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Champions stasera ore 21 – Griezmann e Cristiano Ronaldo uno è di troppo foto

Tu chiamale, se vuoi, ossessioni. Oppure usa altri termini come necessità, speranze, obbiettivi, indicazioni, come vuoi, ma non dire che la Champions League non è al primo posto dei tuoi pensieri. Soprattutto adesso che c’è Cristiano Ronaldo, soprattutto adesso che questa è la Juventus di Cristiano Ronaldo. L’Atletico Madrid è un bel soggetto, uno di quelli che Madama soffre di più, ma guarda un po’, offre l’occasione (tu chiamale, se vuoi, occasioni) di assaggiare il prato di uno stadio di nome Wanda (tu chiamale, se vuoi, combinazioni) dove, l’1 giugno prossimo, si disputerà la finale della Champions. Max Allegri cerca di tenere a bassa intensità i sentimenti dello spogliatoio, della società e anche dei tifosi, ma nega l’innegabile e cioè che la Champions sia il pensiero forte juventino.

Altrimenti perché ingaggiare Cristiano Ronaldo, il collezionista di Coppe dei Campioni? Per dominare un campionato di serie A ammutolito da sette anni? Bastava tenersi Gonzalo Higuain e piazzare Paulo Dybala in un ruolo meno defilato di quello attuale. Invece è arrivato CR7. Sarebbe come chiamare Alain Ducasse, il cuoco più stellato al mondo, per fargli cucinare gli spaghetti al burro. Li farebbe benissimo, ma che spreco di talento. Sarebbe come affittare i Rolling Stones e farli suonare nel cortile di casa. Spettacolari lo stesso, ma vuoi mettere al centro di un’arena? La Juventus ha costruito l’affare del millennio per vincere la Champions e vincerla subito. Anche il ritorno di Leonardo Bonucci, dopo l’esilio a Milano della stagione 2017-2018, è finalizzato alla costruzione di una squadra che acchiappi la Coppa nel giro di un paio di anni. Altrimenti si poteva puntare sui giovani, pensare a un ciclo, programmare il futuro, invece di utilizzare i ragazzi per le plusvalenze e assemblare una squadra attorno al fenomeno.
Adesso c’è Ronaldo, a 34 anni nel pieno della maturità. Adesso c’è lui. Adesso la conquista della Champions League, che manca dal 1996 – da allora cinque finali perse – non rappresenta solo un enorme risultato sportivo, ma anche un fondamentale snodo finanziario. C’è un bilancio da sistemare, un bond da 175 milioni da piazzare, un fatturato da consolidare. La Juventus vuole la Champions League. La vuole adesso o a stretto giro. La vuole da/con Cristiano Ronaldo. Come canterebbe lo juventino Eros Ramazzotti a CR7, adesso tu «che per me sei già una rivincita».

 

Uno spettacolo che da solo vale il prezzo del biglietto, uno spot esaltante per la Champions, un duello a suon di gol e prodezze. Cristiano Ronaldo e Antoine Griezmann promettono di infiammare l’andata degli ottavi tra l’Atletico Madrid e la Juventus. Insieme a Messi e all’infortunato Neymar, il meglio del calcio mondiale stasera è di scena al Wanda Metropolitano dove il Piccolo Diavolo sfida il fuoriclasse di Funchal in un faccia a faccia tra il secondo e il terzo classificato nella classifica del Pallone d’Oro 2018. Entrambi avevano validi argomenti per sperare di salire sul gradino più alto del visto che CR7 aveva vinto da protagonista la Champions, mentre l’attaccante dell’Atletico aveva alzato la Coppa del Mondo in Russia. E invece l’ha spuntata Luka Modric, incoronato a inizio dicembre tra le polemiche del popolo del web fedele allo juventino e al francese. Adesso sia Cristiano sia Antoine hanno voltato pagina e pensano solo al finale di questa stagione e alla caccia alla Champions. Solo uno però potrà continuare la corsa, mentre l’altro dovrà concentrarsi solo sul campionato. Un po’ poco per chi ha come obiettivo quello di essere (Griezmann) o di tornare a essere (Ronaldo) il numero uno al mondo.

WANDA, MANCHI TU. Il portoghese contro i colchoneros ha già firmato 22 reti in 31 incontri e ha soffiato due Champions League in finale. Eppure i tifosi biancorossi, che stasera per il “nemico” hanno pronta un’accoglienza a suon di fischi da far rabbrividire, sperano che CR7 neppure stavolta riesca a segnare al Wanda Metropolitano, lo stadio dove ha giocato una sola volta, la scorsa stagione, e dove Zidane non è riuscito ad andare oltre lo 0-0. Per Cristiano, abituato a imprimere il suo marchio in tutti (o quasi) gli impianti dove si esibisce, si tratta di una motivazione speciale in più. In Serie A ha avuto un impatto super con 19 gol e 8 assist nelle prime 24 giornate, ma in Champions, la coppa dove è il miglior realizzatore di tutti i tempi (121 reti), da quando è alla Juve ha segnato solo una volta. Una media non certo da fenomeno. Il fatto di essere tornato nella città che è stata la sua casa per 9 anni (dove ha ancora un ristorante, un hotel della sua catena in costruzione, una catena di palestre, una villa e tanti interessi) lo motiverà ancora di più. In tribuna a tifare per lui ci sarà pure la fidanzata Georgina.

QUANTO PESA ANTOINE. Se CR7 è in grande forma, Griezmann non è da meno. Sabato ha segnato il gol decisivo per l’1-0 con cui Simeone ha espugnato il campo del Rayo Vallecano. Nelle ultime tre stagioni e mezzo si è trattato della quattordicesima volta che l’Atletico ha conquistato i tre punti senza subire reti e con una prodezza del suo numero 7; la quarta da agosto in poi. Il francese è a 12 centri nella Liga e solo una volta, nel 2015-16, dopo 24 giornate aveva segnato così tanto. Quella stagione chiuse con un totale di 32 gol (22 nella Lega) e siccome adesso è già a 18 (4 in Champions più 2 in Coppa del Re), punta a far meglio rispetto a 3 anni fa. Simeone però è anche un può preoccupato da questi numeri visto che l’Atletico in campionato ha segnato “solo” 34 volte e che il francese ha inciso per il 35%. Nell’ultimo periodo la tendenza è ancora più marcata: Antoine ha firmato 10 degli ultimi 18 gol in tutte le competizioni, una statistica alla quale vanno aggiunti 3 assist per le rimanenti 8 reti. In quest’ottica si spiega l’acquisto di Morata a gennaio, anche se Alvaro è ancora a secco.

fonte:corrieredellosport

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