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Percorso di accesso al Vallone dei Mulini: come, dove e quando?

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Al manifestato e per certi versi giustificato entusiasmo  della proprietà ed al recente  appoggio da parte dei vertici dell’Amministrazione comunale, circa la riuscita dell’intervento, tali sono ancora  i quesiti a cui Associazioni e gran parte della cittadinanza pretende siano date  delle risposte concrete. Visto  la serie di vincoli posti all’interno del noto sito archeologico, al momento non si spiega ancora come essi facilmente possano essere stati superati. Nel mettere pertanto  in discussione anche l’operato degli Uffici comunali , nonchè le forze di Polizia preposti a determinate verifiche e controlli, evitando tra l’altro quella che potrebbe essere considerata l’ennesima mortificazione all’intelligenza dei sorrentini, Associazioni e gran parte della cittadinanza, continuano a pretendere quella  tanto conclamata trasparenza , che insieme a norme regolamenti, al momento inspiegabilmente sembra essere ancora ignorata.

Sorrento .- Nel descrivere recentemente, sulle pagine di un noto settimanale locale, l’avventura imprenditoriale all’interno del  Vallone dei Mulini,  la proprietà  evidenzia che ,oltre al restyling dell’antica struttura, si è intenzionati anche alla realizzazione di un percorso che porti i futuri avventori a riscoprire, la storia e le bellezze (si spera ancora inalterate) del noto sito archeologico. Nell’auto eleggersi custodi di un tale prezioso patrimonio, si sottolinea che l’intera operazione, atta a preservare senza trasformare, non intaccherà  in alcun modo le caratteristiche storiche-ambientali del noto sito archeologico. A tali dichiarazioni successivamente si sono sommate  anche quelle dei  vertici dell’Amministrazione comunale che hanno  spazzato via qualsiasi dubbio circa la legittimità dei lavori. Bollando tutte le polemiche sollevate da Associazioni e cittadini, dall’acquisto fino al recente inizio dei lavori, come sterili e strumentali.

Circa tali dichiarazioni ed al di là dell’affetto che si può nutrire per tale importante sito archeologico, a cui è legata la storia non solo di pochi ma di una moltitudine di sorrentini, non si può dire che la più che discutibile operazione  di acquisto fu fatta per  evitare che il Mulino cadesse in mani straniere in un periodo di vacche magre per le casse comunali. Quando è noto che in quei periodi, come tuttora, si spendevano centinaia di migliaia di euro di danaro pubblico per una serie eventi e  manifestazioni spesso inutili. Prendere seriamente in considerazione  tali affermazioni sarebbe come umiliare per l’ennesima volta la intelligenza dei sorrentini. Nel sorvolare altre dubbie ed  oscure questioni come quella relativa alla restituzione da parte della proprietà delle particelle n. 109 e 112, del foglio catastale 3, che si dice essere state acquistate dal Comune nel lontano 1924, per Associazioni e Cittadini,altri rimangono gli interrogativi a cui  sia la proprietà, ma soprattutto i vertici dell’Amministrazione e gli Uffici comunali preposti, dovrebbero dare al più presto delle risposte concrete.

Uno dei quali interessa proprio il tanto decantato percorso alla futura struttura, una volta ultimati i lavori. Il cui accesso, da quanto si è potuto constatare, dopo le opere di disboscamento della vegetazione, movimento terreno e taglio di roccia, dovrebbe essere dal Parco Ibsen. Un tracciato ,attualmente già in uso  dagli operai del cantiere, che in modo evidente è stato realizzato su area  del Demanio Idrico che costeggia il rivolo fino al parco comunale di Piazza Antiche Mura.

Come già si è avuto modo di evidenziare in passato l’intero sito del Vallone dei Mulini è classificato dal Piano di Stralcio dell’Autorità di Bacino, ex Campania Centrale, a Rischio Idraulico molto elevato e Rischio Frana molto elevato tanto da essere considerato Zona Rossa. Un’area soggetta ad un alto rischio crollo del costone tufaceo la cui criticità tra l’altro confermata da importanti eventi franosi che già in varie occasioni  hanno interessato  sito archeologico. Una situazione di grave pericolo per l’eventuale fruizione pubblica,  sottolineato in modo marcato nel  provvedimento autorizzativo rilasciato dalla Soprintendenza di Napoli e Provincia nel giugno dello scorso anno e dal successivo parere favorevole della Commissione  Locale per il Paesaggio.

Accorgimento che obbliga nella fase concreta di realizzazione dell’intervento,che le pareti del vallone risultino in sicurezza tramite opportune opere di consolidamento. Su tale punto, le Associazioni sollevano il primo quesito: ovvero perché non sono state rispettate tali importati indicazioni e non si è  messo in sicurezza prima il costone per poi iniziare i lavori di recupero del Mulino evitando tra l’altro di mettere a rischio anche la incolumità  degli operai del cantiere?

Quanto è più che noto che un tale intervento, è stato inserito nelle  cinque proposte progettuali che il Comune di Sorrento di recente ha presentato per l’inserimento in I.Ter Campania. La piattaforma realizzata dalla Regione Campania per la mappatura ed il monitoraggio del fabbisogno progettuale campano, relativo alla realizzazione di opere infrastrutturali. L’intervento nello specifico riguarda oltre alla  messa in sicurezza del costone  anche il ripristino del percorso pedonale di accesso al Vallone dei Mulini. Una iniziativa quella del Comune, che da più parti viene considerata  troppo coincidente con l’operazione in fase di realizzazione del recupero del vecchio Mulino.  Anche perché tale finanziamento ammonterebbe ad alcuni milioni di euro. Anche su tale questione, sarebbe opportuno fare chiarezza affinché si evitino ulteriori polemiche circa la possibile disponibilità da parte dell’Ente comunale nel far passare come priorità un intervento che alla fine potrebbe favorire  una proprietà privata. Quando invece sarebbe opportuno spingere per altre urgenze  come il ripristino della viabilità in Via Fontanelle. Un intervento che i cittadini di Capo di Sorrento stanno ancora aspettando dopo  la frana del marzo del 2014.

Un intervento, quello del costone  tufaceo all’interno del Vallone dei Mulini, che tuttavia per essere consentito deve rispondere alle Norme di attuazione dell’Autorità di Bacino. Ovvero provare che non costituisce  in alcun caso un fattore di aumento del rischio da dissesti di versante. Quindi  essere supportato con un più ampio progetto di bonifica e risanamento del versante, con uno studio di verifica e compatibilità da sottoporre a parere dell’Autorità di Bacino. Una operazione  di messa in sicurezza del costone da sottoporre poi ad una successiva riperimetrazione che valuti l’attuale stato di rischio idrogeologico molto elevato. Al momento non è dato sapere se la proprietà si è adoperata in tal senso. A tale proposito, le Associazioni sottolineano che, non bisognerebbe dimenticare  che nella relazione istruttoria di conformità urbanistica ed edilizia  della pratica 122/18p,  prot. n. 36116 del 10 ott. 2018, a firma del Funzionario comunale, in relazione alla valutazione dell’ammissibilità dell’intervento si evidenzia che: “Stante le problematiche di altissima pericolosità del sito Zona R4 Rischio Frana Elevato, Zona P4 Pericolosità da Frana elevato, Zona P3 Rischio Idraulico elevato con notevole trasporto solido allo stato urbanisticamente gli interventi NON SONO ESEGUIBILI se non a valle della rimozione del vincolo e della redazione della nuova cartografia del PSAI” pertanto si ribadisce, nelle prescrizioni, come “ai sensi delle norme di attuazione del PSAI la fattibilità urbanistica è subordinata al superamento di declassificazione delle zone di pericolosità da parte dell’Ente preposto al Vincolo”. Anche e soprattutto su tale parere è evidente che oltre alla proprietà ed i tecnici di parte, sia l’ Amministrazione che i Responsabili dell’Ufficio Tecnico Comunale dovrebbero fare un minimo di chiarezza.

Inoltre, come è noto, l’area in questione  è attraversata da due importanti corsi d’acqua che confluiscono in un unico percorso verso il mare, proprio in prossimità della vecchia struttura del Mulino, e quindi appartenete al  Demanio Idrico e, pertanto, l’amministrazione dell’area spetta al Genio Civile Dipartimento Napoli e Provincia.

Tale Ente è preposto, per quanto riguarda la rete idrografica della Regione Campania, a rilasciare il necessario Parere Idraulico e constatare se eventuali costruzioni rispettino la distanza dall’alveo ai sensi del Regio Decreto n. 523/1904 – Testo unico sulle opere idrauliche – il quale all’art. 1 recita:

Al Governo è affidata la suprema tutela sulle acque pubbliche e la ispezione sui relativi lavori.”  Mentre gli art. 93 e 96 lett. f) prevedono che “Sono vietate, entro la fascia di 10 mt dal piede degli argini e loro accessori o, in mancanza di argini artificiali, dal ciglio delle sponde, le seguenti attività: la realizzazione di fabbricati, anche se totalmente interrati, ivi comprese le recinzioni con murature che si elevino oltre la quota del piano campagna; gli scavi; entro la fascia di 4 m dai limiti come sopra definiti: le piantagioni; lo smovimento del terreno…”  Tali disposizioni che si applicano finanche a tutte le opere di carattere pubblico.

 

A tale riguardo si sottolinea, da parte delle Associazioni, che  nell’area dei lavori sia stato montato un ponteggio per l’attraversamento del rivo, con tubolari allocati proprio a ridosso e nello stesso alveo, per il quale è necessaria la concessione demaniale e la redazione di un piano di emergenza predisposto per la gestione del rischio specifico trattandosi di area classificata R4, ovvero a massimo rischio idrogeologico. Su tale particolare non è dato sapere se siano state rilasciate le dovute autorizzazioni.

Pertanto di primaria importanza risulta essere il rilascio di tale parere affinché qualsiasi operazione possa essere effettuata su tutta la zona. Ulteriore particolare che, insieme alla mitigazione del Rischio idrogeologico,  e dei paletti imposti dalla Soprintendenza circa la messa in sicurezza del costone,a quanto sembra, nonostante le sollecitazioni da parte delle Associazioni Ambientaliste e le proteste di gran parte della cittadinanza, non sono stati finora presi  in considerazione finanche dalle Autorità preposte a determinate verifiche. Nel tralasciare ancora una volta l’anomalo e per certi versi ormai risaputo, comportamento dei vertici dell’Amministrazione comunale, su tali punti, seppur interpellate dalle Associazioni, discutibile sembra essere stato finora il comportamento anche delle Forze di Polizia preposte al controllo di determinati vincoli che fortunatamente tutelano il nostro prezioso territorio.  Su tale aspetto non possono essere sottratti a determinate responsabilità anche gli Uffici comunali che inspiegabilmente anch’essi hanno tralasciato di verificare se determinate norme e regolamenti siano stati rispettati durante l’avvio ed il proseguimento dei lavori. A tale proposito risulta alquanto anomalo, quando in data  19 giugno 2019 con prot. 24769, il Responsabile del Procedimento, con una nota indirizzata, tra gli altri, al Legale Responsabile della Società proprietaria della struttura ed al Comando di Polizia Municipale, avente ad oggetto: “Sospensione procedimento di formazione titolo silente conseguente alla SCIA Prot. 20475 del 20/05/2019; intimidazione alla sospensione dell’attività, pratica edilizia n. 301/19“, disponeva la sospensione del procedimento in oggetto in quanto carente del titolo di proprietà e del DURC dell’impresa esecutrice in corso di validità il Tecnico Comunale non ha chiesto e/o verificato tutti gli altri adempimenti di legge. Relativi appunto alle prescrizioni dettate dalla Soprindentenza, e contenute nella relazione istruttoria del 10 ottobre 2018, nonché i vincoli prescritti dall’Autorità di Bacino in zona a Rischio Idrogeologico molto elevato ed al Parere Idraulico come imposto dal Regio Decreto n. 523/1904. Successivamente in data 30 luglio 2019 quando gli Istruttori Tecnici Direttivi del Comune di Sorrento, Settore Antiabusivismo unitamente al personale della Polizia Municipale nell’effettuare un sopralluogo,  a cui è seguita poi la sospensione dei lavori, non è dato sapere se  tra i requisiti richiesti sia compreso anche quanto imposto dalla Soprindentenza e dalla Commissione Locale del Paesaggio, nonché quanto prescritto dall’Autorità di Bacino e dal Genio Civile in merito al rischio idrogeologico ed  alla mitigazione del rischio idraulico. Tenendo presente che gran parte delle operazioni in corso ,compreso la realizzazione del  percorso di accesso, si stanno svolgendo su aree appartenenti al Demanio Idrico. 24 Agosto 2019 – salvatorecaccaviello

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Commenti

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  1. Scritto da Arturo

    Popolo caprone,vi stanno togliendo anche quella poca erba rimasta.