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Massa Lubrense: Valentina torna dai pm. Su di lei mille dubbi

Ha fatto tutto il possibile per salvare i suoi figli dall’improvviso raptus di follia del compagno? Perché non ha chiamato immediatamente i soccorsi con il povero Giuseppe lasciato agonizzante in casa per almeno un paio di ore? In passato i bambini avevano già subìto altre violenze dal compagno? E se sì, sono state denunciate? Sono queste le principali domande che si stanno ponendo da giorni i magistrati della Procura di Napoli Nord e che porteranno molto probabilmente Valentina Casa faccia a faccia con gli inquirenti. Come scrive Metropolis, la donna potrebbe essere sentita ancora una volta dopo la prima versione fornita a caldo dopo l’omicidio del piccolo Giuseppe. La trentenne di Massa Lubrense, al momento, non risulta indagata per la tragedia avvenuta a Cardito lo scorso 27 gennaio e non deve rispondere di alcuna ipotesi di reato. Ma tuttora ci sono diversi elementi da chiarire e che potrebbero fornire a stretto giro un’esatta ricostruzione di ciò che è avvenuto nell’appartamento di Cardito in cui Tony Essobti Badre – in carcere con l’accusa di omicidio del piccolo Giuseppe Dorice, massacrato a suon di botte all’età di otto anni – non ha avuto pietà. Sentita dai poliziotti poco dopo il fermo del suo compagno, Valentina ha dichiarato di aver tentato di fermare Tony e che successivamente è caduta «in una sorta di blocco psicofisico ». La confessione firmata dall’assassino nell’interrogatorio sostenuto in carcere il giorno della convalida del fermo conferma parzialmente questo possibile scenario.

Anche se la donna a quanto pare non portava segni riconducibili a una colluttazione con Tony. Ecco perché la Procura di Napoli Nord intende accelerare nelle indagini. Bisognerà pure appurare le voci circolate a Cardito secondo cui ci sarebbero stati altri episodi sospetti in quell’abitazione dove si è consumato l’inferno. Senza dimenticare che resta confermata la decisione, assunta dal Tribunale dei minorenni di Napoli, di togliere la potestà genitoriale alla donna. Lo stesso provvedimento riguarda Fabrizio Dorice, il primo compagno di Valentina con cui la ragazza ha avuto tre figli, compreso il povero Giuseppe.

Un valore investigativo importante potrebbe essere quello che sta raccontando Noemi, la sorellina di Giuseppe, ai magistrati che, affiancati da psicologi e assistenti sociali, stanno raccogliendo il racconto della bambina, di un anno più grande del fratellino massacrato. E la quale, subito dopo il ricovero in ospedale, indicò in Tony l’autore del pestaggio mortale. Bisognerà capire cosa dirà eventualmente sul ruolo della madre.

Intanto la trentenne, sotto choc per ciò che è successo, rimane chiusa in casa, a Massa Lubrense, distrutta e divorata anche per gli insulti pesantissimi subiti sabato scorso a Pompei, nel giorno dei funerali di suo figlio. «Non sei degna di essere chiamata madre» l’accusa più pesante che le è stata rivolta dalla folla. Senza dimenticare anche che i parenti di Dorice non hanno trattenuto la rabbia nei confronti di questa giovane che dalla vita ha avuto soprattutto amarezze e dolori.

A Massa Lubrense la tragedia ha scosso l’intera comunità locale. Il sindaco Lorenzo Balducelli resta in stretto contatto anche con i medici dell’ospedale Santobono per verificare le condizioni di Noemi e ha già offerto grande disponibilità a fornire aiuto alle  due bimbe miracolosamente scampati alla furia omicida di Tony.

A ciò si aggiunge un altro tassello: un paio di famiglie hanno contattato l’amministrazione comunale dicendosi pronte ad accogliere gli altri due figli minorenni di Valentina. Ipotesi molto remota visto che qualsiasi tipo di decisione dovrà essere assunta dal Tribunale dei minorenni.

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