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SORRENTO: DROGA, TENTATO RAID ALLE FORZE DELL’ORDINE. I CLAN PRETENDONO IL MONOPOLIO.

Le colpe delle forze dell’ordine sarebbero state quelle di aver bloccato dei carichi di droga del Clan di Martino, che ha ben pensato di punire gli investigatori e gli agenti, che li pressavano, bruciando le loro auto o sparando ai loro portoni. Lo stesso trattamento è stato riservato agli spacciatori che si rifornivano altrove, preferendo magari droga tagliata a Castellammare di Stabia o Torre Annunziata. L’obiettivo dei Pusher era il monopolio del mercato di Sorrento, per le vie di un vero e proprio attentato. Questa la situazione venuta alla luce dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita lunedì notte dai carabinieri della caserma di Sorrento, la quale ha contato complessivamente 17 arresti e 9 misure cautelari, per un totale di 29 indagati. Per fortuna l’attentato non è stato messo a segno, né la procura di Torre Annunziata ha portato allo scoperto mandati o esecutori, per ora su nessuno di loro grava la possibile colpa di un raid. Secondo gli inquirenti tutto ha a che fare con il Clan dei Di Martino e col fatto che il Clan dei Lattari abbia cercato di imporsi nel territorio di Vico Equense, specialmente nella parte alta. “Attentato” è la parola che utilizza proprio il giudice del Tribunale di Torre Annunziata Antonello Anzalone, che ha firmato l’ordinanza richiesta dal sostituto procuratore Emilio Prisco. Tanto è vero che a smascherare definitivamente il tentativo di intimidazione alle forze dell’ordine sarebbero state alcune dichiarazioni di uno spacciatore della penisola, arrestato qualche mese addietro. Parallelamente la questione droga della penisola Sorrentina vede il proprio mirino accerchiarsi attorno alla figura di Fabio di Martino, figlio del Boss Leonardo Di Martino, detto “o’ Lione”. Il Boss Junior avrebbe a che fare con le oltre duemila piante scoperte su Monte Faito e sequestrate dalle autorità: un colpo duro per gli incassi del clan, che starebbe cercando di provvedere con delle vere e proprie intimidazioni.

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