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Europa Leauge. Napoli perde ma passa il turno col Salisburgo, Inter fuori

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Europa League . Napoli perde 3-1 (1-1) a Salisburgo, ma passa ai quarti di finale dell’Europa League grazie al prezioso 3-0 dell’andata al San Paolo.

Azzurri in vantaggio con Milik al 14′ pt. Rimonta austriaca firmata da Dabbur (25′ pt), Gulbrandsen (20′ st) e Leitgeb (46′ st).

Salisburgo-Napoli 3-1 finale: Milik 14′, Dabbur 25′, Guldbrandsen 65′, Leitgeb 92′. Il Napoli perde, ma si qualifica per i quarti.

Salisburgo-Napoli 3-1: al 47′ del st, la sfera carambola su Leitgeb, bravo a calciare subito e freddare Meret sul primo palo

Salisburgo-Napoli 2-1: al 20′ del st, cross basso, taglio perfetto di Gulbrandsen, che anticipa Mario Rui e sigla il vantaggio

Salisburgo-Napoli 1-1 fine pt: Milik 14′, Dabbur 25′. Pari al duplice fischio. Si e’ fermato Insigne, al suo posto gioca Mertens

Salisburgo-Napoli 1-1: al 25′ del pt, movimento di Dabbur in area. L’israeliano e’ freddo davanti al portiere e sigla l’1-1

Salisburgo-Napoli 0-1: al 14′ del pt, cross basso, un rimpallo favorisce Milik, che si coordina in semirovesciata e batte Walke
Grazie alla vittoria per 3-0 della scorsa settimana al San Paolo, il Napoli si qualifica ai quarti di finale di Europa League. Gli azzurri fanno però una pessima figura a Salisburgo ed escono nettamente sconfitti, pur senza rischiare mai di veder sfuggire la qualificazione. Il ritorno con gli austriaci finisce 3-1, troppo poco per la squadra di Rose alla quale sarebbero serviti altri due gol per agguantare i quarti di finale.

Quindi l’esito conclusivo del doppio incontro non viene mai messo in discussione. Ma il Napoli conferma la pessima prestazione mostrata domenica con il Sassuolo in campionato. La squadra di Ancelotti gioca discretamente solo nel primo quarto d’ora. Dopo il gol del vantaggio segnato da Milik cala il sipario. Da quel momento in poi in campo c’è solo il Salisburgo, una squadra molto giovane, animata da molta buona volontà e ardore agonistico ma, per fortuna del Napoli, non particolarmente dotata sul piano tecnico.

​Ancelotti è costretto a rinunciare in extremis a Insigne che viene bloccato da un risentimento muscolare durante il riscaldamento. In campo va dunque Mertens, con Insigne in panchina ma solo per onore di firma. Dopo 13′ la partita ha una svolta decisiva. Arriva infatti il gol di Milik e a quel punto gli austriaci per ottenere la qualificazione dovrebbero segnare cinque gol, impresa un bel po’ difficile da realizzare. L’attaccante polacco sfrutta un rimpallo tra due difensori del Salisburgo, su traversone di Zielinski da sinistra che lo libera per la conclusione vincente in semi rovesciata. La gara è segnata. Il pubblico che fino a quel momento aveva sostenuto con ardore il Salisburgo sperando in una clamorosa rimonta, perde l’entusiasmo. Il Napoli controlla il gioco senza problemi, fin quando non interviene un clamoroso errore di Allan che in pratica regala il pareggio ai padroni di casa. Il brasiliano davanti alla propria area di rigore con un passaggio orizzontale offre il pallone a Szoboszlai che serve Dabbur. L’attaccante manda a vuoto la scivolata di Chiriches e insacca con un rasoterra.

Il pareggio rianima un po’ il Salisburgo che prova ad accentuare la pressione offensiva. Il Napoli fino alla fine del primo tempo si difende con ordine e la porta di Meret non corre ulteriori rischi. Nella ripresa, però, si assiste a una sorta di Caporetto della squadra di Ancelotti che si fa chiudere nella propria metà campo dagli avversari. La difesa, nonostante le assenze di Koulibaly e Maksimovic squalificati e sostituiti da Chiriches e Luperto, regge discretamente l’urto dell’attacco del Salisburgo.

Gli austriaci però trovano il gol del vantaggio al 20′ con una deviazione volante di Gulbrandsen, su traversone da sinistra di Ulmer. Nel recupero i padroni di casa vanno ancora in gol con un rasoterra da fuori area di Leitgeb. Il Napoli porta a casa la qualificazione ma i dubbi sulla tenuta della squadra di Ancelotti, che appare stanca e senza idee, si ingigantiscono dopo questa trasferta europea.

SALISBURGO (4-3-1-2)
Walke; Lainer, Ramalho, Onguenè, Ulmer; Mwepu (14′ st Gulbrandsen), Samassekou, Szoboszlai (28′ st Leitgeb); Wolf; Dabbur, Minamino (41′ st Haaland).
In panchina: Stankovic, Vallci, Todorovic, Daka. All. Rose.

NAPOLI (4-4-2)
Meret; Hysaj, Chiriches (32′ st Malcuit), Luperto, Mario Rui; Callejon, Allan, Ruiz, Zielinski (28′ st Diawara); Milik, Mertens (43′ st Younes).
In panchina: Ospina, Ghoulam, Verdi, Insigne. All. Ancelotti.

ARBITRO: Del Cerro Grande (Spagna).
RETI: 13′ pt Milik, 24′ pt Dabbur; 20′ st Gulbrandesen, 46′ st Leitgeb.
NOTE: ammoniti Onguenè, Milik e Samassekou per gioco scorretto. Calci d’angolo: 11-4 per il Salisburgo. Recuperi: 0′ pt e 4′ st. Spettatori: 30 mila.

INTER

Inter-Eintracht Francoforte 0-1 nella partita di ritorno degli ottavi di finale dell’Europa League. All’andata era finita 0-0 e quindi i nerazzurri sono eliminati. Bastano 5’ all’Eintracht per domare l’Inter e strappare il pass per i quarti di finale. I nerazzurri perdono a San Siro e salutano l’Europa League. La squadra di Luciano Spalletti è in piena emergenza e deve continuare a fare a meno di Icardi. In attacco c’è Keita, rientrato dall’infortunio. Il senegalese, però, fa davvero poco. Giocano soltanto i tedeschi che al 3’ colpiscono una traversa con Haller e al 5’ passano in vantaggio con un pallonetto di Jovic, bravo a sfruttare un incredibile errore di de Vrij. L’Inter cerca di riorganizzarsi, ma non ci riesce. È in affanno. La difesa non imposta e subisce le manovre dei tedeschi; Vecino e Borja Valero commettono troppe disattenzioni e i quattro in attacco sono inconcludenti. Da parte sua, l’Eintracht si rende pericoloso quando si fa vedere nell’area interista. Lo 0-2 è di Haller (27’), ma l’arbitro Hategan annulla per fuorigioco. Poi, al 39’ è Handanovic a salvare l’Inter con una bella parata su Gacinovic e nella respinta lo sloveno è bravo ad anticipare Haller. Nella ripresa l’Inter non si sveglia ed è sempre l’Eintracht a fare la partita. Spalletti non ha alternative, le assenze sono troppe. Debuttano Esposito (2002) e Merola (2000). I nerazzurri non impensieriscono mai l’Eintracht ed escono dall’Europa League. Ora testa al campionato: già domenica ci sarà, a San Siro, il derby contro il Milan.

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