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NCC ancora in subbuglio a Sorrento, ma già si trovano gli escamotage

«Il governo favorisce gli abusivi ». L’accusa è pesante. E viene rivolta dall’associazione noleggio con conducente della Campania. La battaglia contro la legge anti-Ncc non si ferma. E dalla penisola sorrentina, una delle capitali del settore del trasporto privato, viene rilanciata la crociata contro l’ormai nota norma che prevede il rientro in rimessa dei mezzi al termine di ogni corsa. Secondo le imprese e i driver, questa legge penalizza oltremodo l’intero comparto. Si rischia la chiusura di numerose attività e ciò comporterebbe un’impennata della disoccupazione. Il trasporto privato con gli Ncc è un settore in forte espansione e finora dal governo non ci sono riscontri né cenni che inducono ad avere fiducia magari per un dietrofront.

Di cambiare le disposizioni della legge non se ne parla. Neppure il ministro dei trasporti Danilo Toninelli sembra propenso ad ascoltare le legittime istanze dei driver. Tant’è che a stretto giro potrebbe essere inscenata un’altra maxi protesta. «Ogni volta che il governo dice che questa legge era necessaria per combattere il problema nella “capitale” deve sapere che sta pagando il resto dell’Italia – si legge in un durissimo comunicato dell’associazione locale diffuso anche sui social network – Ogni volta che il governo dice che questa legge era necessaria per combattere l’abusivismo nel settore deve sapere che chi paga è l’onesto e l’abusivo è favorito. Ogni volta che il governo dice che difende il trasporto pubblico non di linea da Uber e affini, deve sapere che Uber esiste solo a Roma e Milano. Ogni volta che il governo dice che vuole la tracciabilità dei pagamenti deve sapere che solo con gli Ncc è sicuro di averla. Ogni volta che il Governo si definisce il governo del cambiamento, deve sapere che se partorisce leggi con superficialità e poca conoscenza il cambiamento non è affatto miglioramento». Quindi l’ennesimo slogan: «L’I-talia non è Roma».

Nel dettaglio, è battaglia sull’articolo 29/1 quater legato al decreto legge 22 del 2018. Si tratta di una predisposizione sospesa nel 2008, per dieci anni, quando fu inserita nel milleproroghe. Dato che il governo del cambiamento non intende per ora prevedere un rinvio della legge o lo stop all’entrata in vigore, gli Ncc (noleggio con conducente) sono in subbuglio. A detta dell’associazione noleggio con conducente della Campania, «si determinerà una burocratizzazione eccessiva dell’attività, sproporzionata, oltre che inutile e illogica, ai fini del raggiungimento dello scopo prefissato dal governo. Ritornare nel proprio garage a ogni corsa non solo è fuori ogni sano criterio economico, ma si aumenta traffico e inquinamento, e non si capisce perché si voglia far entrare in vigore questo provvedimento assurdo e incomprensibile». Nel mirino degli imprenditori e degli autisti Ncc c’è questa norma che rischia di entrare in vigore da subito e che secondo i diretti interessati rischia seriamente di far calare la serranda a ottantamila imprese in tutt’Italia.

Centinaia si trovano in penisola sorrentina, da Vico Equense a Massa Lubrense. In totale, nella Terra delle Sirene, ci sono un migliaio di titolari di licenze per noleggio con conducente che sperano che il governo possa fare dietrofront e scongiurare danni per l’economia del settore del trasporto privato.

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