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Con la stagione calda più pericoli di zecche per uomini e animali

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John Tann – Flickr

Fra aprile ed ottobre si tende a passare più tempo fuori, ma è anche la stagione delle zecche. Questi piccoli insetti, anche se sembrano quasi innocui, sono in realtà molto pericolosi, per umani ed animali domestici. Ci sono zone in Italia che possono essere più infestate di altre, ma ovunque si può essere morsi da una zecca, con anche conseguenze imprevedibili.

Le malattie più pericolose legate alla zecca sono l’encefalite virale e la malattia di Lyme. La prima, sconosciuta ad un italiano su tre, è endemica in molte zone della penisola, come il Triveneto. È una malattia virale acuta del sistema nervoso centrale, causata da un arborvirus appartenente al genere Flavivirus. I sintomi, rilevanti nel 30% dei casi, possono essere abbastanza importanti, e si manifestano fino a 28 giorni dopo il morso. Si inizia con avvisaglie influenzali per 2-4 giorni. In seguito, i sintomi sembrano scomparire da soli ma, dopo un intervallo di 8-20 giorni, inizia una seconda fase contraddistinta da disturbi del sistema nervoso centrale. Nei casi più comuni, si tratta di encefaliti e paralisi flaccida, ma l’esito è mortale nell’1% dei casi. Dal 2006, è possibile vaccinarsi tramite la somministrazione di tre dosi vaccinali con successivi richiami a cadenza triennale.

La malattia di Lyme, particolarmente diffusa nel Nord-Est e in Liguria, è in realtà un’infezione di origine batterica che colpisce la pelle, le articolazioni, il sistema nervoso e gli organi interni e che, se non curata, può diventare cronica. I primi sintomi della malattia sono irregolari e discontinui: all’inizio si manifesta con una chiazza rossa che si espande lentamente a partire dal morso. In poche settimane o mesi, si possono sviluppare disturbi neurologici, caratterizzati da artralgie, mialgie, meningiti, miocardite e disturbi ventricolari. L’ultima fase della malattia, spesso a distanza di anni, è caratterizzata da alterazioni a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, del sistema nervoso centrale e periferico (meningite, encefalomielite, per esempio), della cute e dell’apparato cardiovascolare. Si cura con antibiotici specifici.

L’essere umano difficilmente prende le zecche per stare a contatto con gli animali che le ospitano, perché questi parassiti preferiscono il pelo lungo dei cani e gatti e nei limiti del possibile, rimangono sulla loro pelle. Spesso l’uomo viene ‘assalito’ dalle zecche nelle passeggiate in erba alta e tra gli alberi.

Le zecche possono risultare molto pericolose anche per gli animali. Possono fungere da vettore di molti virus, batteri e protozoi, che possono causare l’Ehrlichiosi e la Piroplasmosio Babesiosi, rischiose anche per l’uomo. La prima è caratterizzata da sintomi influenzali, problemi al sistema nervoso e all’apparato scheletrico. La Piroplasmosi, altrettanto grave, si manifesta con febbre, anemia e ingrossamento della milza. I cani possono anche essere colpiti dalla malattia di Lyme.

Eliminare le zecche dall’animale è utile, ma la prevenzione gioca un ruolo importantissimo. Per proteggere il proprio cane o gatto, si dovrà applicare in modo costante un buon antiparassitario, in gocce o in forma di collare, e tenerlo sotto osservazione nei mesi più a rischio. Per chi ha un cane una buona occasione per verificare l’assenza di parassiti sul corpo è il momento del bagno. Usando uno shampoo per cani antizecche e antiparassitario, meglio se con proprietà ipoallergeniche, bisogna cercare di massaggiarlo sul corpo, facendo attenzione alla presenza di parassiti su tutta la superficie cutanea, senza dimenticare orecchie, l’addome e le zampe.

Se in casa vivono più cani o gatti, vanno trattati contemporaneamente, rispettando la posologia indicata dal produttore del farmaco antiparassitario per il peso specifico di ogni animale. La prevenzione svolge un ruolo chiave soprattutto per gli animali che hanno a disposizione uno spazio verde, visto che le zecche tendono a stare nell’erba alta. Purtroppo, però, anche per quelli più casalinghi il rischio c’è, visto che questi parassiti possono sfruttare altri animali come vettori, per esempio gli uccellini.

Se un essere umano viene morso da una zecca, è consigliabile farsi vedere il prima possibile da un medico per effettuare i dovuti accertamenti. Se invece la ‘vittima’ è un animale, si può provare la rimozione della zecca, ma nel caso in cui non si abbia una certa dimestichezza, basta rivolgersi al proprio veterinario di fiducia che troverà il miglior modo per non far danni. In seguito, sarà necessario tenere d’occhio il proprio animale per assicurarsi che non abbia contratto malattie.

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