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CASTELLAMMARE DI STABIA: COSTA AVEVA PROMESSO LA BONIFICA DEL SARNO – DAL COMUNE NESSUNA NOTIZIA – NAPPI MUOVE UN’INTERROGAZIONE

Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa aveva dichiarato di voler promuovere un’attività ricognitiva finalizzata alla risoluzione dei problemi legati sull’inquinamento del fiume Sarno. Detto fatto. Tale impegno del Ministro si concretizzava in una nota del 19 gennaio scorso dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale. Nota nella quale veniva fornito a ciascun ente interessato, tra cui il Comune di Castellammare di Stabia, un questionario da compilare con le informazioni richieste e relative al Piano Urbanistico Generale, Piano insediamenti Produttivi e Piani particolareggiati. Gli obiettivi risultavano chiari fino allo scorso dicembre, peccato che ora non se ne sappia più nulla. Ed ecco che il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale, Francesco Nappi, ha deciso di presentare un’interpellanza all’amministrazione comunale, guidata dal primo cittadino Gaetano Cimmino, per chiedere se «il Sindaco e l’Assessore competente hanno provveduto a fornire i dati richiesti all’autorità di bacino». E come dargli torto? Infatti Castellammare di Stabia risente tantissimo dell’inquinamento del Sarno, parrebbe infatti che il fiume abbia, proprio a Castellammare, uno sfocio. A questo inquinamento si dovrebbe la non balneabilità delle acque del centro di Castellammare. Il Sarno è uno dei fiumi più inquinati d’Europa e a risentirne è anche la città di Torre Annunziata, che ne subisce il fetore specialmente nei mesi estivi. L’ato 3 pagherebbe ancora dopo 20 anni una tassa sulla bonifica mai avvenuta dello stesso fiume Sarno. L’imposta sarebbe dettata dalla società di gestione dell’acqua, la Gori. Una bonifica di cui si parla appunto da decenni, ma le condizioni in cui il fiume versa non sono mai state migliorate. Affinché si fosse provveduto al rifacimento del guard rail che contorna il fiume, sono dovuti passare anni, ma soprattutto è dovuto avvenire un incidente mortale; quello avvenuto un po’ di tempo addietro, in cui un’ auto, guidata da una donna accompagnata da sua figlia, finisce nel fiume, e ci finisce grazie alla piccola ringhiera obsoleta e fragile che era l’unica divisione tra la strada e il fiume.

 

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