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Meta, Liceo Classico Marone: Un’intervista alle docenti Patrizia Attanasio e Angela Barba

Ecco l'intervista alle professoresse Attanasio e Barba. Loro invitano tutti a partecipare all'openday nei giorni 11 e 12 gennaio dalle 9.00 alle 12.30 e alla Notte del Liceo, venerdì sera 11 gennaio dalle 18.00 alle 22.30.

Presentateci il Liceo Classico Computazionale…

prof. Angela Barba: Dall’a.s. 2018-2019, a scelta delle famiglie, è stata attivata presso la nostra scuola l’opzione “Liceo Classico Computazionale” nella prospettiva di una didattica 4.0. L’obiettivo è lo sviluppo di competenze trasversali che mirino alla formazione del cittadino del futuro in grado di dominare la complessità dei linguaggi odierni e le moderne tecnologie che ne costituiscono l’aspetto più rilevante.

Questo indirizzo, nato dall’intuizione del nostro Dirigente Scolastico, prof.ssa Immacolata Arpino, è oggi un’avviata e promettente realtà grazie ad un team di docenti aperto all’innovazione e formato nell’utilizzo delle tecnologie digitali.

La vera novità, rispetto alla licealità classica, consiste in un’ora aggiuntiva di informatica fin dal primo anno e non solo. E’ una questione di metodo più che di contenuti. Gli studenti, infatti, affiancati dai loro insegnanti e da un esperto della materia,  seguono un percorso che dai più semplici linguaggi di programmazione li condurrà alla robotica, al calcolo previsionale, al linguaggio Java, alla creazione di siti web e alla  sicurezza informatica.

Il pensiero computazionale è il processo, riferito alla logica e alla matematica, in cui si definiscono procedure che vengono poi attuate da un esecutore, che opera nell’ambito di un contesto prefissato, per raggiungere degli obiettivi assegnati.

Le competenze che esso attiva sono ovviamente parte del campo informatico, ma in realtà sono abilità che servono per la vita di tutti i giorni, in quanto la digitalizzazione incide in maniera enorme sul nostro quotidiano, anche quando non ce ne accorgiamo.

Sviluppare il pensiero computazionale vuol dire, appunto, aumentare la capacità di analizzare situazioni, valutarne i limiti, conoscere gli strumenti a disposizione, organizzare strategie efficaci di soluzione alle problematiche.

Il pensiero computazionale, pertanto, non consente soltanto di approcciarsi alla tecnologia in maniera consapevole, o di acquisire delle competenze che risulteranno molto utili in ogni ambito lavorativo, ma è anche e soprattutto in grado di aiutare i giovani a non essere più fruitori passivi della tecnologia e ad affrontare al meglio le sfide che pone loro la modernità.

Alla luce di quanto detto, il Publio Virgilio Marone si presenta nello scenario penisolano come un incubatore di buone pratiche all’insegna di una mission che punta alla creazione di ambienti di apprendimento in cui l’innovazione prende vita partendo proprio dalla didattica digitale.

 

Cosa potete dirci della vostra esperienza di insegnamento in questo indirizzo?

prof. Patrizia Attanasio: Io e la collega insegniamo entrambe Italiano e Greco al primo anno del computazionale. A distanza ormai di diversi mesi dall’inizio dell’ a.s. possiamo già tracciare un primo bilancio di quest’esperienza. I risultati attesi sono stati pienamente confermati e sono misurabili in riferimento al doppio versante dell’andamento didattico e del gradimento dell’utenza.

Il primo indicatore è il feedback più che positivo che riceviamo sistematicamente dai nostri studenti e dalle loro famiglie: il clima che tutti contribuiamo a costruire in aula è sereno, stimolante, vivace, una vera e propria comunità in cui ognuno è chiamato a dare il suo personale contributo.

Ogni studente, nel rispetto del suo stile di apprendimento e attraverso le più aggiornate strategie didattiche, viene incoraggiato a dare il meglio di sé, a coltivare le sue doti personali, a costruire saperi che si traducono in competenze che saranno per loro fondamentali nell’arco dell’intera esistenza. I genitori con cui quotidianamente ci confrontiamo ci dicono appunto questo: i ragazzi affrontano lo studio con una forte motivazione, raccontano a casa il loro vissuto scolastico e lo socializzano, in particolare risultano affascinati dal connubio tecnologie informatiche e materie umanistiche.

Infine per noi docenti l’insegnamento al computazionale è una sfida che abbiamo accettato con entusiasmo, perché ci ha consentito di aggiornare le nostre competenze alla luce di una didattica 4.0 con cui ognuno di noi è chiamato a fare i conti, se vogliamo ovviamente dialogare con le giovani generazioni sul terreno della multimedialità, nel quadro di una digitalizzazione ormai pervasiva.

 

A proposito di quest’ultimo aspetto, potete spiegarci più in dettaglio come funziona questo link tra le Tecnologie informatiche e il curricolo della località classica?

Prof. Angela Barba: Se il legame discipline scientifiche-pensiero computazionale appare ovvio ed immediatamente associabile ad un impiego didattico, meno scontato è, invece, il nesso con l’ambito umanistico-letterario, in particolar modo con le lingue classiche che vengono percepite come sganciate dall’uso delle Tecnologie informatiche o, nella migliore delle ipotesi, genericamente collegate ad un impiego della logica nella pratica traduttiva.

Il Liceo Computazionale  si  propone,  invece,  di  rovesciare  l’approccio  sopra descritto e di considerare, piuttosto, lo studio delle lingue classiche come generatore di un’attività di problem posing/solving da affrontare e risolvere anche mediante un approccio computazionale, allo scopo non solo di collocare a pieno titolo le lettere antiche nell’alveo delle suddette tecnologie, ma di facilitarne l’apprendimento.

 

Quale messaggio intendete inviare agli studenti e alle loro famiglie che si accingono a scegliere proprio in questi giorni la futura scuola superiore?

 Prof. Patrizia Attanasio: Il nostro invito è a ponderare bene la loro scelta, in quanto da essa dipenderà il loro futuro e la loro carriera professionale, a vagliare con attenzione le varie offerte formative presenti sul territorio, ad ascoltare attentamente i consigli dei loro insegnanti e a cercare di riconoscere le loro “passioni” e i loro  punti di forza perché solo grazie ad essi potranno realizzare pienamente se stessi come individui e cittadini responsabili, nonché inserirsi nel mondo del lavoro trovando un’occupazione che corrisponda alle loro legittime aspettative.

Prof. Angela Barba: A tal proposito vi aspettiamo tutti al nostro Open Day che si svolgerà presso il nostro Liceo  nei giorni 11 e 12 gennaio dalle 9.00 alle 12.30 e alla Notte del Liceo, venerdì sera 11 gennaio dalle 18.00 alle 22.30.

Non mancate!

openday e  Notte del Liceo

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