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SIAMO TUTTI VINCENZO

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Plaudo alla manifestazione indetta per domani ed alla campagna di sensibilizzazione sul problema viabilità in Costa d’Amalfi; il mio sostegno è totale ed incondizionato.

Credo che fra i tanti problemi e le questioni che attanagliano il nostro territorio da Vietri a Positano, la viabilità è di sicuro quella che vede più unanimità di pensiero: il traffico è troppo, il sovraccarico di auto è eccessivo, i pullman sono magna pars del problema.

Gli argomenti che vengono addotti a sostegno degli invocati provvedimenti di contenimento del fenomeno, sono tanti e tutti più o meno validi; a dire il vero anche le proposte di soluzione sono tante ma non altrettanto “più o meno” valide. Ci sono le argomentazioni degli ambientalisti che additano l’inquinamento eccessivo come principale motivo di allarme, ci sono i residenti che lamentano le difficoltà di spostamento, i pendolari che impazziscono per raggiungere i posti di lavoro, gli albergatori e gli operatori economici che soffrono le difficoltà di spostamenti dei loro clienti e le difficoltà di approvvigionamento; insomma di tutto e di più. Oggi di sicuro è la sicurezza a fare maggiore presa, perché è ancora vivido il ricordo di Vincenzo in pericolo di vita, e, purtroppo per lui e la sua famiglia, sono ancora troppi e dolorosi i postumi di quella brutta avventura. A guardare le statistiche degli incidenti e a valutare in parallelo la quotidianità della viabilità, c’è addirittura da ringraziare i rispettivi Santi Patroni della Costa d’Amalfi se le vittime sono relativamente poche.

Ma anche il proverbio recita “Aiutati che Dio t’aiuta”. E allora è forse il caso di aiutarci e mettere fine a quella che potrebbe diventare una mattanza in qualsiasi momento. E’ forse giunta l’ora che la Costa d’Amalfi trovi la sua unità e compattezza almeno su questo punto.

Do il mio contributo in due modi: rinnovo l’impegno a portare avanti l’iniziativa di realizzare una passerella pedonale nella tratta “Bivio Castiglione-Amalfi” della quale ho già avuto modo di scrivere e comunicare, e ribadisco un concetto più volte ripetuto: Basta farsi del male!

La Costa d’Amalfi ha costruito sapientemente la sua immagine nel mondo, nel Medioevo prima e nel Rinascimento poi, fino al Gran Tour e al 900 creativo e propositivo. Dal 1700 e fino agli anni 60 del secolo scorso, la Costiera è stata fra le migliori località turistiche della TerraGENERATRICI DI DOMANDA TURISTICO-CULTURALE”, da quel punto in poi si è via viaspecializzata nel diventare eccellente terra di “RISPONDITRICE DI DOMANDA”, assecondando, in tutto e senza regole, il nuovo turismo mondiale che nel frattempo è cresciuto a dismisura. Oggi la domanda di Costa d’Amalfi nel mondo è enorme, pertanto il mondo intero vuole venire da noi, quindi il problema non è più QUANTE persone far venire in Costiera, ma QUALIe, soprattutto, COME.

Siamo praticamente arrivati al cosiddetto punto di non ritorno, o cambiamo ora o mai più! Purtroppo è già da alcuni anni che ci stiamo facendo del male gratuitamente: il mordi e fuggi è sempre più frenetico, la qualità sempre più bassa, l’inquinamento sempre più alto, la qualità della vita sempre più scadente, la sicurezza sempre più a livelli preoccupanti.

Attenzione però,  l’unica cosa che sembra migliorare è il reddito medio pro capite, dico e sottolineo “sembra”, perché il miglioramento è effimero; con questi soldi in più che ci illudiamo di guadagnare non potremo mai ricomprarci l’ IDENTITA’ LOCALE che ha fatto la nostra fortuna e che stiamo sacrificando, non potremo mai ricomprarci la QUALITÀ DELLA VITA che ci stiamo giocando, il nostro Vincenzo non potrà mai più riavere un pezzo di gioventù che, non un pullman o il destino gli ha tolto, ma tutti e ciascuno di noi gli abbiamo tolto. Lo abbiamo fatto girando lo sguardo da un’altra parte, rallegrandoci del maggiore incasso quotidiano, pensando che il problema non ci avrebbe mai scalfito, rincorrendo un falso progetto di sviluppo, realizzando l’ennesimo B&B, aprendo il millesimo negozio di paccottiglia o una nuova friggitoria.

L’intera Costa d’Amalfi oggi sta ancora pensando: E CHE? MICA SONO IO VINCENZO?

Da domani spero che tutti gli Amalfitani possano pensare: SIAMO TUTTI VINCENZO.

Vincenzo-Secondo Amalfitano

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Commenti

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  1. Scritto da Giuseppe 1

    Anch’io sono “Vincenzo”….
    un solo appunto: parliamo e cerchiamo di risolvere solo il problema della quantità. Per la qualità invece siamo tutti uguali, tutti con gli stessi doveri e soprattutto, stessi diritti. Gli ospiti che portano economia vanno rispettati in egual misura. La soluzione è il contingentamento e il rispetto delle regole….senza deroghe. Stò con Vincenzo.