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Napoli: Alunni al freddo nelle scuole partenopee. I termosifoni funzionano solo part-time

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Bambini e ragazzi al freddo nelle scuole napoletane. Come scrive questa mattina il Mattino, agli uffici comunali sono infatti giunti numerosi solleciti da parte dei dirigenti scolastici per ottenere un prolungamento degli orari del funzionamento degli impianti di riscaldamento; il problema sorge al pomeriggio, quando le temperature calano e gli studenti sono impegnati nelle numerose attività laboratoriali che ormai ogni scuola offre, quando però gli impianti sono spent. Si tratta di almeno due ore in cui sia i ragazzi che il personale delle cooperative che portano avanti i progetti sono costretti a indossare i cappotti in aula. Il Comune di Napoli però non è in grado di poter risolvere adeguatamente il problema, perché mancano i fondi per pagare più combustibile a tutti i plessi. In una missiva inoltrata dall’assessore Annamaria Palmieri ai dirigenti delle dieci Municipalità emerge la necessità di censire quali siano le scuole che richiedono questo prolungamento orario, quante aule, i motivi e per quante ore poiché il dirigente Francesco Cuccari del servizio Progettazione, Realizzazione e Manutenzione del patrimonio comunale in una nota chiarisce che «il consenso porterebbe a un esborso elevato per l’amministrazione, che attualmente non trova copertura finanziaria». «È probabile che saranno trovati fondi esigui a vantaggio delle solite scuole note come è accaduto in situazioni simili. I bambini di Scampia, invece, possono pure morire di freddo» attacca Apostolos Paipais, presidente della Municipalità 8.

 
Le mamme sono le prime ad accorgersi se a scuola c’è un problema ma stavolta oltre al tam tam partito dai gruppi e dalle chat, il disagio del freddo si è palesato anche per il personale delle cooperative che partecipano ai progetti pomeridiani. Dopo la refezione, i bambini con il tempo pieno restano a scuola per altre ore, con l’uscita prevista alle 16.30 circa, ma già mezz’ora prima l’impianto di riscaldamento viene spento. Ci sono però i progetti, collegati ai vari Programmi operativi nazionali (Pon) del Miur, così come quelli a finanziamento regionale come «Scuola Viva» o «Scuola di Comunità», che impegnano gli studenti con le varie iniziative anche fino alle 18. Un impegno portato avanti dalle cooperative, il cui personale, in questi giorni in cui la colonnina di mercurio segna temperature molto basse, ha riferito ai dirigenti scolastici l’enorme disagio che loro e gli studenti stanno subendo al punto da battere i denti e dover indossare i cappotti in aula. La normativa di riferimento è nazionale e chiarisce che durante il periodo in cui è in funzione l’impianto di riscaldamento deve avere una certa temperatura, ma periodi e orari di accensione sono invece regolati dalle zone climatiche, e dagli enti che ne tutelano la proprietà immobiliare. In questo caso la richiesta viene dalle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, quindi curate dal Comune di Napoli.

Le richieste di prolungamento dell’orario di funzionamento degli impianti termici a servizio degli istituti scolastici comunali oltre il normale periodo di funzionamento giornaliero sono state davvero tante. Al punto che il dirigente Cuccari ha provveduto a scrivere immediatamente all’assessore Annamaria Palmieri e al Servizio educativo e scuole comunali per capire come risolvere la questione poiché «il consenso a tutte le istanze pervenute comporterebbe un esborso elevato per l’amministrazione, che attualmente non trova copertura finanziaria». È stato quindi chiesto dall’assessore a «tutti i dirigenti scolastici delle scuole del I ciclo, e ai dirigenti del Servizio attività tecniche delle dieci Municipalità» di specificare al più presto nelle loro istanze «la tipologia delle loro attività per le quali si richiede il prolungamento dell’orario di funzionamento».

Il tutto porterà una spesa in più rispetto al budget previsto e c’è il timore che saranno favorite «solo le solite scuole, cui arrivano sempre fondi in più quando ci sono necessità straordinarie per tutti. Qui a Scampia, per esempio, non arriva mai un euro per le scuole del territorio. Come in tutte le periferie di cui questa amministrazione non si cura affatto». Una ipotesi confermata anche da Agostino Anselmi, responsabile territoriale Cisl Fp per il Comune di Napoli: «Troveranno pochi fondi e avranno il riscaldamento prolungato solo alcuni istituti, scommetto quelli di Chiaia e Vomero».

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