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Maurizio Martina a Vico Equense “I nemici sono Lega e M5S, non nel PD”. Ma non la pensa così Renzi

Maurizio Martina a Vico Equense “I nemici sono Lega e M5S, non nel PD”. Ma non la pensa così Renzi . Anche la Penisola Sorrentina si prepara per le Primarie PD. Non sappiamo se si ripeteranno gli scandali delle volte scorse, beccate da Fanpage a Napoli e in Campania, con spaccature feroci da Castellammare di Stabia fino a Meta. “Un Governao che sta portando alla recessione … ” E’ il refrain di Martina e di tutti i leader del Partito Democratico in vista delle primarie delle 3 marzo su cui incombe l’ombra di Renzi . “I nemici sono Lega e Movimento Cinque Stelle, la loro politica dissennata, la vicenda dei migranti ed il caso Diciotti dove Salvini deve affrontare il processo..” Quanto a processi il PD certo non scherza, senza una politica dissennata forse sarebbe ancora al Governo. Presenti alcuni rappresentanti di Massa Lubrense, Sorrento, Piano e Meta. Anche qui vengono in luce le contraddizioni di un partito che vede un suo rappresentante, anche se ancora senza tessera, quale il sindaco uscente Peppe Tito, fronteggiare una lista del suo partito. Martina ha proposto una poco convincente mozione di sfiducia individuale contro Salvini non ha alcuna speranza di avere i numeri in Parlamento. Anzi: il capitano rischia di ricevere anche una quota di voti in arrivo dai suoi alleati del centrodestra. Farebbe un figurone, invece di essere mandato a casa. Ma Martina non ne vuole sapere: «I miei avversari sono Lega e M5s senza ambiguità perché sono contro la democrazia liberale. I miei avversari», prosegue, «sono quelli che sostengono la legge Pillon, che prendono in giro i disabili con questa legge di bilancio, che lisciano il pelo al razzismo e al fascismo, che chiudono il centro di Castelnuovo di Porto e non chiudono le sedi di Casapound», ha proseguito l’ ex ministro delle Politiche Agricole, «quelli che lasciano gli sfollati di Genova soli dopo aver preso gli applausi davanti alle telecamere, quelli che si mettono le divise delle forze dell’ ordine e poi bloccano i ragazzi che vogliano entrare con i concorsi pubblici, sono quelli che governano e hanno una posizione ambigua sulla dittatura venezuelana».
Poi Martina parla di Salvini: «Il mio avversario è un ministro coniglio, forte con i deboli e debole con i forti, che scappa dal processo anziché affrontarlo».

Ed è per questo che, secondo il candidato alla segreteria dei dem, il ministro dell’ Interno va sottoposto alla mozione di sfiducia e deve andare in Tribunale: «Deve difendersi nel processo e non dal processo».
Infine l’ ex vice di Matteo Renzi parla alla base: «Questo non è un congresso normale, ci giochiamo il futuro del Paese e ci giochiamo il nostro futuro. Molti scommettono che il futuro nasca dalle ceneri del Pd, ma io dico di no. Io penso», aggiunge, «che nelle settimane che ci separano dalle primarie deve crescere la consapevolezza che il confronto è una risorsa. Per me è il congresso il mezzo dell’ unità». Alle primarie del 3 marzo, come è noto, saranno in tre a contendersi la segreteria del Pd: Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti, con il primo dato come favorito. E Matteo Renzi? Già, che fa l’ex premier? Come è noto, ad ora sta defilato, forse per la prima volta nel corso della sua carriera politica. Ma qualche indizio sulle prossime mosse arriva su Il Tempo, in un articolo in cui Alessandro Giuli sottolinea come Renzi sia “stretto tra la restaurazione del piccolo apparato e il tentativo di scavalcarlo a destra operato dal solito, capriccioso e vanitoso Carlo Calenda con la sua iniziativa Siamo europei”, il listone di cui si è fatto promotore. E ancora, Giuli sottolinea come Calenda “può fingersi autonomo e collaterale. Renzi no”. Questo perché “lui è stato il primo della classe e il migliore della banda dai tempi fondativi di Walter Veltroni in poi. Può fingere di essere in minoranza ma non può accettare condizioni di minorità. La scissione, per Renzi, non è un’ opinione: è una necessità”. Insomma, al di là delle dichiarazioni e delle prese di posizioni ufficiali, la decisione sarebbe presa: Renzi mira alla scissione. “Che poi sia praticabile o conveniente prima delle europee è un altro discorso”. Resterebbe insomma da stabilire soltanto la data, il momento più opportuno.”Martina mi è piaciuto, è dinamico pieno di voglia di fare.. “, ci dice Raffaele Pane ( nella foto ), ma lo vogliamo mettere in guardia, prima ancora che il M5S e la Lega, come insegna la storia recente, si guardi alle spalle dal suo stesso partito.. In bocca al lupo

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