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Vico Equense. Processo De Rosa/Beneduce per presunta lottizzazione abusiva foto

Ieri innanzi al Tribunale di Torre Annunziata – Dott. Cozzitorto – si è svolta una ulteriore udienza del processo che vede imputati l’ex onorevole e la sua consorte, tutt’oggi consigliere regionale.

Punto centrale dell’udienza è stata la testimonianza dell’ex dipendente Amodio il quale ha ricostruito in maniera precisa e puntuale tutto l’iter che ha portato a varie ordinanze di demolizione e ripristino.

L’esame, andato avanti per oltre 3 ore, ha consentito al Giudice del Tribunale di acquisire documentazione utile all’accertamento delle eventuali responsabilità penali degli imputati.

Nella stessa udienza sono state poi acquisite le relazioni di un agente di PM relativamente alla questione “piscina”, già in costruzione alla Marina di Seiano, ad un passo dal mare, in area sottoposta a vincoli archeologici, a rischio frana e già oggetto di abusi edilizi, classificata come vigneto e che vede, su tale punto, imputati sia il figlio di De Rosa, Fabrizio con la sua società Derbros srl, sia Beneduce che il tecnico per una presunta falsa dichiarazione.

C’era stato anche un sopralluogo dei Vigili il 26 aprile 2016, i quali avevano concluso che le opere in questione erano legittime, perché conformi alla certificazione di inizio lavori presentata dalla predetta società.

Quella certificazione dichiarava la volontà di realizzare opere che non necessitavano di autorizzazione paesaggistica e che erano dirette a soddisfare, questo il testo letterale, “obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse entro novanta giorni”. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata, invece già tre anni fa, ha ritenuto invece che le opere fossero illegittime ed era quindi scattato il sequestro preventivo.

Non è certo la prima volta che l’area in questione finisce sotto i riflettori per abusi edilizi e lavori contestati. In questo processo, vengono dichiarate delle presunte irregolarità realizzate nella casa colonica, adibita ormai da anni a casa vacanze. Nel medesimo terreno insistono anche i resti di un ristorante illecitamente realizzato dagli ex coloni negli anni Ottanta. Per quella struttura, semidistrutta da un incendio ormai molto tempo fa, i proprietari avevano presentato domanda di condono per una casa vacanze. La commissione edilizia del Comune aveva espresso parere favorevole, il TAR della Campania invece, in accoglimento del ricorso di un confinante, ha annullato il condono. Pende ricorso al Consiglio di Stato.

L’udienza è stata aggiornata ad ottobre, dove verranno escussi ulteriori testi della
Pubblica accusa. Soddisfatti al termine gli avvocati delle persone offese Aiello e Pia. Assente, perché non costituitosi, il Comune di Vico Equense che, in caso di condanna degli imputati, potrebbe beneficiare dei beni su cui si sarebbe compiuta la contestata lottizzazione abusiva.

Al di là delle vicende giudiziarie, peraltro, l’intera Marina di Seiano appare sempre più irriconoscibile agli occhi di chi la osservi, avendo memoria di quello che fu fino alla fine degli anni Settanta. I parcheggi realizzati in alcuni agrumeti hanno drasticamente ridotto la disponibilità di verde e gli abusi edilizi realizzati in più punti hanno modificato profondamente lo stato dei luoghi. L’incredibile ed inutile strada di cantiere al servizio del Depuratore di Punta Gradelle, infine, che è costata circa due milioni di euro ed ha deturpato il vallone di Seiano, già oltraggiato da case abusive ed un grande cementificio, ha assestato un altro grave colpo al paesaggio. In questo diluvio di cemento, ad oggi l’unica demolizione eseguita è quella del ristorante O’ Saracino, costruito abusivamente in area demaniale circa trent’anni fa.

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