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Viabilità in Costa d’Amalfi! Un dramma vergognoso! di Giuseppe Civale

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Viabilità in Costa d’Amalfi! Un dramma vergognoso!
di Giuseppe Civale

Pur rischiando di passare per petulante ed ostinato, mi permetto ancora una volta di intervenire su un tema, che mi sta piuttosto a cuore. Prendo spunto sia dalla conferenza dei sindaci della Costiera di alcuni giorni fa che dalla petizione sottoscritta da oltre 8.000 firme anch’essa di data recente, come pure dagli appelli accorati del direttore di Positano News. Riassumo quanto finora proposto dai nostri emeriti rappresentanti: 1) Gallerie; 2) Parcheggi in roccia; 3)Circolazione a targhe alterne; 4)Divieto circolazione autobus superiori a 8 mt ; 5) Funivie; 6)Incremento vigili addetti al traffico. Si tratta, a mio parere, di misure che, se pur realizzate negli anni a venire, non farebbero che incrementare ulteriormente l’afflusso di mezzi circolanti e di persone già adesso oltre ogni limite di saturazione e di sopportazione. Ho già approfondito in passato le alternative a margine anche sulla vostra rubrica e ne ho sottolineato gli aspetti negativi sia dal punto di vista del “return on investment”, che del rapporto costi/benefici. Rilevo una certa propensione per il divieto di circolazione di autobus superiori a 8mt e per politiche restrittive sul rilascio di autorizzazioni ad autobus di linea e privati. Ribadisco tuttavia che si tratta semplicemente di palliativi, ossia la questione centrale, l’affollamento di mezzi e persone e la conseguente diffusione del cosiddetto “bacillo turismofobico” (vedi Venezia, Firenze, Barcellona, Maiorca), non verrebbero sostanzialmente intaccati. L’attuale stato della circolazione in Costiera giustifica la mia ostinata convinzione che soluzioni efficaci esistono sicuramente e che non faccia parte del nostro destino morire di traffico! Si invocano a tamburo battente soluzioni sul lungo termine. Eccone una! La tecnica più efficace, abbozzata addirittura da qualche amministratore locale, anche se in termini molto vaghi ed eccessivamente restrittivi, è quella denominata ZTL, ossia zona a traffico limitato che, nella fattispecie, interesserebbe il tratto Vietri-Positano e viceversa. Si tratterebbe di una soluzione tecnica mai testata prima d’ora su un tratto di tale portata. Ma perché non discuterne? Cosa prevederebbe in pratica tale sistema?
Divieto di transito con esclusione: veicoli di residenti, veicoli di possessori di garage, veicoli espressamente autorizzati. Accesso, circolazione e sosta sono limitati a particolari categorie di utenti e di veicoli. Ingresso controllato da un sistema di varchi elettronici che assicura il rilevamento immediato della targa e verifica se il mezzo è autorizzato, per i veicoli non autorizzati scatta automaticamente la sanzione. Ma cosa fare per chi non gode di accesso? Imporne la rottamazione? Ma no, un siffatto rigore non ci farebbe certamente onore! Basta realizzare un’area Park+Ride (creazione di un centro di raccolta) o parcheggi multipiano in un’area opportunamente individuata dal punto di vista strategico-logistico, necessariamente adiacente al tratto autostradale (ad es. zona agro-nocerina oppure zona Fisciano, viceversa per chi proviene da Sorrento si dovrebbe individuare l’area topograficamente più opportuna per l’ingresso verso Positano), organizzando un servizio navetta con bus a misura costiera o mezzi di ridotte dimensioni rispettivamente per il trasbordo di persone e merci, coinvolgendo ovviamente anche il locale servizio di taxi. Finanziamento? Ritengo che la realizzazione dei parcheggi multipiano costerebbe molto meno rispetto ai costi richiesti per gallerie, parcheggi in roccia e funivie. Si potrebbe pensare ad un biglietto per l’utilizzo del parcheggio o del servizio navetta. Per il reperimento del capitale richiesto per la costruzione potrebbe crearsi una S.p.A. o costituirsi un gruppo di investitori privati; a mio avviso detta opzione rappresenterebbe un’alternativa non solo valida, ma anche sicuramente appetibile dal punto di vista economico. Al fine di promuovere un impatto ad ampio raggio anche a livello nazionale e, quindi, politicamente oltremodo stimolante, suggerisco di presentare un’istanza collettiva alla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, evidenziando tra l’altro sia la rischiosità dell’inquinamento acustico ed ambientale, ossia l’indice di vivibilità, che l’elevato tasso di incidentalità. Invece di affidarsi ai Santoni locali è probabile che il tentativo potrebbe anche rivelarsi maggiormente fruttuoso, se sapientemente supportato anche da organi di stampa a livello nazionale.
E ….. “dulcis in fundo” mi sia ancora lecito menzionare che una grande nazione europea sta testando in 10 città un sistema di trasporto pubblico gratis per tutti, effettuato ovviamente da bus a trazione elettrica, allo scopo di ridurre il livello di inquinamento acustico ed ambientale. Fantascienza? No, di certo! Solo visioni? Certamente, se per visione si intende la capacità di intuire il futuro con qualche annetto di anticipo!

Giuseppe Civale

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