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Invasione di meduse da Capri a Positano fino a Nerano. Ecco perchè, c’è qualcuno che suggerisce di mangiarle foto

Invasione di meduse da Capri a Positano fino a Nerano. Ecco perchè, c’è qualcuno che suggerisce di mangiarle . Primo giorno di bagno a mare per noi, ma altri già da giorni fra la Costa d’ Amalfi e Sorrento, con la brutta sorpresa di alcune meduse viola alla Spiaggia Grande di Positano in Costiera amalfitana, ci riferiscono che a Capri vi è una vera e propria invasione, altri luoghi dove si aggregano normalmente sono anche Nerano a Massa Lubrense, ma come mai arrivano tante meduse ultimamente da noi? Parliamo del golfo di Salerno e Napoli , di cui ci occupiamo principalmente in Campania come area di Positanonews.

LEGGENDE METROPOLITANE SULLA PROLIFERAZIONE DELLE MEDUSE

La nostra impressione è che siano in aumento, le leggende metropolitane dicevano che era per il mare sporco  , quindi con nutrienti batteri, altri , al contrario, per il mare pulito, poi per le temperature innalzate che hanno attirato anche altre specie. Un motivo è dovuto anche dalla mancanza di specie predatorie.

ECCO COSA DICE MAREVIVO

“Nei nostri mari i predatori naturali delle meduse stanno scomparendo, mentre il cibo che determina la proliferazione delle meduse si fa piu’ abbondante: ecco che queste si moltiplicano senza ostacoli”, spiega Rosalba Giugni, presidente di Marevivo.

“Nel momento in cui rimangono nelle reti – aggiunge – potrebbero non essere piu’ gettate in mare ma diventare una risorsa per le nostre tavole”. In passato Silvano Focardi, professore di ecologia dell’Universita’ di Siena e componente del comitato scientifico dell’associazione, aveva gia’ effettuato ricerche per un uso alimentare delle meduse. Sul fenomeno dell’aumento delle meduse Marevivo sta collaborando alla campagna di rilevamento ‘Occhio alla Medusa’ insieme alla Commissione internazionale per l’esplorazione scientifica del Mar Mediterraneo (Ciesm) e al Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (Conisma).

MEDUSA COME “NUOVO ALIMENTO”

Meduse nel piatto, non più cibo del futuro, ma realtà. Cucinate da secoli in Asia, con l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2018 della nuova normativa europea 2283/2015 sui novel food nei prossimi mesi in Europa, Italia compresa, sarà possibile trovare nei menu dei ristoranti e nei supermercati anche questo prodotto ittico.

Marinata o in padella, la medusa sembra prestarsi a numerose ricette e la scienza conferma come questi animali marini siano una buona fonte di proteine, amminoacidi essenziali, collagene, sostanze antiossidanti e sali minerali. 1,2

Circolo virtuoso

Le specie ittiche di interesse commerciale censite dal ministero delle Politiche Alimentari e Forestali sono 719, ma se ne mangiano circa il 10%.

Negli ultimi anni si è verificata una proliferazione eccessiva di meduse, sia per la carenza di predatori a causa della pesca indiscriminata, sia per l’abbondanza di nutrimento (plancton, etc.) conseguente all’eutrofizzazione delle acque. Introdurre nella nostra alimentazione le meduse potrebbe contribuire a controllarne la diffusione nelle acque italiane ed europee, con un impatto positivo sugli ecosistemi acquatici.

GoJelly

Il progetto europeo GoJelly ha l’obiettivo di studiare le meduse che popolano i mari europei e il Mediterraneo per individuare il possibile utilizzo delle varie specie di meduse come alimento destinato alla alimentazione umana, fertilizzante per l’agricoltura e mangime per l’acquacoltura.

“Fino ad oggi in Italia la vendita di meduse non era consentita, anche se in alcuni ristoranti o mercati etnici era possibile trovarle. Con la nuova normativa europea, dopo approvazione dell’EFSA, la commercializzazione di alcune specie di medusa potrà essere permessa anche in Italia – spiega Antonella Leone ricercatrice all’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Centro Nazionale Ricerche di Lecce (Ispa-CNR) – Il mio gruppo di lavoro si occupa in particolare di controllare la qualità, la sicurezza alimentare e gli effetti benefici sulla salute di questi nuovi alimenti. Ad esempio, alcune specie di meduse vivono in simbiosi con microalghe che arricchiscono i loro tessuti di acidi grassi omega-3 e omega-6, mentre altre sono particolarmente urticanti, come la Pelagia che è molto frequente a largo delle coste italiane e forse potrebbe diventare commestibile dopo un opportuno trattamento. Le meduse pescate nei paesi asiatici, in genere, sono sottoposte a un lungo processo che prevede la disidratazione con sale d’allume, il cui utilizzo in Europa è soggetto a specifici controlli”.

Per contribuire alla ricerca, puoi compilare il questionario online sulla percezione delle meduse come possibile alimento realizzato dal CNR-Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari (CNR-ISPA) in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche (UNISG) di Pollenzo (CN) nell’ambito del progetto Europeo GoJelly H2020-BG-2017. Hai tempo fino al 31 marzo.

Fonti
1 Leone A, Lecci RM, Durante M, Meli F, Piraino S. – “The Bright Side of Gelatinous Blooms: Nutraceutical Value and Antioxidant Properties of Three Mediterranean Jellyfish (Scyphozoa)”, Marine Drugs 2015, 13(8), 4654-4681 – FullText 
2 Leone A, Lecci RM, Durante M, Piraino S. – “Extract from the zooxanthellate jellyfish Cotylorhiza tuberculata modulates gap junctionintercellular communication in human cell cultures”Marine Drugs 2013 May 22;11(5):1728-62. – FullText

Insomma non ci resta che sopportare queste meduse e raccoglierle per farle fritte?

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