Le operazioni in programma permetteranno la rimozione puntuale dei sedimenti tra le lastre di travertino per evitare la crescita continua di vegetazione infestante, dannosa per la struttura; mentre, per quanto riguarda i lavori sulle parti alte, è prevista la manutenzione della guaina che protegge la struttura dalle infiltrazioni d’acqua piovana e delle parti metalliche inserite nel corso del tempo e non più eliminabili.“Ci aspettiamo, grazie a questo intervento – dichiara il direttore del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel – di avere al più presto un quadro aggiornato ed esaustivo delle attuali condizioni dell’Athenaion e di tutte le sue componenti, in modo tale da avere a disposizione ulteriori dati scientifici per garantire la conservazione della struttura templare anche grazie all’utilizzo delle più moderne tecnologie informatiche. Preziosa è stata la generosità dei finanziatori locali. Ci auguriamo che queste forme di cooperazione con il settore privato possano aumentare; con queste donazioni possiamo garantire interventi di manutenzione costanti sui tre templi meglio conservati della Magna Grecia”.

Non finisce qui. Sono attualmente in corso, infatti, dei progetti di ricerca che interessano l’intero Santuario settentrionale, di cui il tempio dorico è il monumento più importante. In collaborazione con l’Università di Colgate (Usa), si faranno dei carotaggi per investigare la storia del sito archeologico e del territorio fino alle più antiche ere geologiche. I risultati di questa ricerca contribuiranno anche a delineare il quadro sui cambiamenti climatici della Piana del Sele, oggetto della mostra “Poseidonìa”, in programma al Museo di Paestum per il prossimo settembre.

Il Parco continua la collaborazione scientifica anche con l’Università degli Studi di Salerno: dopo la campagna di scavo dello scorso settembre volta a ricostruire il paesaggio sacro nelle sue trasformazioni cronologiche, l’équipe salernitana è attualmente impegnata nella realizzazione di indagini non invasive con georadar per indagare il sottosuolo e indirizzare l’apertura di nuovi saggi in prossime campagne di scavo.