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Minori: Tra poche ore la processione e i canti in ricordo della Passione di Cristo tra le strade della città

Oggi è giovedì Santo e presto tante processioni degli  “incappucciati” attraverseranno le strade della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana.  Minori sarà una città costernata dal dolore.

Questa sera, tra i vicoli e le strade di Minori, passerà la  processione degli incappucciati bianchi, che come e i canti dei Battenti, si fonde con il forte sentimento religioso, che ha sempre contraddistinto la città, e l’atto di dolore dei confratelli dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento che negli anni hanno preservato, tramandato e valorizzato una manifestazione secolare.

Queste sono tradizioni che vanno avanti da generazioni, che vanno a ricordare la Passione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo.

Lo stile dei canti di Minori mette ogni anno tutti di fronte alla tenacia e alla forza di chi possiede questa tradizione, che viene tramandata ogni anno.

Un rituale che si ripete con la solita, intensa, carica di pathos che narra di una identità culturale. Ma più ancora di una grande autonomia culturale. I riti hanno inizio il pomeriggio del Giovedì Santo quando, dalla congrega del SS. Sacramento, i Battenti, intonando canti in “toni ‘e Vascio”, escono in corteo per incamminarsi lungo i sentieri dei villaggi e le strade del paese, toccando le principali chiese del centro storico di Minori e delle frazioni, terminando la lunga ed estenuante processione a notte fonda nella Basilica di Santa Trofimena.

E all’alba di domani, Venerdì Santo, i Battenti riprenderanno il loro cammino armonizzando il canto in “toni ‘e ‘ncoppe”. A mezzogiorno uno dei momenti più suggestivi dell’intera Settimana Santa: il corteo che giunge nella Basilica di Santa Trofimena atteso da tutto il popolo.

In un’atmosfera di profonda religiosità e in assordante silenzio i battenti intoneranno gli ormai famosi “canti e dint’ a chies”, melodie di dolore evocanti le atrocità della via Crucis. Una doppia tonalità che non può essere frutto del caso. Perché si tratta di testi unici e melodie che non si ritrovano in nessun’altra manifestazione della Settimana Santa in Italia ed a cui è stato dedicato uno studio del conservatorio Martucci di Salerno.

“Sul Golgota a Spirar. Canti penitenziali della Settimana Santa a Minori” è il titolo dell’opera curata da Pasquale Scialò e Francesca Seller, che costituisce un punto di partenza della ricerca scientifica e etnomusicologia legata a questa tradizione tramandata sin dal lontano XIV secolo grazie all’Arciconfraternita del SS. Sacramento che ne è custode.

Un libro insomma che non analizza solo l’aspetto musicologico, ma che va oltre ripercorrendo la storia, le origini, il grande impatto in termini devozionali ed emotivi ma soprattutto il coinvolgimento che narra, al di là di uno stile unico, una religiosità autentica.

 

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