è stata dedicato un murales con quattro volti, finanziato dalla colletta organizzata dagli amici “e verrà esposto oggi nel palazzo baronale e dopo a piazza Santa croce, il giorno e l’ora esatta in cui quel ponte cadeva per negligenza umana e non per uno strano caso, rubando alle Nostre vite il sorriso e la presenza costante dei nostri quattro angeli – si legge in un post su Facebook – e nel cortile della chiesa Sacro Cuore di Cappella Bianchini alle ore 19, sarà celebrata la messa”.
Battiloro non riesce a nascondere l’amarezza: «L’unica istituzione che abbiamo avuta vicina è stato il sindaco, per il resto nessuna solidarietà umana, né una telefonata, nessuno ha avuto il desiderio di venirci a parlare, guardandoci negli occhi. Non me la sento proprio di andare a Genova per stare vicino a persone che hanno dimostrato di fregarsene di noi. Un silenzio assordante per una tragedia dove sono chiare le responsabilità, anche del ministero dei Trasporti. Persino il presidente Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno si è dimenticato di noi. L’attenzione è rivolta solo agli sfollati e non a chi ha perso un figlio, un fratello. È una cosa intollerabile».

Non è mai mancata la vicinanza degli amici dei ragazzi: “I quattro dipinti su tela raffiguranti i volti dei quattro ragazzi realizzati da Pem Art (Antonella Magliano e Paolo Petrarca) che ha contribuito in modo gratuito alla realizzazione – si legge ancora nel post – sono stati voluti da noi, un gruppo numeroso di amici fraterni che con una colletta abbiamo raggiunto una cifra per finanziare le spese dell’opera, con la speranza di dare un segnale chiaro rivolto alle memorie degli individui che troppo spesso con tanta facilità tende a dimenticare, e dire che questa città invece non molla… I cittadini di Torre del Greco non vogliono dimenticare. Questi giovani che ci hanno lasciato quel maledetto giorno, hanno ancora tanti amici, tante persone che li amano. Oggi con questa azione, ribadiamo che tutte queste persone, e la città intera, rimaniamo al fianco delle famiglie a lottare per avere giustizia e rispetto, cosa che non abbiamo più visto ne dallo Stato né tanto meno dalle lobby compromesse in questa vicenda».

Il sindaco Giovanni Palomba ha disposto la bandiera a mezz’asta e ha autorizzato a esporre l’opera: «Ho proposto che venga sistemata in Comune o in un altro edificio comunale, ma decideranno loro dove». Questa sera è previsto anche un flash mob: durante il quale verranno accese 43 lanterne “per ricordare che tutte le vittime di quella giornata meritano il ricordo e che come nazione abbiamo perso 43 italiani che non avevano colpa”.

Tratto da La Repubblica, di Antonio di Costanzo

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