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Lettere. Condono falso, in tanti sotto inchiesta . Ecco quali e perchè

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Lettere, il paese dei Monti Lattari in provincia di Napoli al centro di uno scandalo giudiziario che fa eco in Campania
Istanze di condono fasulle, documenti scomparsi dagli uffici e distrutti, la promessa di «un fiore o un pensiero» per i tecnici comunali. Tutto per coprire abusi edilizi e facilitare lavori di ristrutturazione per privati e ristoranti a Lettere. Ci sono anche una consigliera comunale, il suo ex marito avvocato, il papà del candidato sindaco perdente alle ultime elezioni e quattro dipendenti dell’Ufficio tecnico del Comune di Lettere tra i ventiquattro indagati raggiunti ieri mattina da avviso di conclusione indagini emesso dal pm della Procura di Torre Annunziata, Andreana Amborsino, e notificato dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia. Ecco cosa scrive Dario Sautto su Il Mattino di Napoli Corruzione, falso ideologico in atto pubblico e violazione delle norme in materia di edilizia sono i reati contestati a vario titolo a tecnici comunali, consulenti di parte, imprenditori edili e proprietari di alcuni immobili.
LA RISTRUTTURAZIONE
Le indagini erano partite dopo un sopralluogo in un edificio in ristrutturazione al centro di Lettere, dal quale erano emerse diverse irregolarità nella pratica di condono. Diverse sono state le perquisizioni e le acquisizioni di atti negli uffici del Comune di Lettere, che hanno permesso ai carabinieri di scoprire come alcuni documenti fossero stati falsificati e come altri addirittura distrutti, in modo da far scomparire le prove di illeciti. Il giro di corruttela, secondo gli investigatori, girava attorno a Sabato Fontana, responsabile dell’ufficio Tecnico ora in pensione, e ai dipendenti Luigi Gaglione, Antonio Calabrese e Vincenzo Ruocco, dal 2007 in poi tutti impiegati nelle valutazioni degli abusi edilizi. Verbali di sopralluogo e relazioni tecniche venivano spesso contraffatte, in modo da permette ampliamenti degli edifici. Le pratiche di condono, spesso, venivano accettate proprio grazie alla scomparsa degli atti autentici, così come documenti falsi servivano ad ottenere il rilascio di permessi a costruire o attraverso istanze clone. Nel corso delle indagini, era stato arrestato per concussione lo stesso Fontana, preso in flagranza mentre pretendeva il pagamento di una mazzetta da 2mila euro per evitare il sequestro di un immobile abusivo. E poi, anche Ruocco è già indagato, e sospeso dall’incarico, per un altro procedimento connesso.
IL CANDIDATO
Diversi sono i consulenti tecnici che avrebbero permesso, ai privati, di falsificare la documentazione per ottenere i vari permessi. Tra i committenti dei lavori figurano anche l’attuale consigliera comunale Maria Laura Del Sorbo, indagati insieme all’ex marito Mario Gentile, avvocato che ha dovuto rinunciare all’incarico di difensore di Fontana perché coinvolto anche lui nella vicenda. E poi Francesco Lembo, papà di Antonio, candidato sindaco alle ultime elezioni, uscito sconfitto dalla tornata elettorale. Tutti i fatti, ricostruiti nel corso delle indagini, risalgono al periodo che va dal 2015 al 2016, quando sono stati eseguite le diverse acquisizioni di atti negli uffici comunali, che poi hanno portato a scoprire un sistema molto diffuso nel piccolo comune dei Lattari. Negli ultimi anni, a Lettere, erano venuti fuori diversi casi di lottizzazioni abusive e connivenze tra privati e tecnici degli uffici comunali. Uno degli episodi più eclatanti aveva riguardato la costruzione di una piscina all’interno di una proprietà dell’imprenditore edile Antonio Passarelli, a meno di cento metri dal municipio letterese. Da fondo rustico, secondo l’accusa l’area stava per essere trasformata in struttura ricettiva, con tanto di piscina (autorizzata), piccolo anfiteatro e stradina d’accesso (ritenuti invece abusivi). A processo ci sono anche alcuni funzionari della Soprintendenza.

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