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Napoli by night violento, stretta sulla Movida. Chiuso locale

«Qua la sera non ci vengono esseri umani si vocifera alla fine di via Coroglio, sulla soglia del Club Partenopeo la gente è su di giri. Si litiga per niente, anche per chi entra prima o dopo. In un niente si finisce a prendersi a pugni o ad accoltellarsi». Qualcosa di più di una movida eccitata, quella dell’ex Voga nella zona flegrea, stando all’intervento della polizia e alla firma del questore Alessandro Giuliano che, su proposta del Commissariato di Bagnoli, ha disposto la chiusura del locale per 10 giorni. Poco più di un anno fa, l’ex Voga, ora Club Partenopeo, «in amministrazione controllata dalla Dia» come tutti ricordano a Bagnoli, era finito al centro di un’inchiesta dell’antimafia nella quale emersero rapporti della proprietà con il clan Contini, la cosca dei Sarno, Fabio Borriello (fratello di Marco), Pepe Reina e Paolo Cannavaro (estranei ai fatti contestati dalle forze dell’ordine). Da stasera la discoteca non potrà somministrare «alimenti e alcolici e chiuderà i battenti per 10 giorni dice la Questura per la sussistente situazione di rischio per la sicurezza pubblica». I commercianti, però, sono divisi: «Senza l’ex Voga diverse famiglie non mangeranno in questi giorni dicono Certo, però, le risse continue spaventano e non fanno bene alla zona». Quello del Club Partenopeo, intorno al quale sono sorti diversi bar, tavole calde e «chicchettari», in altre parole è un puzzle intricato: pericoli notturni da un lato, incassi e indotto dall’altro.
IL LOCALE
L’ex Voga è incastrato tra il fianco sinuoso di Nisida e il vecchio rudere dell’ex Italsider. Il bello della natura contro l’abbandono degli uomini. Lo circondano il ponte distrutto della vecchia fabbrica, al cui interno un tempo viveva un senza tetto, e la spiaggia di Coroglio, con centinaia di bagnanti che si fanno beffe della salute, dell’amianto e del divieto di balneazione. Dal locale si domina tutto questo. Di mattina è deserto: a terra si vedono bicchieri, cicche, cannucce. Timidi residui della notte senza limiti. Le sedie sono accatastate nella sala interna. Si sente solo il rumore continuo della macchina del ghiaccio. «Il problema dicono nei dintorni è che si somma il drink alla cocaina. Ormai quasi nessuno più fuma canne, ma la coca è onnipresente. Di notte, all’esterno del locale, c’è sempre un’ambulanza». Ed è servita eccome, negli ultimi mesi, date le risse e gli accoltellamenti continui che hanno portato al provvedimento della Questura. «Nel locale arriva gente strana sussurrano in strada la situazione negli ultimi mesi è peggiore che nella scorsa estate dal punto di vista della sicurezza».
IL PROVVEDIMENTO
«Il provvedimento – si legge in una nota della questura – è stato irrogato in seguito a numerose risse, aggressioni e reati contro il patrimono che negli ultimi sei mesi hanno interessato il locale e le sue pertinenze, per cui è stata ritenuta sussistente una situazione di rischio per la sicurezza pubblica». «Siamo assolutamente concordi con la decisione del Questore di Napoli di disporre la chiusura di uno dei locali del litorale di Coroglio a causa delle continue risse che si verificano al suo interno afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli Occorre intervenire in maniera rigida e determinata per fermare quella parte della movida, selvaggia e violenta, che arreca danni al territorio e alla sicurezza dei cittadini».
L’INDOTTO
Eppure, il Club Partenopeo resta una gallina dalle uova ricche. «Senza questa discoteca molti di noi non mangerebbero», dicono dai locali. Ne sono sorti diversi, nuovi di zecca, sul marciapiede finale di via Coroglio, a pochi passi dalla solitudine estiva di Città della Scienza. Un cicchettaro, due tavole calde, altrettanti bar. «Incasso 140mila euro in 3 giorni», era emerso dalle intercettazioni di Gabriele Esposito nell’inchiesta di un anno fa. E le cose non vanno troppo diversamente nel 2019. «I problemi restano la sicurezza e il rispetto delle regole raccontano Servirebbero dei parcheggi, ma le istituzioni qui non si muovono mai. Senza parcheggiatori abusivi ci sarebbero più risse e più traffico». Nella zona Flegrea, fragilità delle istituzioni e illegalità sono gli estremi di un cane che si morde la coda. Di certo, le telecamere di sicurezza, chieste da alcuni gestori di zona, aiuterebbero a smorzare la violenza.

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