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Napoli,Ancelotti li voglio cosi -Verdi e Ounas gol e gioia foto

La gioia di Verdi e del Napoli dopo il gol del momentaneo 1-0 lapresse

Una settimana dopo il 3-1 in Svizzera, gli azzurri bissano, centrando gli ottavi

23 Partite E’ la striscia positiva casalinga del Napoli. Era dal 2007 che non accadeva: allora arrivò a 27

0 Sconfitte per il Napoli in casa in questa stagione (14 vittorie, 4 pari) come solo il Borussia Dortmund

1Tiro in porta È quanto ha prodotto ieri lo Zurigo

10 Partite in gol È la striscia del Napoli in Europa (19 reti)

MARCATORI: 43’ pt Verdi, 31’ st Ounas. ASSIST: Ounas, Mertens.
ARBITRO: Sidiropoulous (Grecia). Guardalinee: Kostaras e Dimitriadis. Arbitri d’area: Papapetrou e Papadopoluos. Quarto uomo: Efthimiadis. NOTE: Spettatori 17.579, incasso euro 298.714,00. Angoli 5-4 per il Napoli. Recupero: 0’ pt, 3’ st.

Allenatore: Magnin
Sostituzioni: 15’ st Zumberi per Odey, 20’ st Krasniqi per Schönbachler, 37’ st Kharabadze per Kololli
A disposizione: Vanins, Maxso, Dixon, Kasai

Allenatore: Ancelotti
Sostituzioni: 11’ st Luperto per Chiriches, 21’ st Allan per Zielinski, 32’ st Milik per Ounas.
A disposizione: Ospina, Malcuit, Callejon, Maksimovic.
Ammoniti: 35’ pt Chiriches per gioco falloso

0 zurigo 4-4-2

2 napoli 4-4-2

Koulibaly in più Insigne murato

Chiriches, un recupero importante Ghoulam cresce. Mertens ci prova

IL MIGLIORE Ounas  8 IL PEGGIORE Hysaj 6
Però così la vita è bella e anche comoda: ma adesso che il gioco comincerà a farsi duro (e seriamente), al Napoli verrà chiesto di essere duro nel mettersi a giocare, godendosela, eccome ma evitando di sciupare ancora e ripetutamente. Gli ottavi di finale eccoli qua, incellophanati quasi in ciabatte, faticando ma poi neanche più di tanto: 3-1 a Zurigo, 2-0 al san Paolo, in un’oasi di piacere garantito dalla relativa consistenza di un avversario agevole da domare e con il sospetto di essersi concesso e gentilmente ma senza esagerare. L’Europa si profila ora, in tutta la propria maestosità, con il rischio d’imbattersi in nottate più severe, tra spigoli e pericoli in cui diventerà indispensabile autorevolezza e anche ferocia.

RIVOLUZIONI. La partita che t’aspetti è nel risultato (2-0), nelle modalità, negli input inviati da Ancelotti e raccolti, finché è stato possibile, da una squadra che s’è presa ciò che serviva e lo ha fatto in scioltezza, nelle difficoltà che una rivoluzione larga e abbondante innesca: il Napoli ne cambia sei rispetto all’andata e lo Zurigo non si ferma ai cinque, ma va oltre, converge sul 4-4-2, sistema come esterni bassi due uomini sfruttati una settimana fa trenta metri più avanti e gli equilibri, a quel punto, diventano assai precari. Gli esami non finiranno mai, sino a maggio, e Ancelotti li ha inaugurati con lo Zurigo, per sapere altro da chi ha dato poco e a cui viene concessa una nuova chanches: Diawara in mezzo al campo non sparisce e Ounas a destra con Verdi a sinistra non s’eclissano, entrando da protagonisti come bomber e rilanciando.

IN FRETTA. Lo Zurigo dura una decina di minuti, forse un quarto d’ora, ma pare un concentrato di buona volontà, che viene soffocata nel momento stesso in cui Zielinski si presenta e il Napoli diventa squadra: c’è ampiezza, c’è il giro palla per spostare l’avversario, la profondità cercata alle spalle d’una difesa disinvolta e una serie di opportunità che restano lì, per ricordare che il gol è una malessere sottilissimo e da curare subito.

LO SLANCIO. All’andata si è capito (quasi) tutto e al ritorno si può avere solo la conferma che c’è un abisso a separare gli uni e gli altri, al di là delle statistiche (64% possesso e ventuno conclusioni): c’è sempre troppo Napoli, pur nel surplace, e quando Zielinski comincia a orientare la verticalità e il calcio diviene più accattivante, per manovra e idee, lo Zurigo è costretto a starsene a ridosso della propria area, sempre in bilico tra le percussione di Insigne (al 6′ e poi al 23′ e al 25′) e quelle di Ounas, che ondeggia (come Verdi dall’altra parte) e però fa male. Ma il pallone è pesante, quasi quanto quello medicinale, e Mertens se ne accorge sulla girata (38′) spedita in angolo da Brecher: però ormai il campo si è inclinato e da là dietro lo Zurigo non può uscire, se non mestamente (43′) sulla devastante accelerazione di Ounas, che spalanca a Verdi la porta per l’1-0.

FANTASIA. In una serata del genere, senza che ci sia in palio ormai praticamente nulla ormai, ne possono succedere di cose e il rigore che Sidiropolous non concede per fallo perlomeno clamoroso di Winter su Ghoulam (7′) rientra nelle disattenzioni umanissime d’una sfida depotenziata dall’adrenalina pure per un arbitro. Però Ancelotti ha chiesto di uscire dagli equivoci e inventa, rimodella, porta Verdi al fianco di Mertens, Insigne a sinistra, dà ancora più elasticità al sistema di riferimento e diventa 4-2 e fantasia, essendoci a un certo punto anche Allan a far coppia con Diawara in mediana. Lo Zurigo è rassegnato, ma da giorni, concede gloria a due diciottenni (Zumberi e Krasniqi) e almeno resiste orgogliosamente finché le energie l’aiutano e Mertens (che inventa) e Ounas (che esulta) non si lancino in quella prateria: 2-0 e tutti in poltrona per il sorteggio. Alla prossima, che potrebbe essere più seria, più vera, non sarà possibile sbagliare.

fonte:corrieredellosport

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