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Gragnano – Chiede soldi in nome della chiesa ma è una truffa

Ottenere dei vantaggi a scapito di un altro essere umano è un errore. Truffare raggirando le persone, invogliandole a donare dei soldi a nome della chiesa è ancora più triste. Ed è proprio quello che starebbe accadendo da qualche giorno a Gragnano, Agerola e Pimonte dove, secondo diverse segnalazioni giunte alle forze dell’ordine, una signora girerebbe per le case dei cittadini chiedendo soldi a nome dei parroci.

La donna, di mezza età, è accompagnata anche da una neonata. “Chiedo ai cittadini di fare attenzione – afferma don Giuseppe Milo, parroco di San Martino Vescovo nella frazione Campora di Agerola – Nella nostra comunità una donna con una neonata, dicendosi bisognosa, va in giro e chiede soldi a nome di noi sacerdoti. Noi non la conosciamo, né tantomeno l’abbiamo autorizzata a chiedere soldi”.

In pochi giorni numerose segnalazioni sono giunte alla locale caserma dei carabinieri, agli ordini del maresciallo Luigi Mascolo, che hanno avviato delle indagini sul caso. In particolare, la donna indosserebbe un giubbotto e un cappello color verde militare.

 Porterebbe tra le mani sempre un oggetto di ferro. La stessa, parlerebbe italiano anche se con un accento straniero, dell’Est Europa.

“Noi non autorizziamo mai nessuno a chiedere soldi per le strade e piazze – continua don Milo – In questi casi, abbiamo una Caritas ben funzionante per queste necessità. Mi rivolgo pertanto alla gente, chiedendo di non dare soldi con facilità a chi va nelle case a nome dei parroci. Noi al massimo facciamo raccogliere in chiesa le offerte per le persone più bisognose, che chiedono con massima riservatezza e dignità una mano”.

La donna sarebbe stata avvistata in varie frazioni di Agerola, ma anche da qualche cittadino di Gragnano e Pimonte. Insomma, una vicenda che comincia a preoccupare le persone, soprattutto in questo periodo già caratterizzato dall’escalation di furti. Tanto più che, sempre nell’area dei monti Lattari, esistono precedenti specifici in merito a truffe. Nel mirino, finiscono soprattutto gli anziani e le persone più indifese.

STABIA CHANNELL

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