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Vincenzo Di Gennaro, maresciallo ucciso . Lo ricorda la compagna “Avevamo costruito casa per sposarci”

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Vincenzo Di Gennaro, maresciallo ucciso . Lo ricorda la compagna “Avevamo costruito casa per sposarci”  Una dignità e una compostezza che lasciano senza parole, quelle di papà Luigi, della sorella Lucia e della compagna Stefania Gualano: i familiari di Vincenzo Di Gennaro, il maresciallo ucciso per strada da un pregiudicato a Cagnano Varano, scrive Repubblica . . Hanno atteso amici e conoscenti nel piccolo appartamento al primo piano a San Severo. La porta è aperta e papà Luigi accoglie tutti con un sorriso che denota grande educazione, seduto sul divano a fiori. Al suo fianco la figlia e la cognata.

“Me lo hanno ucciso. Quei delinquenti me lo hanno ammazzato – dice papà Luigi, agricoltore 84enne – Vincenzo amava  la sua divisa ed era un vero servitore dello Stato. Aveva profondo rispetto della sua uniforme. Ha ricevuto numerosi  di encomi per le azioni eroiche compiute durante la sua carriera”. Poi l’ripete come una sorta di preghiera laica: “Me lo hanno ammazzato. Ma questa è la vita”. Un passaggio anche sulla fede del figlio maresciallo dell’Arma. “Era credente, molto cattolico. Devotissimo a san Pio: sono tutti i ricordi che ho di mio figlio”.

Poi si rivolge a Stefania: “Lei è mia nuora, la compagna di mio figlio. Racconta qualcosa di Vincenzo”. E lei: “Vincenzo sorrideva sempre, sia nelle difficoltà sia nella vita. Bisogna  andare sempre avanti, mi diceva. C’erano i momenti in cui era giù di morale, affranto, però diceva di non mollare mai perché la vita continua.  Avevamo costruito una casa e stavamo progettando il matrimonio.  Però già da qualche mese convivevamo e ci volevamo molto bene”.

Lucia, la sorella di Vincenzo preferisce non parlare. “Non me la sento, scusatemi”, dice ai cronisti che cercano di raccogliere il suo ricordo. E intanto continua ad accogliere parenti ed amici che affollano la casa. Ha voluto portare la vicinanza alla famiglia Di Gennaro anche il comandante della Legione carabinieri Puglia, il generale Alfonso Manzo. Una visita in forma privatissima proprio per abbracciare il padre. E di grande compostezza ha parlato anche il procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro: “Mi ha colpito la reazione di Stefania, la  compagna del maresciallo Di Gennaro. Ha provato un dolore molto forte, ma ha mantenuto una grande dignità”

Lo ricorda come un grande carabiniere anche il comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Marco Aquilio. “Era un bravissimo maresciallo che sapeva  fare il carabiniere a tutto tondo: disponibile  nei confronti della popolazione più debole e determinato con i criminali. Ha trascorso gran parte della sua carriera in Calabria. Dieci anni fa è arrivato in provincia di Foggia. Sicuramente a breve sarebbe diventato comandante di stazione”

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