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Ab(S)tract, il Rapper battipagliese sbarca su Spotify con l’album “Requiem Del Re Minore”

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Riflettori accesi su Stefano Errico che ha inteso omaggiare il capolavoro misterioso di Wolfgang Amadeus Mozart

Di DAVIDE NAIMOLI

Stefano Errico, nome d’arte Ab(S)tract, diciannovenne originario di Battipaglia, sin dall’età di otto anni si appassiona al rap “old school, a 12 anni inizia a comporre, ispirandosi a nomi più improntati alla purezza del rap (Noyz Narcos, Gemitaiz, Mezzosangue, Kaos One), fino a pubblicare il primo pezzo all’età 15 anni: “Essere me stesso”. Dopo un piccolo estratto di cinque brani dal nome “Il Cubo Di Rubik” ed una decina di singoli, sente l’esigenza di scavare nel profondo per costruire una propria cifra identitaria e non solo sul fronte musicale. Dopo due anni di scrittura intensa, esce su Spotify l’1 marzo 2019, prodotto dalla True Voice. La passione spasmodica per i grandi maestri della classica è racchiusa nel titolo, un omaggio al Requiem In Re Minore di Mozart sia, ritenuta “l’opera musicale più bella di tutti i tempi, capace di provocare la massima estasi nell’ascolto”. Il Requiem di AbStract si esprime attraverso brani che racchiudono rassegnazione ma allo stesso tempo la voglia di riscatto, di guardare avanti, la continua frustrazione, il naturale e salvifico desiderio di fuga dalla provincia, il malessere da cui tutto nasce ma che è solo il primo passo verso il conseguimento di un equilibrio interiore. In questa prospettiva, il male diventa il punto di partenza del bene. Vengono passati al setaccio anche gli aspetti tragicomici legati alla vita, soprattutto alla dimensione esistenziale dell’umanità. La solitudine congenita alla natura umana, traccia per traccia, diventa una condizione che cresce fino ad esplodere nel brano finale “Non Riesco A Dormire”, in cui l’artista, in una calda notte d’estate, avverte quella realtà che meticolosamente prova a raccontare e che percepisce inizialmente come esterna, strettamente collegata alla propria anima e al suo universo emotivo.

Perché hai scelto questo nome e quale è la sua origine?

Il nome è nato per due motivi: nei freestyle era difficile fare giochi di parole sul nome. Ma soprattutto è nato perché tratto “l’astratto”, il personificare le emozioni ed essere psicologo di me stesso.

Come si sta evolvendo la tua carriera musicale e quali sono i progetti futuri?

Ho appena pubblicato un disco su Spotify, dal nome “Requiem del Re Minore”, composto da 12 tracce, ma nonostante ciò sono ossessionato dalla scrittura e continuerò a farlo. E’ quasi una vocazione per me.

C’è qualcuno a cui ti ispiri?

Sono cresciuto ascoltando rapper più tradizionali come Fabri Fibra, Kaos One, Notorius B.I.G, Colle Der Formento, Inoki, Eminem e Gemitaiz, oltre ad altri più innovativi come Nitro, Salmo, Kendrick Lamar, Travis Scott, Mostro, Caparezza, Jesto, En?gma, oltre a Mezzosangue, per ritornare ai rapper tradizionali.

Qual è il rapporto con le forme artistiche e quale è il gruppo o il genere che ascolti a cui ti ispiri più lontano dalla tua musica?

Sono un amante della musica classica, strano a dirsi ma il nome del disco nasce dopo l’estasi raggiunta con l’ascolto del “requiem in re minore” di Mozart, sono un amante anche dei Muse, Pink Floyd, Queen, De Andrè, Pino Daniele e Sergio Cammariere. Amo Kandinsky, Caravaggio e Monet come pittori, ognuno per diversi aspetti.

Quali sono le sensazioni ed emozioni che provi quando scrivi un nuovo pezzo e inizi a suonarlo per la prima volta?

Dipende, la scrittura è qualcosa che collega l’essere razionale all’irrazionale, l’ispirazione è un qualcosa di inspiegabile, o meglio che non può essere espresso a parole, servirebbe un discorso da portare avanti per anni per tentare di giungere ad una conclusione.

Che messaggio vuoi trasmettere con la tua musica?

La mia musica parte dalla mia interiorità per diventare qualcosa di universale, un concetto più elevato di quello che sono. La scrittura è il cosiddetto “diario di bordo” dell’artista. Cerco di fissare nel tempo la mia vita, per poi fissare la vita in sé in tutti i suoi aspetti. Il mio messaggio è nel “pensare”. Non c’è un messaggio fisso, come già detto prima la scrittura è razionale ed irrazionale allo stesso tempo, fa emergere quei latti dell’inconscio, in tutte le sue sfaccettature.

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