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Wedding planner, chi sono e quanto ci guadagnano dal business dei matrimoni in Costa d’ Amalfi? E a Ravello i casini sono colpa loro?

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Le Slow news di Positanonews. Insomma nell’epoca dove tutti corrono a fare prima, quando noi siamo stati i primi nelle “fast news” cerchiamo di crearci uno spazio per le “Slow” news, un Positanonews Slow che serve a farci riflettere e approfondire. A farci riflettere questa volta  è la piazza Vescovado di Ravello questa notte. Le “bisbocce” dei turististi post matrimonio. Quattro chiacchiere scambiate con la gente, il rapporto umano, che manca oggi a chi fa informazione infervorato a compulsare i social network, la timeline di Facebook o Twitter e rispondere ai Whatsapp. Parlare con la gente, andare sul posto, vale più di mille post su Facebook

Noi parlando del più e del meno imputavamo colpe , e responsabilità, anche agli alberghi , e alle attività, che attirano questi soggetti molesti, fra l’altro pensavamo che, come succede a Sorrento, i privati è giusto che contribuiscano alle spese della vigilanza privata, soluzione-lampo dell’amministrazione Di Martino che ha risolto un problema che viene sicuramente amplificato dai social e dal web. La persona con cui parlavamo ci chiedeva di indagare su cosa fanno i wedding planner, quanto ci guadagnano sui matrimoni, e se nell’organizzare un matrimonio che sia a Ravello, o Positano, o Amalfi o altrove in Costiera amalftiana, spieghino alla gente che i divertimenti si devono fermare in albergo e che fuori ci sono delle regole da rispettare.

Insomma in buona sostanza in piazza ci chiedevano di chiederci se non ci fosse anche qualche colpa da parte di wedding planner poco accorti a far rispettare il territorio.

Intanto chi sono i wedding planner e come si può definire tale in Italia? In buona sostanza sono organizzatori di eventi, ed in particolare di un evento importante e complesso come il matrimonio, essendo un’attività economica devono avere una partita IVA e basta. Non c’è un albo che li qualifica, come per i giornalisti, gli avvocati e gli ingegneri, e, almeno non ci risulta, neanche un’associazione.

Il compito principale di un Wedding Planner è quello di aiutare le coppie ad organizzare i numerosi aspetti della cerimonia e della festa di matrimonio. In particolare contatta la location, assiste gli sposi nella scelta degli abiti e stringe contratti con i fornitori (fioristi, fotografi, catering, parrucchiere e truccatore ecc). Si tratta di un lavoro che sta avendo una forte crescita soprattutto negli Stati Uniti, un paese in cui ogni anno avvengono più di 2 milioni di cerimonie. Ma anche in Italia , e in particolare in Costiera amalfitana, Capri e Sorrento, per quanto ci riguarda essendo un giornale delle Costiere della Campania fra le province di Salerno e Napoli.

Un wedding planner può guadagnare da mille a 100 mila euro, dipende. In America ci sono wedding planner milionari perchè gli americani ricchi non vogliono pensieri, basta che si trovano tutto organizzato e pronto e pagano profumatamente. Così anche qui, se si acchiappa il riccone americano o russo , i guadagni sono altissimi, se è un italiano molto di meno visto che un loro matrimonio può costare dai dieci alle 50 mila euro, mentre un americano o un russo può spendere anche svariate centinaia di migliaia di euro.

Sul web ci sono molti criteri con i quali si può arrivare a focalizzare il guadagno di un wedding planner.

• Esperienza: Sì, insomma, quando si parla di professionalità si finisce sempre di parlare di esperienza. Ti sembrerà scontato ma per un Wedding Planner, avere esperienza sul campo conta quasi più che per qualsiasi altro lavoro.
Infatti un Wedding Planner con esperienza guadagna sicuramente di piùrispetto ad uno alle prime armi. Questo perché per diventare un ottimo organizzatore di matrimoni bisogna innanzitutto costruirsi una base clienti da far crescere con il tempo. Se un cliente è soddisfatto non esiterà a consigliarti a qualcun altro. Alimentare il passaparola non potrà fare altro che aumentare le tue commesse, e di conseguenza i tuoi guadagni.

• Numero di fornitori: Come è ovvio che sia, più si organizza più è giusto che si venga pagati. Se un Wedding Planner prende contatti solo con il fotografo è ovvio che verrà pagato meno rispetto ad un altro che prende accordi con fotografo, truccatore e parrucchiere, catering, dj, servizio di bomboniere, e che magari organizza anche il viaggio di nozze.
Un Wedding Planner generalmente fa pagare al cliente una percentuale sul servizio realizzato dal fornitore, quindi più servizi offre, il cliente lo pagherà.

• Località: un conto è organizzare un matrimonio di tuo cugino in un paesino di campagna sperduto, un conto è invece organizzare un matrimonio in una grande città. È ovvio che per il secondo i prezzi saranno più elevati. Il costo della vita è più alto, di conseguenza lo è anche quello dei servizi.
Attenzione però: non pensare che operare in una grande città sia così facile. È vero che hai più probabilità di trovare gente che ha bisogno del tuo aiuto, ma dall’altra parte la concorrenza è anche più alta. Se non saprai distinguerti dai tuoi competitors sarà difficile fare carriera.

• Numero di dipendenti: Se 3 coppie si sposano nello stesso giorno e tu sei da solo sarà impossibile organizzare tutti e tre i matrimoni. Ovviamente se invece i wedding planner sono più di uno, come in un’agenzia, si potranno accettare tutte e tre le commesse e guadagnare di più nello stesso periodo di tempo.

• Capacità di stringere legami: Farsi conoscere è fondamentale per un Wedding Planner. Un organizzatore di matrimoni che guadagna bene è uno che si tiene sempre aggiornato con le ultime tendenze del momento e che ama comunicare con le altre persone, sia a faccia a faccia che dietro ad uno schermo. Creare un sito è un’ottima idea per presentare i propri servizi e diventare un punto di riferimento concreto per le coppie interessate.

Ci sono tanti wedding planner, alcuni, come Enzo Miccio, si fanno pagare , e anche cara, pure la consulenza, altri si accontentano di una certa cifra poi prendono anche delle “provvigioni” dai fornitori di servizi, tipo fiorai, fotografo etc. Insomma è tutto un giro.

Ma questo giro è un giro fatto di business e soldi, spesso un giro chiuso, non sempre tiente conto del “contesto”. Così la suggestione di Ravello, il panorama di Positano, la scenografica di Amalfi, la bellezza di Capri, fanno partere del pacchetto da vendere. In fin dei conti si vendono emozioni, si vende un “sogno”. Ma pochi pensano che in quel territorio ci sono delle regole da rispettare, che non si può andare in piazza a far baldoria, che nel pacchetto non hanno comprato un paese intero, che sia Positano o che sia Ravello, che il territorio va rispettato e non venduto a terzi.

Non tutti sono così, ma in Piazza Vescovado a Ravello devo ringraziare una persona che mi ha fatto riflettere, ogni tanto fermarsi a parlare senza lasciarsi andare dalla frenesia del momento serve, i nostri paesi, i paesaggi, i monumenti, le viste , i nomi stessi delle nostre località, come tutto il contesto, sono venduti come se fossero un oggetto contrattuale, così una famosa struttura alberghiera di Positano fece credere a due Vip che la spiaggia facesse parte dell’albergo, o come chi magari parla di proseguimento dei festeggiamenti in piazza, quando si tratta di una piazza pubblica, o dei ristoranti che si vendono il panorama e i fuochi della Madonna. Si vendono tutto e spesso, non sempre per fortuna, senza rispettare il territorio ed i suoi abitanti.

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