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Inaugurato il Museo delle navi antiche di Pisa foto

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Oltre 20 anni fa, nel 1998 i lavori alla linea ferroviaria nei pressi di San Rossore fecero emergere i resti della prima nave, là dove un tempo scorreva il fiume Serchio; lo sfruttamento ‘industriale’ del legno – portò durante il VII° secolo all’interramento del fiume, che così cambiò il suo corso non finendo più nell’Arno ma dirigendosi verso il mare, e li sul fondale si ammassarono le navi scoperte, alcune di esse, addirittura una sopra l’altra.
Recuperati e studiati, sperimentando nel contempo metodi di conservazione prima sconosciuti, questi reperti hanno consentito di disegnare una linea temporale che attraverso i secoli arriva ai giorni nostri.
Il sindaco Michele Conti ha dichiarato: “Si tratta di un passo importante per la città di Pisa, in questo progetto sono confluite le storie e le competenze di uomini, anche una scuola si è affermata, il “Centro di restauro del legno bagnato”, per Pisa ed il suo turismo oltre alla Torre, potrà ventare anche questo museo, unico e irripetibile”.
Continua il Sindaco: ”In cantiere c’è anche un progetto di mobilità che possa unire Piazza Miracoli con i musei del lungarno, una navetta collegherà i vari punti di interesse, è una ipotesi su cui lavorare. Intanto investiremo 150mila euro per sistemare la striscia di verde davanti il museo, su lungarno Simonelli”.
Il 16 giugno 2019, in concomitanza con la festa della Luminara, in onore del santo patrono Ranieri, le case e i palazzi del lungarno si sono ricoperte di migliaia di luci, in questo contesto è avvenuta l’inaugurazione del museo “Le navi antiche di Pisa” che ha visto la presenza del Ministro della Cultura e del Turismo Alberto Bonisoli, in questa giornata di festa per tutta la città è stato bello consentire l’accesso al pubblico dalle 21 alle 23, alle sale del Museo, pertanto una folla impressionante si è accalcata all’ingresso per approfittare di questa opportunità.
Durante la visita alle sale espositive, risulta evidente che il ‘pezzo forte’ sono certamente le navi, fra le quali spicca la “Alkedo”, una nave a remi da diporto che doveva essere di un facoltoso possidente, dalla pittura ottimamente conservatasi, si è potuto ricostruire nel dettaglio come doveva essere l’imbarcazione, una ricostruzione perfetta”.
La parte digitale, presente nel museo, inserendo elementi didattici e di gioco, mostra con efficacia la storia ed il suo contesto, la grande qualità degli oggetti, a corollario del racconto, conduce il visitatore al divertimento della scoperta”.
Un’altra imbarcazione ha aggiunto contributi alla Navigazione, si nota infatti come la nave sia costruita con il modello ‘a scheletro’, che fino ad oggi si credeva fosse stato inventato nel Medioevo, ma risulta invece risalente già al III° secolo d.C.”.
Molto ricca la parte sui commerci, dai vini alle pietre, fra i tanti reperti anche il “Cippo della Figuretta”, datato IV secolo a.C. che testimonia dell’insediamento etrusco alle origini di Pisa, si tratta di un pezzo rarissimo”.
Nel percorso espositivo non mancano poi vesti, strumenti, giochi usati sulle navi dai passeggeri durante i viaggi… e tanto altro. L’Italia è ricca di questi tesori che emergono dal passato, allorquando “si gratta un po’ la terra”, su tutti le navi ritrovate a Napoli, durante i lavori della linea 1 della metro, ma anche Ostia antica. Sarebbe opportuno collegare tra loro sinergicamente, per tematiche questi ritrovamenti, così da offrire all’appassionato, il quadro d’insieme di queste straordinarie testimonianze del nostro passato.

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