Positano News - Notizie della Costiera Amalfitana Penisola Sorrentina Campania - Positano News

Le Rubriche di Positano News - CulturaNews di Maurizio Vitiello

Intervista allo scrittore Aldo Di Mauro, a cura di Maurizio Vitiello.

Più informazioni su

Intervista di Maurizio Vitiello – Risponde lo scrittore Aldo Di Mauro, di nuovo alla ribalta.

D – Puoi segnalare ai nostri lettori il tuo percorso di studi?
R – L’incontro che ha determinato il mio percorso di studi è stato quello con il Prof. Mario Benvenuto, mio professore di filosofia al Liceo Vittorio Emanuele, ed è grazie a lui che all’Università ho scelto la facoltà di filosofia.

D – Puoi raccontarmi i tuoi iniziali desideri?
R – L’insegnamento è stato il mio desiderio iniziale.

D – Quando è incominciata la voglia di scrivere e la passione per la letteratura?
R – La voglia di scrivere è cominciata da giovanissimo, per il mio desiderio di conoscere e comunicare. Il mio primo libro di poesie è del 1974.

D – Puoi precisare i temi e i motivi dei tuoi libri?
R – Nei miei libri prevale la voglia di dialogare, ritenendo che il dialogo consente un reciproco arricchimento.

D – Ora, puoi motivare il percorso di gestazione e l’esito del tuo ultimo libro?
R – Il mio ultimo libro è un romanzo “I segreti di Matilde” – Homo Scrivens Editore – che è particolare in quanto non racconta una storia, ma tante storie dei membri di una famiglia, storie tenute nascoste agli altri componenti, ma che trovano in Matilde la giusta interlocutrice. Anche qui prevale il bisogno del dialogo.

D – Dentro c’è Napoli, ma quanto e perché?
R – Nei miei libri c’è sempre Napoli, perché io penso in napoletano, che, poi, traduco in italiano. La lingua napoletana riesce a esprimere meglio una emozione.

D – Napoli è una città sorgiva per gli scrittori?
R – Napoli è sempre stata prolifica di scrittori; forse, perché a Napoli è più facile scrivere, basta sapere ascoltare e osservare, e le vicende le incontri sulla strada.

D – Quali pagine di un autore napoletano, di uno italiano e di uno straniero che si sono espressi su Napoli ti hanno colpito?
R – Eduardo, Pirandello e, poi, la poesia di Nazim Hikmet o Hermann Hesse anche se la saggistica ha il suo ruolo prevalente continuando i miei studi di filosofia e psicologia.

D – Napoli detiene una sua letteratura di segmento, perché?
R – Io ritengo che la letteratura napoletana ha superato la sua specificità territoriale per diventare una letteratura che a buon diritto occupa un posto importante nella letteratura italiana.

D – Quali piste di maestri hai seguito?
R – Come dicevo il mio primo maestro è stato Mario Benvenuto che mi ha insegnato a essere sempre discepolo, perché da tutti c’è qualcosa da imparare.

D – Pensi di avere una visibilità congrua?
R – Io non faccio molto per essere visibile, ma dal risultato che ottengo nei miei incontri, forse, sarebbe auspicabile una maggiore visibilità che mi consentirebbe di conoscere più persone con le quali comunicare.

D – Quanti “addetti ai lavori” ti seguono?
R – I miei addetti ai lavori sono le persone che vengono a trovarmi quando vengono a conoscenza di una mia presenza a un evento.

D – Puoi indicare in una scheda analitica le pregiudiziali sostanziali del tuo ultimo libro presentato al Teatro Diana al Vomero, quartiere-bene di Napoli? A proposito, soddisfatto della presentazione?
R – Il mio ultimo libro, come i precedenti, tende a invitare i lettori a superare i pregiudizi, spesso fallaci dell’apparenza per imparare ad ascoltare gli altri per conoscerne la vera dimensione umana. In un mio romanzo “Terapia d’amore” ho sostenuto che l’ascolto è già un atto d’amore.

D – Quali linee operative pensi di tracciare nell’immediato futuro?
R – Nel mio prossimo futuro c’è un romanzo breve e una raccolta antologica delle mie poesie dal 1974 a oggi.

D – Pensi che sia difficile riuscire a penetrare nel mercato del libro?
R – Il mercato del libro risente di una distribuzione poco efficace.

D – I “social” ti appoggiano?
R – I “social” certamente sono un veicolo per arrivare più lontano e ne ho la prova nel fatto che quando pubblico un mio pensiero sono tanti che mi gratificano con il loro apprezzamento.

D – Con chi scriveresti a più mani un libro?
R – Non saprei scrivere a più man,i perché i miei libri partono da un’idea che con mano devo accompagnare al suo pervenire a chi mi legge.

D – Perché il pubblico dovrebbe ricordarsi dei tuoi libri?
R – Spero di essere ricordato perché le cose che scrivo sono tuffi nell’anima.

D – Pensi che sia giusto avvicinare i giovani e presentare libri in ambito scolastico?
R – Giustissimo! Avvicinare i giovani alla lettura contribuisce a una maggiore sensibilizzazione.

D – Prossimo libro?
R – Come dicevo un romanzo breve di cui, per vincoli contrattuali, non posso anticipare il titolo e una raccolta di mie poesie.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Positano News, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.