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Pepe’ al Napoli per 85 milioni -ma l’ostacolo sono ancora le commissioni per gli agenti foto

I suoi agenti arrivano in elicottero: la riunione con De Laurentiis di 3 ore

Nicolas Pepè, 24 anni, attaccante ivoriano del Lilla con cui ha messo a segno complessivamente 37 gol

L’attaccante è nato in Francia, a Mantes La Jolie, il 29 maggio 1995 ma ha scelto la nazionalità della Costa d’Avorio dei genitori.

Pepé è un giocatore molto rapido. Velocità e tecnica, infatti, sono le sue armi principali. La sua rapidità gli è valsa il ‘pesante’ soprannome di ‘Perla Nera’, lo stesso soprannome del brasiliano Pelè. Gioca principalmente nel ruolo di esterno offensivo destro ma può anche ricoprire la posizione di centravanti. E’ mancino e ama rientrare sul piede sinistro. Proprio per questo, Christophe Galtier, tecnico del Lille, lo ha paragonato ad Arjen Robben.

C’è sempre un asso nella manica di Adl, prestigiatore d’un mondo del quale si è impadronito immediatamente e che poi ha plasmato a modo suo, e Pepé diventa l’ennesimo colpo di scena che va a scuotere l’aria stagnante di queste estati tutte uguali e comunque sempre diverse, per scovare l’uomo dei sogni che faccia sognare i tifosi napoletani.

Nato portiere, ha poi fatto meglio di Hazard nella storia del Lilla
Il talento belga del Real Madrid si era fermato a ventuno reti: l’ivoriano dietro solo a Mbappè

La punta nella scorsa stagione ha realizzato ventitré reti totali (22 in Ligue 1)
Lultimo ad aver varcato la soglia dei 20 gol con la maglia del Lille è stato un certo Eden Hazard, nella sua ultima stagione in Ligue 1, quando l’allenatore era ancora Rudi Garcia. E in pochi, da quelle parti, si aspettavano che un altro giocatore eguagliasse il suo record di 21 gol. Poi però, è arrivato Nicolas Pépé che di gol ne ha fatti 22 in 38 partite, andando in doppia cifra anche per numero di assist serviti, 11: numeri impressionanti che gli hanno permesso di essere incoronato miglior giocatore africano del campionato francese nella stagione 2018-2019. Nato da genitori ivoriani a Mantes-la-Jolie, nella banlieue parigina, Pépé, classe 1995, è il diamante della Costa d’Avorio che mezza Europa si contende e non ha il timore di caricarsi sulle spalle l’eredità di Didier Drogba, che su di lui ha speso parole di ammirazione. Per numero di gol segnati, soltanto Kylian Mbappé ha fatto meglio nell’ultima stagione di Ligue 1. L’attaccante della nazionale francese, però, ha ancora gli incubi per il 5-1 subito dal Paris Saint-Germain lo scorso 14 aprile, quando Pépé salì in cattedra e mise in mostra tutto il suo strapotere atletico, la sua grazia e il suo talento cristallino, quando espose in vetrina il suo mancino tagliente e fece innamorare i presidenti dei grandi club europei. 
E pensare che fino a 16 anni, la “perla nera” che De Laurentis vuole regalare a Carlo Ancelotti, magari in coppia con James Rodrigues, giocava tra i pali. «Avevamo bisogno di un portiere e Nicolas se la cavava bene. Era il migliore in quel ruolo», ricorda un suo ex compagno, ai tempi in cui il “petit Nicolas”, come lo chiama affettuosamente il presidente del Lille Gérard Lopez, giocava nel Fc Solitaires Paris-Est, squadra dilettantistica. Quando frequentava la scuola media Georges-Rouault, nell’amato diciannovesimo arrondissement (il numero 19 sulla maglia è un omaggio al suo quartiere), fu scartato dalla squadra che oggi è la principale concorrente del Napoli per il suo cartellino: il Psg. Ma dopo anni di alti e bassi nelle divisioni minori, il suo destino incrocia quello di Marcelo Bielsa, che dopo averlo visto fare grandi cose a Angers, lo chiama a Lille. “El Loco”, però, lo mette falso nueve: non è il suo ruolo. E infatti farà solo 3 gol in 12 partite. La benedizione arriva con il cambio di panchina: Christophe Galtier sostituisce Bielsa nel dicembre del 2017, e riposiziona Pépé nel suo ruolo preferito. Da esterno, torna a splendere e a mettere in luce il suo dribbling esplosivo, segna e fa segnare con una facilità disarmante, e a inizio 2019 il presidente del Lille sa già che non potrà trattenerlo per un altro anno. Da adolescente, nonostante i suoi compagni lo costringessero a giocare in porta, era sempre a uscire dai pali e andare a fare gol. “Quando vincevamo con tre gol di scarto, si toglieva i guanti e finiva la partita in campo”, ha raccontato al Parisien Mamadou, il suo ex allenatore, prima di concludere: “Mi ricordo che durante un torneo u13 era stato eletto miglior giocatore e anche miglior portiere! Era già incredibile”.

Pepé al Napoli, ci siamo: gli agenti dell’ivoriano a Dimaro per chiudere

Svolta nella trattativa per l’attaccante del Lille: i rappresentanti del calciatore sbarcano in elicottero nel ritiro azzurro per risolvere il nodo dell’ingaggio. La trattativa si chiuderà per una cifra vicina ai 60 milioni più il cartellino di Ounas

Mezzogiorno di fuoco. Annunci, smentite, decolli e atterraggi, colpi di scena: e Dimaro va letteralmente sottosopra. Come in un film: «Ho incontrato in albergo anche l’agente James», scherza Ancelotti pronunciando il nome all’inglese. E qualcuno aggiunge Bond: sorrisi e risate. Poi ridiventa serio: «Ho parlato con i suoi agenti, li ho salutati: saluto sempre tutti gli agenti che vengono nel nostro albergo». Identikit: «E’ un attaccante esterno. E noi cerchiamo un profilo che sappia giocare bene tra le linee: che siamo interessati a Pepé è ovvio, ora vediamo cosa succederà». La giornata scorre via come nei film: dalla Spagna annunciano l’imminente arrivo in Val di Sole di Jorge Mendes. In persona: per parlare, magari anche per chiudere il trasferimento di James Rodriguez al Napoli. Sorpresa. Anzi no: perché poco dopo il club azzurro smentisce l’ipotesi con una nota ufficiale. Un tweet cinguettato mentre all’eliporto di Monclassico, frazione a due passi dal quartier generale della squadra, arriva un elicottero con tre persone a bordo: Samir Khiat, Michael N’cho e Aboubakar Traoré, ovvero i manager di Pepé. È con loro che De Laurentiis trascorre tre ore in riunione in hotel, dalle 15 alle 18. È Nicolas Pepé, 24 anni, 22 gol e 11 assist nell’ultima Ligue 1 con la maglia del Lilla, l’obiettivo numero uno del momento che potrebbe anche diventare il colpo d’oro, il più pagato della sua era. L’accordo con il club francese non è mai stato un problema, definito da tempo sulla base di 65 milioni di euro più il cartellino di Adam Ounas, per un totale di 85 milioni, mentre l’ostacolo è sempre stato rappresentato dalle commissioni: 6, i milioni richiesti dagli uomini al seguito di Nicolas. Il giocatore, in questo momento in vacanza a Miami, ha già detto oui: sì. Sensazioni? Ottimismo: le parti lavorano per definire l’ingaggio, intorno ai 5 milioni fino al 2024, e soprattutto per abbattere il muro delle richieste dei manager.

CHE INVITO. E allora, l’incredibile giornata del Napoli a Dimaro: la numero 20, la più folle. E di certo la più importante dal punto di vista del mercato: invitare la triade di agenti sulle Dolomiti, dopo un primo volo privato Parigi-Bolzano spedito vuoto da Napoli e un’ultima tratta in elicottero, significa soltanto che il club azzurro è seriamente intenzionato ad acquistare il giocatore. Pepé, dicevamo, attaccante che nel 4-2-3-1 di Carletto occuperebbe la casella di destra del tris di trequartisti e che, nelle intenzioni, garantirebbe profondità, imprevedibilità, accelerazioni, rifinitura e gol. Un pacchetto completo, non c’è che dire, che il Lilla valuta 85 milioni di euro: l’accordo tra i club, ieri sera annunciato anche dai media francesi con il dettaglio della destinazione del 15 percento della somma all’Angers, prima società del francesino di sangue ivoriano, non è mai stato in discussione. Anzi. Tant’è che il ds Giuntoli, qualche giorno fa, era già stato protagonista di un incontro ritenuto proficuo: sensazione confermata dall’arrivo di Khiat e company (poi ripartiti per Parigi da Bolzano alle 19).

COMMISSIONI E UNITED. Il nodo, insomma, riguardava e riguarda l’accordo con il ragazzo, ora in Florida dopo la Coppa d’Africa giocata con la Costa d’Avorio, e i suoi manager: e se la richiesta di 5 milioni d’ingaggio può anche essere soddisfatta, sono i 6 milioni di commissioni il vero ostacolo: superabile, però. Sulle tracce di Pepé, che presumibilmente ha già avuto un contatto con Ancelotti e che quotidianamente sente Malcuit, il suo miglior amico, ci sono anche l’Arsenal, il Psg e soprattutto il Manchester United: i tre club di cui sopra, considerandone il potere economico, non avrebbero problemi a raggiungere l’accordo con il Lilla, e dunque a questo punto è Nicolas il vero artefice del proprio destino. «Non sceglieremo semplicemente una soluzione, ma la migliore soluzione possibile», disse un paio di settimane fa Khiat in merito al futuro del suo pupillo. Un po’ l’uomo del momento in Francia: l’ultima stagione, dipinta a suon di gol, assist e impressionanti cavalcate, è stata quella della consacrazione in Ligue 1 e della ribalta. Dei sogni di Champions e di gloria: in questa chiave, rispetto allo United, il Napoli gli offrirebbe la chance di esibirsi sull’Olimpo con un dio della competizione come Carletto alle spalle.

fonte:corrieredellosport

 

 

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