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Cava de Tirreni. Comune parte civile contro clan Zullo ed ex vicesindaco Polichetti

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Il Comune di Cava de’ Tirreni ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale nei confronti del clan Zullo, instaurato presso il Tribunale di Salerno che vede coinvolto, tra gli altri, l’ex vicesindaco Enrico Polichetti e un funzionario comunale. Il prossimo 11 marzo è in programma l’udienza preliminare dinanzi al Gip. L’ipotesi di accusa di voto di scambio e abuso di ufficio è contenuta nello stralcio all’inchiesta principale, quella di associazione per delinquere finalizzata all’usura, estorsione e spaccio di droga. Gli inquirenti, però, sostengono che i due filoni sono convergenti, ipotesi che non ha trovato d’accordo finora i giudici. Sia il gip, in sede di ordinanza, sia il Riesame non hanno ravvisato l’esigenza di una misura cautelare grave qual è il carcere. Intanto, dopo che lo scorso 12 febbraio a Palazzo di Città è stata notificata all’amministrazione comunale, in qualità di persona offesa, la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica, la giunta guidata dal sindaco Vincenzo Servalli ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale.
LA SPESA
Valutata l’opportunità di agire a tutela del prestigio, dell’onorabilità e degli interessi dell’Ente, con un’apposita delibera, l’esecutivo, prevedendo una spesa di circa quattro mila euro, ha dato mandato ai legali di costituirsi parte civile all’udienza in programma l’11 marzo 2019, «al fine di esercitare i diritti previsti dall’ordinamento giuridico, ivi comprese le eventuali richieste risarcitorie per tutti i danni derivanti al Comune, compresi quelli d’immagine, qualora fossero accertati i reati contestati agli imputati». Da Palazzo di Città , come scrive Valentino Di Domenico , Il Mattino . fanno sapere che si è trattato di un atto dovuto poiché in ballo c’è la reputazione dell’Ente che, come dimostrato anche dalle indagini, risulta parte offesa. Immediata la presa di posizione del consigliere ed ex sindaco Marco Galdi, il quale ha contestato duramente la scelta della giunta Servalli, manifestando la sua solidarietà a Enrico Polichetti che, a suo avviso, sarebbe stato scaricato dall’amministrazione. «Alcuni mesi or sono ha dichiarato Marco Galdi- in un manifesto apparso sulle mura della città, ho pubblicamente invitato i cittadini ad attendere l’esito dei processi ed a non affrettare valutazioni. Dopo aver letto la delibera di giunta con la quale l’amministrazione decide di costituirsi parte civile nel processo mi chiedo prosegue Galdi- chi è che ha ottenuto quei voti nel 2015». Il consigliere comunale di minoranza, inoltre, non lesina stoccate anche all’attuale primo cittadino. «Se il sindaco Servalli ha anche solo il sospetto di infiltrazioni della camorra nel voto amministrativo che lo ha eletto alla guida della città dovrebbe trarne le logiche e doverose conseguenze. Infine – conclude Galdi – desidero esprimere la mia personale solidarietà nei confronti dell’ex vicesindaco Enrico Polichetti e del funzionario comunale coinvolto, che, per quanto mi riguarda, rimangono innocenti fino a conclusione di tutti i possibili gradi di giudizio».

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